“L’uniatismo oggi non è lecito”. Bergoglio e cinquant’anni di ecumenismo.

Francesco e Daniele, “patriarca” di Romania.

Vasile Tofane pone una domanda: «La Chiesa greco-cattolica ha avuto un ruolo molto importante nel nostro Paese. Alcuni però dicono che questa Chiesa ha esaurito il suo ruolo storico e che i fedeli dovrebbero scegliere di entrare nella Chiesa latina o in quella ortodossa. Ma lei domani beatificherà sette vescovi martiri. Ciò mi fa capire che questa Chiesa ha un futuro. Che ne pensa?».
La mia posizione è quella di san Giovanni Paolo II. La Chiesa respira con due polmoni. E il polmone orientale può essere ortodosso o cattolico. Lo status quo si deve mantenere. C’è tutta una cultura e una vita pastorale che va preservata e custodita. Ma l’uniatismo oggi non è più la via. Anzi, io direi che oggi non è lecito. Nell’oggi però si deve rispettare la situazione e aiutare i vescovi greco-cattolici a lavorare con i fedeli.

Giovanni Paolo II e il “patriarca” Teoctist durante la vista del primo in Romania nel 1999

Queste le parole di Bergoglio, pronunziate nel corso di una conversazione tenutasi alla Nunziatura Apostolica di Bucarest con 22 gesuiti che operano in Romania e riportate su Civiltà Cattolica dal padre Spadaro sj.
L’uniatismo in sostanza non va più bene. Ma cos’è l’uniatismo?
È quel processo storico che ha portato molte comunità cristiane dell’Oriente slavo prima non in comunione con la Chiesa Romana, a riunirsi con essa, soprattutto a partire dal secolo XVI. Da un punto di vista cattolico, degli scismatici sono ritornati nel seno dell’unica vera Chiesa di Gesù Cristo – Una, Santa, Cattolica, Apostolica, Romana – governata dal Papa di Roma, abbandonando le chiese cosiddette (o sarebbe meglio dire sedicenti) ortodosse.
Momenti di grazia e di gioia per un cattolico: delle pecorelle smarrite tornato nell’Ovile del Buon Pastore. E fu sempre vivo lo zelo dei Romani Pontefici perché queste porzioni di Oriente Cristiano tornassero in comunione con la Chiesa: senza tornare troppo indietro al tempo in cui Isidoro di Kiev tentava di unire con Roma i Russi, basta sfogliare le enciclica di Pio XI e Pio XII in materia, le quali magnificano l’uniatismo e i suoi martiri.
Si, perché l’uniatismo ha avuto anche dei martiri: Cristiani morti per la fedeltà a Roma.
San Giosafat Kuncewycz, martirizzato il 12 novembre 1623, canonizzato da Pio IX nel 1867; sant’Andrea Bobola, un gesuita, martirizzato il 16 maggio 1657, canonizzato da Pio XI nel 1937; e ancora moltissimi Vescovi e Sacerdoti che sotto la tirannide comunista, pur di non diventare ortodossi come gli imponeva il governo (le chiese nazionali, come denunziato da Pio XII, erano tutte al servizio dei vari regimi comunisti), preferirono morire. E, fra questi, pure i sette Vescovi della Chiesa greco-cattolica di Romania, la Chiesa uniate, che – come ricordato anche nella conversazione – sono stati beatificati da Bergoglio.
Si dirà: “Li ha proclamati Beati, ma considera superato e ormai illecito il motivo del loro martirio: ma non è un pensiero contraddittorio, schizofrenico?”.
No, risponderemo: è un modernista ed un ecumenista e fa sue tutte le dichiarazioni in tale senso dei suoi predecessori.
Il Concilio e poi Dominus Iesus, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, hanno più volte affermato (troppo lungo sarebbe l’elenco delle citazioni!) che le “chiese” “ortodosse” – quelle che gli Uniati abbandonarono in quanto convinti della illegittimità di esse e della necessità di essere uniti alla Sede di Pietro per essere membri della Chiesa di Cristo – sono chiese sorelle e vere chiese locali (sebbene non in comunione con la Chiesa Cattolica, che sarebbe – o meglio nella quale sussisterebbe – la vera Chiesa di Cristo).
Pertanto Francesco, che crede nell’evoluzione del dogma, ammette da un lato che rimangano in piedi le Chiese greco-cattoliche (com’è umano!), ma dall’altro, tirando le somme di cinquant’anni di teoria e prassi ecumenista, può bollare – anche in modo chiaro e “onesto” rispetto ai paroloni degli anni precedenti – come integralista, chiuso e vecchio chi dice che “gli ortodossi sono scismatici” (vedi qui) e può ritenere “illecito” il ritorno degli scismatici in seno alla Chiesa Cattolica.

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