Modena: minacce di morte al portavoce del Comitato di riparazione

Sono arrivate esplicite minacce di morte a M. G., portavoce del comitato San Geminiano Vescovo che qualche settimana fa ha portato in strada centinaia di persone, per pregare in riparazione del gay pride.

Foto a testa in giù, frasi chiaramente intimidatorie scritte in pubblico: “il pride non è solo a giugno. Sappiamo chi sei, dove lavori e dove abiti. Tempo al tempo. Prega in ginocchio”.

L’autore di questo attacco è stato identificato: pare trattarsi di un militante LGBT piuttosto attivo nell’area emiliana, in cui sembra aver svolto attività di intrattenimento anche nel circuito ARCI.

Una denuncia è già stata depositata. A giorni vi dare nuovi e significativi aggiornamenti.

Questo fatto si inserisce nella lunga sequenza di eventi disastrosi (fallimento del Gay Village, grandinata con fuggi fuggi generale del Bologna Pride e chiusura di Gayburg, per non parlare, sempre in Emilia, dei fatti della Val d’Enza) che hanno recentemente colpito la galassia omosessualista o aperti sostenitori di questa causa.

Stay tuned.

Un commento a "Modena: minacce di morte al portavoce del Comitato di riparazione"

  1. #Mara Iapoce   12 Aprile 2020 at 3:50 pm

    Gente che sconterà le sue colpe. Si mascherano dietro i foraggiamenti monetari ricevuti da una pletora di associazioni, imprese, magnati. Se questi ultimi venissero meno o semplicemente cominciassero a ridursi, se la leverebbero a gambe levate, leccandosi le ferite. Non hanno nulla di democratico, né tantomeno di tollerante. Gli epiteti negativi che danno a chi è critico verso la cultura gender appartengono in realtà a loro: gli calzano a pennello come un vestito nuovo, date le numerose prove di intolleranza che hanno dato di sé. Sarebbe bello avere sempre più fuoriusciti, medici, scienziati ed esponenti della società civile che testimonino, con valide argomentazioni, dove risiede la menzogna della loro ideologia. Quanto più questa schiera aumenta, tanto più il loro messaggio si sgonfierà, tanto meno ci saranno megafoni e casse di risonanza tra mass-media ed associazioni pseudo-culturali.

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