Radio Spada: sette anni di guai, sette anni con voi

di Piergiorgio Seveso

Com’è noto ai più ( e se non è noto, lo sapete ora da me), io non scrivo molto su Radio Spada. Anzitutto perché la nostra redazione è già così ricca di penne e di sempre nuovi contributi che i miei lambiccati e lirici arpeggi assai poco aggiungerebbero e poi perché il nostro blog ama valorizzare e “potenziare” i suoi  collaboratori e non lasciarli nell’ ombra della Buona Battaglia come semplici comparse o comprimari. C’è però un terzo motivo: quando non attinge a registri celebrativi, il mio stile tende a diventare molto polemico e virulentemente pugnace. Senza scomodare Ipponatte o Schopenhauer, amo modellare sacrosanti (nel senso cattolico del termine) e acrobatici insulti come si farebbe con dei vetri soffiati di Burano. Per questo l’essere presidente di Radio Spada, il più delle volte, mi costringe a rimirare queste mie opere d’arte nelle vetrinette di casa mia e a non offrirle al nostro amatissimo pubblico, ovviamente in attesa di tempi più propizi o di svendite di fine stagione.

Oggi debbo però attingere e a buona ragione al registro più amabile e fastigioso che io conosca. Radio Spada compie sette anni di vita, sette anni di immense soddisfazioni e guai provvidenziali: quando la fondammo alla chetichella, grazie al folgorante e immaginifico spirito di iniziativa di Andrea Giacobazzi, in una festa del Sacro Cuore del 2012, mai avremmo pensato quanto profondamente avrebbe inciso sulle nostre vite, mai avremmo ipotizzato che avrebbe sconquassato come un uragano le nostre abitudini, molte delle nostre certezze umane e avrebbe forgiato nel fuoco i nostri percorsi di vita ecclesiali e culturali. Non vorrei che i nostri lettori pensassero ad una sovrabbondanza  retorica da parte mia: con Radio Spada siamo passati dalla teoria alla pratica, dal mondo delle fiabe (pur molto amato da alcuni di noi, penso al gentilissimo Mattia Spaggiari) alla rude e cruda concretezza di una crisi senza eguali nella storia della Chiesa.  Una crisi dottrinale, teologale,  morale e sacramentale senza precedenti che non risparmia nulla e nessuno e che viviamo e combattiamo a viso aperto, senza mediazioni di sorta.

Con Radio Spada siamo passati ancora dalla fanciullezza alla maturità (o se preferite ad una fanciullezza più consapevole e ponderata), alcuni di noi si sono sposati, hanno avuto figli, altri lo faranno, altri ancora hanno perso persone care, altri hanno visto tramontare nel grande mare della viltà e dell’indifferenza amicizie e comitanze che parevano senza fine.  Solo Dio resta e l’onesta e gratuita amicalità di chi ha scelto di combattere la migliore e la più nobile di tutte le battaglie senza nulla chiedere in cambio, senza banderuole o casacche ma col solo vessillo bianco giallo del Papato romano, cucito sul petto.  

Questa comunità di Fede e di destino si offre a Voi, cari lettori, come assolutamente esemplare: con pochi mezzi materiali, con un pizzico di intelletto e di quei doni che il Buon Dio ci ha voluto largire, senza padroni, né padrini (al massimo con dei patroni), avendo tutto il mondo contro,  con una fanatica e famelica pletora di nemici esterni ed interni pronti a cantarci il De profundis o il Pape satan aleppe,  siamo qui, più vivi e compatti che mai a dirvi:  TUTTO si può fare, TUTTO si può osare, se si vuole rimanere cattolici in tempi come questi.

Radio Spada, più che indicarvi delle strade (che pure vi sono e ne troverete ampia testimonianza nelle nostre pagine) vi suggerisce uno spirito completamente refrattario alla Rivoluzione, brigantesco ed insorgente nel nome dell’unica vera religione: il cattolicesimo romano, integralmente creduto e integralmente vissuto pur nei nostri limiti e in quelli dei tempi in cui viviamo. E da bravi briganti usiamo su Radio Spada lo SCHIOPPO ed il PUGNALE, per colpire l’indegnità del bergoglismo e di tutte le umane ideologie che hanno cercato di assidersi sulla cattedra di San Pietro (aggiornamento roncalliano, montinismo, wojtylismo, ratzingerismo) ma anche per tenere pulito e non ingombrato il campo di Dio da tutte le meschinità, le piccinerie, le pulsioni servilistiche e cortigiane verso tartufeschi kapò, capetti e caporioni.

Non sarebbe però un pezzo sevesiano se non vi fossero dei ringraziamenti: anzitutto a tutti coloro che ci hanno sostenuto e incoraggiato. In particolar modo, a Elena Bianchini Braglia e al carissimo Gianni Braglia, a Paolo Gulisano, a Juan Diego Ortega Santana, a Cristiano Lugli, a Monica Gibertoni e Giovanni Negrini, a Domenico Savino, al professor Viglione e al gruppo dei Triarii, ad Antonio Diano, a Martino Mora, all’ottimo e fedelissimo Pietro Ferrari, a tutti gli autori (vivi e defunti, penso a Daniele Araì) che hanno voluto pubblicare con noi, ai sacerdoti e religiosi che ci hanno testimoniato affetto e stima. E tra le nostre file mi pregio di ricordare l’opera indefessa e impareggiabile di Ilaria Pisa, vero cuore pulsante editoriale di Radio Spada, la preziosa collaborazione storico dottrinale di Giuliano Zoroddu, l’insostituibile contributo di Arber Ndoj, degno figlio dello Skenderbeu, l’equilibrio e la passione esemplare di Massimo Micaletti, l’incredibile preparazione apologetica di Charlie Banyangumuka, l’istrionica leggerezza di Simone Gambini, la saggia ponderazione di Alessandro Luciani, l’irruente generosità di Lorenzo Roselli cui mi unisce la folta capigliatura, il realismo ed il disincanto del sempre caro Gabriele Colosimo. Da ultimo ringrazio l’amico di una vita e per la vita, Luca Fumagalli, preziosa architrave culturale di Radio Spada, con cui condivido a tempo pieno questi anni turbolenti e meravigliosi.

Volete far parte di questa formidabile compagnia di ventura? Raggiungeteci!

Viva Radio Spada!

5 Commenti a "Radio Spada: sette anni di guai, sette anni con voi"

  1. #Diego   15 Giugno 2019 at 4:11 am

    Las gracias sean siempre dadas al Altísimo, que nos ha bendecido con la dicha de vivir en la Integridad de la Fe Católica. Siempre en unión de oraciones

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  2. #angela   15 Giugno 2019 at 9:16 am

    Amate sempre la verità e Dio vi continuerà a benedire con altri duelli e coltelli (figurati) …comunque siete stati anche per me una rivoluzione nel faticoso e traumatico risveglio e presa di coscienza di stare nel letto sbagliato…sempre da trovare però il letto giusto…quindi si continui l’opera…e grazie(anche se la censura colpisce ancora sempre)….

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  3. #guelfonero   16 Giugno 2019 at 8:19 pm

    Grazie a tutti per gli apprezzamenti. 🙂

    Piergiorgio Seveso

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  4. #Antonio Diano   17 Giugno 2019 at 11:44 am

    Caro Seveso,
    sono stato citato (e la ringrazio di tutto cuore) ma proprio per amor di Verità e in coscienza mi corre l’obbligo di precisare che, pur apprezzando molte delle iniziative di RS (abbiamo anche pubblicato un tuo libro, mi direte, che vuoi di più?), su alcuni punti che ritengo qualificanti e, per ceri versi, dirimenti, la mia posizione è nettamente contrastante con la vostra. E lei questo lo sa benissimo, ed è inutile qui specificare ulteriormente. L’amicizia personale è fuori discussione, l’apprezzamento per molte delle vostre iniziative anche, ma “quelle” questioni mi vedono sul fronte opposto, e ho l’obbligo dinnanzi a Dio, a voi e a tutti i lettori di dichiararlo apertamente. Potremo discuterne finché vorrà (vorrete), anzi
    come già le dissi lo riterrei più che opportuno. La prego, apprezzi lo spirito di verità che mi muove. Amicus Plato etc… ma Plato resta amicus e spero resterà sempre tale. L’esprit catholique oblige. Insieme dobbiamo perseverare nel dare testimonianza della Verità, che come lei m’insegna non tollera cedimenti, compromessi, mésalliances.
    Le prego di considerare la presente non come un’obbedienza di scuderia, ma come testimonianza di questo spirito cattolico che ho appena richiamato, e in questo senso di accoglierla con simpatia.
    La difesa della vera e fede e la ‘militanza’ sotto le insegne crociate, a Dio piacendo, non si fermeranno. Insieme abbiamo il compito di segnare la via.
    Grazie, con immutato affetto personale e stima cattolica, in Christo Domino Nostro.

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  5. #guelfonero   17 Giugno 2019 at 12:28 pm

    Caro Professore, si figuri, Anzi apprezzo vivamente ogni distinguo leale e sincero, in special modo quello di un nostro autore. Del resto penso che altri ringraziati nel mio articolo (da un parte o dall’altra) avrebbero anch’essi molti motivi di distinguo. Radio Spada è così. Un caro saluto in Christo Rege et Maria Regina.

    Piergiorgio Seveso
    Presidente SQE di Radio Spada

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