Attenzione a certi autori e a certe idee. Libri “per l’estate” da prendere con le pinze

di Redazione

Se c’è un’operazione che Radio Spada non ama fare è mettere l’occhio nella serratura, dare gomitate a caso e insinuare sospettose pulci nelle altrui orecchie.

Anche quando in passato siamo stati vittime del cosiddetto fuoco amico (amico?) abbiamo preferito volare alto sulle polemiche e passare oltre.

A volte, però, qualcosa va detto. Sia chiaro: non coinvolgiamo in questa benevola critica tutto lo staff del sito in questione e ancora meno i simpatizzanti e lettori.

Insomma: i consigli per le letture estive pubblicate su Corrispondenza Romana ci lasciano un po’ perplessi.

Tre autori che, seppur non privi di interesse, ci risultano un po’ (un po’ tanto) indigesti. Tutti e tre occidental-americanisti e molto israel-orientati in politica. E non senza errori preoccupanti sul piano filosofico-ideologico.

Le immagini contano e già la copertina della Ye’Or messa in testa, non convince. L’anticristianesimo elencato a fianco di antioccidentalismo, antiamericanismo e antisemitismo, non va.

Bat Ye’Or, ovvero figlia del Nilo, pseudonimo della scrittrice ebrea Gisèle Littman (Il Cairo, 1933), è una saggista molto attiva nella causa israeliana.

Alexandre Del Valle, secondo autore citato di cui si propone un libro, è stato – per brevità citiamo da Wikipedia – Membro dell’Unione per un Movimento Popolare (diventato “Les républicains”, partito francese di governo di Alain Juppé, Nicolas Sarkozy e François Fillon, e presidente di una sua corrente liberal-conservatrice denominata “La Droite libre” che ha fondato con l’amico saggista e prefetto Rachid Kaci.

Nel 2009 su L’Occidentale, in un articolo estratto da un suo libro (non quello proposto da C.R. che è più recente), si poteva leggere:

L’Occidente giudaico-cristiano, indistintamente associato all’imperialismo americano, al sionismo, all’Europa coloniale o al capitalismo e al mercato economico, non è mai stato così tanto detestato e contestato da una simile pletora di individui che lavorano alla sua catartica distruzione. Tale odio, specchio capovolto dei valori liberali e individuali incarnati dall’Occidente considerato responsabile di tutti i mali della terra, riunisce nella contestazione che lo fomenta le tre famiglie totalitarie dell’«iperantioccidentalismo», i cui colori si sovrappongono come in un cocomero […]

Questa nuova configurazione totalitaria trasversale «rosso-nero-verde» riunisce, quindi, contro un unico nemico famiglie ideologiche che si basano su principi opposti, ma che sono accomunate da un obiettivo negativamente ben definito: la distruzione del sistema politico della democrazia liberale/pluralista, la demonizzazione d’Israele e del sionismo, e infine la denuncia dell’«imperialismo americano-sionista».

Giulio Meotti, terzo della lista, è un filoisraeliano di ferro, pur non senza meriti nell’accusa delle persecuzioni anticristiane. Ma che diceva, qualche tempo fa, in un’intervista su Letture.org?

Chi sono i responsabili del suicidio culturale occidentale?
[…]. Gran parte del discorso pubblico multiculturale è dedicato alla recitazione infinita d
ei crimini dell’Occidente e del male che rappresenta Israele. Nel frattempo, i contributi dell’Occidente all’umanità – come la democrazia, la rivoluzione scientifica, i diritti umani e la rivoluzione industriale – sono sminuiti o marginalizzati. Poi ci sono coloro che chiamiamo “liberal” e che non hanno lo stomaco per difendere il liberalismo e le conquiste di cui godiamo. Poi i relativisti, coloro che si aggirano fra i detriti della cultura occidentale.

Più avanti, peggio:

È possibile difendere la cultura occidentale e in che modo?
L’Occidente è nel bel mezzo di una guerra culturale a tre, tra i difensori della cultura
umanistica-giudaico-cristiana, i sostenitori di una strana forma di edonismo per sua natura arrendevole, e le forze dell’Islam radicale. I laicisti hanno vinto le guerre culturali. […] Come se ne esce? Mettendo fine al “piagnisteo”, come Robert Hughes definì il politicamente corretto che ormai fa il lavaggio del cervello alle opinioni pubbliche occidentali. Poi promuovendo una visione “muscolare” dei valori liberali nella vita pubblica, a cominciare da una sana laicità che tiri fuori le unghie non soltanto con il “clericalismo” ma anche con l’Islam radicale quando tenta di sovvertire il patto civile e sociale che abbiamo costruito. Infine, c’è bisogno di una riscoperta delle radici giudaico-cristiane dell’umanesimo.

Eccoci dunque. Ripetiamo: anche gli orologi fermi due volte al giorno segnano l’ora esatta e anche queste persone hanno scritto qualcosa di buono ma avvicinare il pubblico cattolico a questi autori e quindi, inevitabilmente, ai concetti descritti non ci pare una scelta saggia. I libri proposti non necessariamente percorreranno il triste cammino delle idee che abbiamo mostrato ma l’orizzonte degli autori, c’è poco da fare, lascia sbigottiti.

Porgendo i nostri auspici di buon lavoro a Corrispondenza Romana e augurandoci di poter condividere anche con loro qualche pezzo della buona battaglia, auguriamo una santa estate.

Un commento a "Attenzione a certi autori e a certe idee. Libri “per l’estate” da prendere con le pinze"

  1. #andrea carancini   15 Luglio 2019 at 12:56 pm

    Tra i bersagli ricorrenti di Alexandre Del Valle ci sono anche i revisionisti. Qui un suo pezzo dove se la prende con il convegno di Teheran del 2006: https://www.segnideitempi.org/la-sfida-delliran-perche-dobbiamo-definire-il-regime-iraniano-e-il-presidente-ahmadinejad-nazislamista-iiii/cultura-e-societa/la-sfida-delliran-perche-dobbiamo-definire-il-regime-iraniano-e-il-presidente-ahmadinejad-nazislamista-iiii/
    Un pezzo peraltro assai impreciso perchè tra i partecipanti al detto convegno, costui nomina anche Ernst Zundel, Germar Rudolf e Horst Mahler che all’epoca non poterono andare a Teheran in quanto ospiti delle patrie galere tedesche. Questo per dire di quanto sia tollerante e “democratico” l’occidente che piace tanto a Del Valle.

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