Bibbiano. A Reggio un’indagata ha confessato: relazioni false

Diversi bambini tornano a casa e sul piano processuale iniziano le confessioni.

È vero, ho falsificato quelle relazioni ma l’ho fatto a causa delle pressioni che subivo dai miei superiori. Mi sono adagiata per del tempo ma poi non ce la facevo più: per questo lo scorso settembre ho chiesto il trasferimento.

A riferirlo sono Gazzetta e Reggio Sera in relazione alle dichiarazioni di Cinzia Magnarelli, assistente sociale indagata nell’inchiesta “Angeli e Demoni”. Con questa confessione potrà tornare a lavorare come assistente sociale a Montecchio.

Si può leggere sempre su Reggio Sera:

L’assistente sociale, nel corso dell’interrogatorio ha accusato la dirigente dei servizi sociali dell’Unione Val d’Enza Federica Anghinolfi, attualmente ai domiciliari, e ha criticato il metodo creato sotto di lei. La Magnarelli ha parlato di un gruppo di lavoro formato per la valutazione dei casi difficili che sarebbero stati aggravati per giungere poi agli affidamenti. Come è avvenuto per il caso dei due fratellini, dai quali si era recata dopo la segnalazione di una possibile violenza da parte del padre, poi archiviata dalla Procura di Reggio.

Scrisse Magnarelli in una delle relazioni: “Alla visita domiciliare svolta nel pomeriggio la casa si presenta piena di muffa, con una grave situazione di degrado. La camera da letto si presenta con dei materassi per terra, ceste di vestiti ammassati, mobili malmessi”. Relazione non veritiera già agli occhi dei carabinieri, che poi ha portato all’accusa di falso ideologico e la frode processuale per l’assistente sociale.

Un commento a "Bibbiano. A Reggio un’indagata ha confessato: relazioni false"

  1. #Chiocciola   30 Luglio 2019 at 3:28 pm

    Sì. Grazie anche della segnalazione via mail.

    Ma io, già anni fa, sapevo che in Lombardia all’ ASL facevano le pratiche per strappare i bambini alle famiglie come prassi di routine, o comunque piuttosto spesso. Ce lo disse la moglie di quello psicologo, che è anche madre, dicendo che lui quello faceva, di sistema, e facendo capire il proprio (di lei) dispiacere e dissenso. Poi non so i fatti dall’interno, e cioè se ci fossero situazioni realmente critiche…Era l’inizio degli anni 2000.
    Precisazione: sono atei.

    Voi avete fatto benissimo a dare visibilità a questa gravissima questione, ma il punto è un altro: se quelli fossero veri cristiani e amassero il prossimo come se stessi, farebbero mai questi sequestri forzati e ingiustificati?
    Inoltre, anche senza credere al soprannaturale, credessero almeno alla morale naturale: quale animale sopporta di farsi strappare i suoi cuccioli in età non autonoma?
    E credessero al “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te”. O bisogna rapire i figli a loro per fargli capire che male hanno fatto?

    Ma i fatti hanno dimostrato una cattiveria intenzionale e radicata.

    Ieri sono stata a messa: il sacerdote ricordava che è dalle virtù interiori che scaturiscono poi le azioni. Si vede che per molto tempo i tanti che potevano fare qualcosa hanno usato menefreghismo, indifferenza o silenzio per convenienza.
    Preciso: lo stesso menefreghismo ce l’hanno avuto alcuni cattolici tradizionalisti, quindi correligionari, con me. Mancava solo che mi buttassero tra i rifiuti fisicamente…

    Per cui io vi apprezzo per le indagini su Bibbiano, ma ho idea che solo partendo dal di dentro di ciascuno pian piano le cose cambieranno.

    “Cattolico”, “Tradizionalista”, “pro-life” con marce e proclami spessissimo sono usati come etichette aggregative, ma alla prova dei fatti anche lì ci sono viscidi opportunisti per niente raccomandabili. Alla prova dei fatti, basta poco perché ognuno di noi scivoli, se non ci si sorveglia.

    Che l’Italia, nazione cattolica, sia arrivata questo punto non indica tanto la cattiveria di certi, quanto l’indifferenza di altri, che però non fa tanto clamore e quindi non finisce oggetto di notizie giornalistiche.

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