Diversi bambini tornano a casa e sul piano processuale iniziano le confessioni.

È vero, ho falsificato quelle relazioni ma l’ho fatto a causa delle pressioni che subivo dai miei superiori. Mi sono adagiata per del tempo ma poi non ce la facevo più: per questo lo scorso settembre ho chiesto il trasferimento.

A riferirlo sono Gazzetta e Reggio Sera in relazione alle dichiarazioni di Cinzia Magnarelli, assistente sociale indagata nell’inchiesta “Angeli e Demoni”. Con questa confessione potrà tornare a lavorare come assistente sociale a Montecchio.

Si può leggere sempre su Reggio Sera:

L’assistente sociale, nel corso dell’interrogatorio ha accusato la dirigente dei servizi sociali dell’Unione Val d’Enza Federica Anghinolfi, attualmente ai domiciliari, e ha criticato il metodo creato sotto di lei. La Magnarelli ha parlato di un gruppo di lavoro formato per la valutazione dei casi difficili che sarebbero stati aggravati per giungere poi agli affidamenti. Come è avvenuto per il caso dei due fratellini, dai quali si era recata dopo la segnalazione di una possibile violenza da parte del padre, poi archiviata dalla Procura di Reggio.

Scrisse Magnarelli in una delle relazioni: “Alla visita domiciliare svolta nel pomeriggio la casa si presenta piena di muffa, con una grave situazione di degrado. La camera da letto si presenta con dei materassi per terra, ceste di vestiti ammassati, mobili malmessi”. Relazione non veritiera già agli occhi dei carabinieri, che poi ha portato all’accusa di falso ideologico e la frode processuale per l’assistente sociale.