Con tutto ciò che accade, perché non consacrare Emilia e Romagna al S. Cuore e al Cuore Immacolato?

Foto da qui

Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato.

A chi l’abbraccerà prometto la salvezza.

di Redazione

L’Emilia e la Romagna rappresentano da secoli, se non da millenni, uno snodo vitale che connette la Penisola, in cui è posta la Sede di Pietro, con il resto d’Europa. Zona baricentrica – attraversata dall’antica Via Emilia, lambita dalla Via Francigena e prossima al cammino che conduceva da Mantova, attraverso Verona, al mondo germanico. Terra di contrasti accesi e di svolte storiche: lì Canossa, col trionfo del Cattolicesimo Romano, lì il Triangolo della morte coi massacri di preti e fedeli.

Quando il protestantesimo invase il cuore dell’Europa minacciando l’Italia, l’Emilia vide un vero e proprio bombardamento di miracoli mariani: una barriera difensiva in un ganglio vitale, a cavallo tra i secoli XVI e XVII? Non è un caso che più recentemente la suggestione letteraria abbia trovato in don Camillo e Peppone il simbolo di una lotta dal sapore eterno.

Oggi questa terra di contrasti è protagonista dello scandalo LGBT-affidi della Val d’Enza, dell’antinaturale e liberticida legge regionale anti-omonegatività, della sperimentazione gender più folle (pensiamo alla grottesca introduzione dei bagni gender-neutral a Reggio Emilia), delle sfilate sodomitiche più consolidate (tra le altre: il Summer Pride riminese, con tanto di sindaco in corteo).

Si tratta però della terra dove dal 2017 è nato il grande movimento delle processioni di riparazione con Reggio, Modena e Rimini come protagoniste a livello nazionale.

Cento anni prima di quel 2017, nel maggio 1917, a Fatima apparve Maria Santissima. Si può dire che il senso ultimo di questa manifestazione e delle successive, così come del grande miracolo del Sole, fosse semplice: preparare e introdurre la devozione del Cuore Immacolato a fianco di quella del Sacro Cuore. Chiare le parole di Maria: Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. A chi l’abbraccerà prometto la salvezza. Una devozione volta alla riparazione (pensiamo ai Cinque Sabati) e carica di promesse, che per brevità non possiamo riportare.

Nell’ultimo secolo molto è stato consacrato al Cuore Immacolato (Nazioni, milizie, associazioni). Maria aveva richiesto esplicitamente la consacrazione della Russia che “avrebbe sparso i suoi errori nel mondo“. Una consacrazione piena della Russia, con le condizioni specificate, non pare aver avuto luogo. Una cosa però è certa: gli errori che profeticamente sarebbero stati sparsi da Mosca, in Italia furono esportati grandemente in Emilia e in Romagna. E i frutti oggi sono visibili a tutti.

Una domanda dunque: perché non pensare, sul modello delle processioni di riparazione, ad una consacrazione – o comunque ad un affidamento pubblico – dell’Emilia e della Romagna al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria?

Non sarebbe forse tutta l’Italia a trarne vantaggio?

Un commento a "Con tutto ciò che accade, perché non consacrare Emilia e Romagna al S. Cuore e al Cuore Immacolato?"

  1. #Chiara   29 Luglio 2019 at 1:39 pm

    In realtà è stato fatto. Almeno, la città di Reggio Emilia è stata consacrata al Cuore Immacolato di Maria a maggio 2017

    Rispondi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.