Il vero volto della Rivoluzione

a cura di Giuliano Zoroddu

“I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti”. Notissima è questa sentenza di san Pio X (in Notre Charge Apostolique), ma se sappiamo che i tradizionalisti (i controrivoluzionari) sono coloro che osservano e fedelmente tramandando quanto Dio ha rivelato e con Ordine istituito, e la Chiesa ha insegnato ed insegna, chi sono i rivoluzionari? E soprattutto cos’è la Rivoluzione? Una risposta concisa e chiara e tragicamente attualissima a questa domanda ci pare quella che diede Monsignor Jean-Joseph Gaume (1802-1879) nella sua opera La Révolution del 1856, che evidenza la natura della Rivoluzione come riproposizione di quel “non serviam” che il superbo Lucifero pronunziò in Cielo volendo farsi simile a Dio: dalle eresie di Lutero, ai Giacobini, al Gender passando (ahinoi!) per la sovversione dei modernisti.

La Rivoluzione schiaccia il Crocifisso.

Se, strappando la maschera alla rivoluzione, le chiederete: “Chi sei tu?”. Ella vi dirà: “Io non sono ciò che si crede. Di me parlano molti ed assai pochi mi conoscono. Io non sono né il carbonarismo che cospira nell’ombra, né la sommossa che mugghia nelle contrade, né il cambiamento della monarchia in repubblica, né la sostituzione di una ad un’altra dinastia, né il momentaneo sconvolgimento dell’ordine pubblico. Io non sono né gli urli dei Giacobini, né i furori della montagna, né i combattimenti delle barricate, né il saccheggio, né le arsioni, né la legge agraria, né la ghigliottina, né gli affogamenti. Non sono né Marat, né Robespierre, né Babeuf, né Mazzini, né Kossuth. Costoro sono miei figli, ma essi non sono me. Codeste cose sono opere mie, ma non sono me. Codesti uomini e codeste cose sono fatti transitori, ed io sono uno stato permanente. Io sono l’odio di ogni ordine religioso e sociale che l’uomo non ha stabilito e nel quale esso non è re e Dio tutt’insieme: io sono la proclamazione dei diritti dell’uomo contro i diritti di Dio; sono la filosofia della ribellione, la politica della ribellione, la religione della ribellione: sono la negazione armata; sono la fondazione dello stato religioso e sociale sulla volontà dell’uomo in luogo della volontà di Dio; in una parola, io sono l’anarchia; perchè io sono Dio spodestato, surrogato dall’uomo. Ecco il motivo per cui mi chiamo Rivoluzione, cioè sconvolgimento, perchè io colloco in alto chi, secondo le leggi eterne, dovrebbe stare in basso; e metto al basso chi dovrebbe stare in alto”.

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