Jan Hus e Thomas More.

di Charlie Bunga Banyangumuka

“Il beato e il dannato”, opera dello scultore Livio Scarpella

Il 6 luglio dell’anno 1415, a Costanza, viene arso sul rogo Jan Hus, eretico e precursore di Lutero[1].
Nello stesso giorno, ma nel 1535, veniva decapitato Sir Thomas More, reo di essere restato cattolico e di essersi opposto alle derive anglicane del Re Henry VIII

Due figure forse agli antipodi, ma con un punto in comune: la morte violenta.
Ma se Jan Hus fu eretico, San Thomas fu cattolico.
Se Jan Hus morì detestando il Papa, San Thomas morì per fedeltà ad esso.
Se Jan Hus morì per le sue idee umane, San Thomas morì per una Fede la cui origine non è umana.

Entrambi furono “martiri” nel senso greco del termine (testimone), ma se uno testimoniò Cristo, Thomas More, l’altro si fece avvocato di Satana.
Entrambi morirono di morte violenta.
Ma se per San Thomas la morte per decapitazione fu nientemeno che il viatico che dischiuse per sempre le porte del Cielo, in Jan Hus, eretico e nemico della Chiesa, la morte sul rogo fu la terribile anticipazione di ciò che, di lì a poco, avrebbe patito per l’eternità.


[1] Martin Lutero approvava le dottrine dell’Hus e ne contestava la condanna a morte, tanto che Leone X nella Exurge Domine condannò le proposizioni “Alcuni articoli di Jan Hus condannati nel concilio di Costanza sono cristianissimi, verissimi ed evangelici, e neppure la chiesa universale potrebbe condannarli”e “È contro la volontà dello Spirito che gli eretici siano bruciati”.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.