Jean Guitton e la messa ecumenica … di Paolo VI

a cura di Giuliano Zoroddu

Di tanto in tanto in certi ambienti “conservatori” o “antibergogliani” si paventa l’avvento di un Novissimus Ordo Missae che andando oltre il Novus sarà una messa ecumenica, pienamente protestante, addirittura senza la consacrazione, invalida. Un vero e proprio abominio della desolazione. Ma forse costoro non si sono accorti o forse non vogliono prendere coscienza del fatto che un rito protestantico già da cinquant’anni ha soppiantato il vero rito della Chiesa Romana: quel Novus Ordo, promulgato il 3 aprile 1969 e imposto il 30 novembre dello stesso anno, che certuni riconoscono come forma ordinaria del rito romano. E sulla protestanticità del rito montiniano si espressero i Cardd. Ottaviani e Bacci che, sottoscrivendo il Breve esame critico del Novus Ordo Missae, lo definirono “un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino”; sulla stessa linea il Professor Arnaldo Vidigal Xavier da Silveira (vedi qui); Monsignor Lefebvre a Firenze coniò l’espressione “messa di Lutero”. Lo stesso artefice principale della riforma liturgica, Mons. Bugnini, varie volte (vedi qui) ribadì la valenza ecumenica della riforma montiniana, valenza più volte sostenuta anche da varie autorità del protestantesimo internazionale. Ma a sostenere la tesi secondo cui Paolo VI abbia voluto “protestantizzare” la messa cattolica è un amico intimo dello stesso Papa: il filosofo francese Jean Guitton.

Paolo VI coi sei pastori protestanti che parteciparono alla creazione della messa nuova. Alla sinistra di Paolo VI è Max Thurian che ebbe a dire: “Il nuovo ordinario della messa, al di là delle sue relative imperfezioni, dovute al peso della collegialità e dell’universalità, è un esempio di quella ricerca feconda di unità aperta e di fedeltà dinamica, di vera cattolicità: uno dei suoi frutti sarà che forse le comunità non-cattoliche potranno celebrare la Santa Cena con le stesse preghiere che usa la Chiesa cattolica. Teologicamente, è possibile” (in La Croix, del 30 maggio 1969, p. 10)
Paolo VI e Jean Guitton

Il 19 dicembre 1993 [Jean Guitton], partecipando ad un dibattito di Lumiere 101, la radio domenicale di Radio-Courtoise, ha sostenuto che «l’intenzione di Paolo VI a riguardo della liturgia, a riguardo della volgarizzazione della messa, era di riformare la liturgia cattolica così che coincidesse pressappoco con la liturgia protestante … con la Cena protestante». E più avanti: « … ripeto che Paolo VI ha fatto tutto ciò che era in suo potere per avvicinare la messa cattolica – al di là del Concilio di Trento ­- alla Cena protestante. Aiutato particolarmente da mons. Bugnini, che non ha goduto sempre della sua fiducia su questo punto».
Tra gli ascoltatori proteste di un sacerdote, che «non [è] d’accordo col sig. Guitton quando pretende che Paolo VI ha voluto accostare la Messa cattolica alla Cena calvinista. [Gli] sembra che questo non regga». E Guitton: «Naturalmente io non ho assistito alla Cena calvinista, ma ho assistito alla messa di Paolo VI. E la messa di Paolo VI si presenta per prima cosa come un banchetto, non è vero? e insiste molto sull’aspetto della partecipazione ad un banchetto, e molto meno sulla nozione di sacrificio, di sacrificio rituale, in faccia a Dio, mentre il sacerdote mostra solo le spalle. Allora non credo di ingannarmi dicendo che l’intenzione di Paolo VI e della nuova liturgia che porta il suo nome, è di chiedere ai fedeli una più grande partecipazione alla messa, è di dare un posto più grande alla Sacra Scrittura e un posto meno grande a tutto ciò che in essa vi è, alcuni dicono “di magico”, altri “di consacrazione consustanziale”, [correggendosi] transustanziale, e che è la fede cattolica. In altre parole, c’è in Paolo VI l’intenzione ecumenica di cancellare – o almeno di correggere, di attenuare – ciò che c’è di troppo [sic!] “cattolico”, in senso tradizionale, nella Messa, e di avvicinare la Messa cattolica – lo ripeto – alla messa calvinista».
Uno dei partecipanti al dibattito, Yves Chiron, autore di Paul VI, le pape écartelé, sottolinea: «Questa è chiaramente una rivoluzione nella Chiesa». «È chiaramente una rivoluzione» conferma Jean Guitton. [1]


da Si si No no, Anno XX, n. 13, luglio 1994, p. 5. La medesima intervista è riportata da Yves Chiron nel summenzionato libro su Paolo VI e da La Messe a-t-elle une histoire?, in Savoir et Servir, n.55, Montrouge 1994, p.94.


[1] Lo stesso Paolo VI parlando della sua messa la indica come un cambiamento sostanziale e generale: «Non diciamo dunque “nuova Messa”, ma piuttosto “nuova epoca” della vita della Chiesa» (Udienza generale del mercoledì 19 novembre 1969). Lo stesso la settima dopo riconobbe gli effetti negativi che avrebbe provato il suo rito, profetizzando quasi la sempre più scarsa pratica religiosa e il degrado del sacerdozio: «Le persone pie saranno quelle maggiormente disturbate, perché avendo un loro rispettabile modo di ascoltare la Messa si sentiranno distolte dai loro consueti pensieri e obbligate a seguirne degli altri. I sacerdoti stessi proveranno forse qualche molestia a tale riguardo» (Udienza generale del mercoledì 26 novembre 1969. Vedi anche qui).

3 Commenti a "Jean Guitton e la messa ecumenica … di Paolo VI"

  1. #bbruno   28 Luglio 2019 at 11:00 am

    Jean Guitton doveva dire chiaramente che l’intenzione del suo Paolo vi era quella di DISTRUGGERE la Messa cattlica… Che significa dire che voleva ‘avvicinarla ‘ a…’ ? Come si fa da buon ‘filosofo’ a dire una scempiata del genere, che per rendere una verità più digeribile, tu fai di tutto per ‘avvicinarla’ all’errore??? E infatti l’ha ‘ avvivinata’ tanto che l’ha fatta UGUALE alla ‘messa ‘ luterana’!, e come tale è diventata gradita ai luterani e tale da non presentare più ostacolo alla loro partecipazione ad essa, la ‘nuova’ messa cattolica!!!!…. Paolo ‘vi’ ( ‘sesto’ poi di che?!?!??) era un lucifero senza vergogna, impostore dal principio, triste già nella faccia sua…di quella tristezza che era il segno esteriore del suo servizio alla chiesa-massonica, chiesa satanica, antichiesa…. Papa costui? Come il suo predecessore e i suoi derivati, s’, di questa chiesa uscita dalle viscere dell’inferno….Maledizione!

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  2. #bbruno   28 Luglio 2019 at 7:45 pm

    Basta solo l’incipit del suo offertorio per dannare la nuova messa: “Benedetto sei tu, SIGNORE; DIO DELL’UNIVERSO”. Come spiegato qui su RS, queste parole mettono chiaramente l’impronta sulla nuova messa: l’impronta di Satana. E il seguito lo conferma: a questo DIO dell’UNIVERSO non si offre, no, l’ Ostia santa l’ Ostia immacolata” la Vittima divina Sacrificata, no, ma il frutto della terra , che è ben miserevole cosa, un nulla, a confronto dell’offerta della Vittima divina, che sparge il suo sangue di redenzione. Il “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”, come se “il nostro lavoro e il frutto della terra” fossero capace di operare la nostra salvezza! Ma che a tanto sono capaci, se terra e uomo sono impregnate -come dicono quelli della neochiesa – dello spirito di Dio, c quindi per questa via l’offerta del “frutto della terra e del lavoro dell’uomo” divengono offerte ‘divine’, degne di stare alla pari di Dio e quindi di operare efficacemente la nostra salvezza!
    Sono andato a cercare se mai esiste nella Bibbia una espressione del genere. La trovo, pari pari, nella Bibbia della CEI, in Sir. 50,22:” Ora benedite Il Dio dell’universo “. Ma, essendo lettura della Cei, non sono convinto. E vado sulla Vulgata, nell’originale latino e trovo: “Et nunc orate Dominum OMNIUM”, subito specificato in: “qui fecit caelum et terram”! Capito tutto : Cei e messa sua andate al diavolo! Che cosa c’entra tutto ciò col “Dio dell’universo”, il dio spirito dell’universo, il dio che anima l’universo, l’universo che si redime da sé essendo dio, col “Creatore del cielo e della terra” , “il Signore di tutte le cose” , il solo che dobbiamo pregare e adorare? Questi della Cei, questi della nuova loro messa, anche miserabili disonesti sono . Ma la gente , lo sanno bene, la beve! È la CEI!

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  3. #bbruno   29 Luglio 2019 at 6:53 pm

    Col ragionamewnto di Jean Guitton, Trento non ci sarebbe mai stata, e il malinteso tra luterani e cattolici si sarebbe ricomposto ( a favore dei Luterani….perchè non esistono mezze verità, come non esistono mezzi errori…. Ma si sa, i francesi sono geniali…)

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