La Chiesa e il voto europeo

di Andrea Cavalleri

A giochi fatti vorrei riprendere alcune delle polemiche più scottanti che hanno coinvolto autorevoli esponenti della Chiesa cattolica e il partito dello “scandalo”, cioè quello di Salvini.

A giochi fatti, dicevo, affinché questa riflessione non passi per propaganda elettorale o reazione emotiva alla polemica, ma analisi razionale e disincantata sull’atteggiamento della mia Chiesa di cui sono, così almeno spero, affezionato suddito.

I simboli religiosi.

Il più recente argomento di biasimo, riguarda l’uso di citazioni e simboli religiosi che Salvini ha fatto in campagna elettorale.

Uso che molteplici voci hanno definito improprio.

Cito come caso esemplare il quotidiano Avvenire del 23 maggio, nella rubrica “lettere al direttore”; qui tal don Sandro Lagomarsini si è espresso in questi termini: Il comandamento “Non nominare il nome di Dio invano” proibisce di usare il nome di Dio per coprire le proprie intenzioni… È questa la vera bestemmia: l’uso strumentale del nome di Dio per cause estranee alla fede o deliberatamente votate al male.

E, a mo’ di esempio, cita la frase  in God we trust, che compare sulla banconota da un dollaro e il Gott mit uns delle SS.

Secondo questa visione, dunque, l’uso della croce da parte di Costantino alla battaglia di ponte Milvio sarebbe stato blasfemo. Infatti il futuro imperatore non usò il simbolo a scopo religioso, ma proprio per vincere la battaglia, come il sogno gli predisse: in hoc signum vincies.

Peccato che, senza tale provvidenziale vittoria, il caro don Sandro potrebbe ancora oggi rischiare di essere dato in pasto ai leoni.

Ribadisce il concetto in forma generale il cardinal Bagnasco sull’Avvenire del 25 maggio: …l’uso strumentale dei simboli cattolici. Un uso che va respinto.

In proposito sorprende che un principe della Chiesa sembri molto preoccupato per un uso strumentale dei simboli cattolici da parte di Salvini e poco o niente preoccupato del disprezzo e della volontà di vietare i simboli cattolici da parte del fronte europeista.

Ma poi è davvero così strumentale l’uso del simbolo cattolico da parte del leader leghista?

Nella conferenza successiva al voto, Salvini ha ringraziato chi c’è lassù, specificando di aver affidato al cuore immacolato di Maria non un voto, ma il destino di un Paese e di un continente.

Credo che qualunque persona di fede non potrebbe che rallegrarsi di questo atteggiamento, tanto più che nell’intervista a La7 di venerdì sera Salvini ha parlato di rivoluzione del buon senso in consonanza con i valori tradizionali cristiani, che è quanto il clero dovrebbe chiedere ai politici.

O no?

La politica migratoria.

Così il cardinal Bagnasco sull’Avvenire del  25 maggio: A me comunque pare che non esista una politica migratoria seria a livello comunitario.  Se poi pensiamo, come si legge in alcune previsioni, che nel 2050 la popolazione africana raddoppierà e arriverà almeno a due miliardi l’Ue deve con lungimiranza fare una politica molto più ampia, che tenga presente queste prospettive…

Posto che, dando a Dio ciò che è di Dio, bisogna lasciare a Cesare ciò che è di Cesare e il caso della politica migratoria è affare che rientra proprio in questa fattispecie, provo a esaminare l’affermazione del presidente della CEI.

Cominciamo dai dati materiali: l’Africa ha un’estensione di 30.370.000 km²  e 1,2 miliardi di abitanti‎; l’Unione Europea un’estensione di 4.476.000 km²  per 503 milioni di  abitanti‎. ‎

Dividendo il numero di residenti per i km² si ottiene la densità di popolazione.

E risulta che in Europa vivono 112 abitanti per  km², mentre in Africa 39,5.

Quindi cosa dovrebbe prevedere una politica lungimirante? L’unica indicazione possibile è un’emigrazione di Europei in Africa; questo intendeva Bagnasco?

Se proseguiamo con gli aspetti non materiali, come l’affinità religiosa e culturale le cose peggiorano nettamente, come dimostra la presenza di enclavi musulmane, arabe e animiste che si incistano nei nostri territori senza integrarsi.

In Francia vi sono ampie quote di residenti arabi di terza generazione che non parlano il francese, in Italia è sbarcato il cannibalismo con la mafia nigeriana.

Ovunque gli islamici sognano partiti che impongano la sharia (particolarmente penoso il caso della Svezia) e i cittadini europei non dovrebbero richiedere alla politica che li difenda da questi problemi?

Ah, ma il papato, e la CEI al seguito, ha lanciato il motto “accogliamoli tutti”.

Quindi stanno condannando san Leone magno, che si macchiò del peccato mortale di aver respinto gli Unni di Attila invece di accoglierli.

Forse il poverino non aveva solide basi dottrinali, dato che, in effetti, è solo dottore della Chiesa, nonché il protagonista indiscusso del Concilio di Calcedonia che definì la dottrina cristologica…

E naturalmente tra i reprobi anti immigrazionisti rientrano i papi delle crociate, san PioV che promosse la Lega Santa e propiziò la vittoria di Lepanto, e così pure il beato Marco d’Alviano, che fu l’anima della liberazione di Vienna.

Tutta gente sprovveduta e incolta che non aveva capito che l’Islam è una religione di pace (cit.) e che di mori in Europa non voleva sentir parlare.

Interessante collegamento tra l’uso improprio dei simboli religiosi e la politica immigrazionista, fu la decisione di Innocenzo XI (sicuramente deplorata dalla CEI), di estendere la festa del SS. Nome di Maria alla Chiesa universale. Il Papa era infatti convinto che la liberazione di Vienna, stretta dall’assedio dei Turchi, fosse stata un evento miracoloso e fosse stata ottenuta per l’intercessione di Maria,  dato che l’esercito cristiano combatté invocando il nome della Vergine e stendendo i suoi vessilli.

E proprio per questo la festa ricorre il 12 settembre, giorno della vittoriosa battaglia (o del respingimento dei migranti, a seconda dei punti di vista).

E sembra che anche Salvini abbia vinto le elezioni dopo aver invocato la protezione della Madonna, un voto da analizzare, per quanto riguarda Cesare, ma un segno, forse, per quanto riguarda Dio.

Credo che la circostanza meriti un minimo di discernimento.

Il sogno e i valori europei.

Ancora il cardinal Bagnasco sull’Avvenire del 25 maggio: L’Europa ha una missione insostituibile tutta sua, cioè la visione antropologica che qui, grazie al cristianesimo, ha raggiunto il livello così alto sulla dignità umana.

E qui sua Eminenza parla in modo facilmente equivocabile.

Perché il livello “così alto sulla dignità umana” non è certo quello della UE, che ha definito l’aborto “un valore della Comunità Europea”, che ha promosso in tutti i modi il matrimonio omosessuale, che vuole imporre l’eutanasia, che ha prodotto 25 milioni di poveri negli ultimi dieci anni…

Un conto è parlare di ciò che sarebbe giusto, che sarebbe bello, di ciò a cui sarebbe chiamata l’Europa (tutti condizionali) un conto è parlare di ciò che, nei fatti, è oggi la UE: anticristiana, intollerante, totalitaria, forse irriformabile…

E ancora il Cardinale, sempre nello stesso articolo: Il primo atteggiamento di una giusta, sana laicità è quello di riconoscere la realtà e la storia del Continente, che è ispirata, intrecciata, impregnata di cristianesimo. Questo atto di onestà intellettuale l’Ue non l’ha voluto fare e ha distorto le sue radici, negandole.

Tutto giusto, perfetto.

Ma Bagnasco si dimentica di dire che quel “giusto atteggiamento di sana laicità”, che la UE ha rifiutato, è esattamente quello adottato da Salvini.

Perché, dunque, condannarlo?

E infine sull’Avvenire del 23 maggio, da una lettera del direttore, Bruno Tarquini: Il potere da sempre cerca di usare anche i segni religiosi per rassicurare e far inginocchiare gli uomini, le donne e le loro coscienze, per svuotare di forza e di verità le parole e i gesti, per rimpicciolire la fede...

Condivido in pieno la sua preoccupazione.

Quando la CEI impegna una pagina sul suo quotidiano, il giorno precedente le elezioni, titolando il pezzo I vescovi votano per l’Ue unita, mi sembra esattamente che si stiano “usando i segni religiosi” della mitra e della porpora per far “inginocchiare gli uomini” nella cabina elettorale.

Mi sembra che si provi a indirizzare le coscienze su una faccenda che, non essendo né di fede né di morale, è assolutamente opinabile.

E la conseguenza è quella di  “svuotare di forza e di verità le parole e i gesti” dei pastori.

Parole e gesti che dovrebbero essere consacrati principalmente alla salvezza delle anime e non sprecati in faccende mondane, laiche e opinabili, impegnando la propria autorevolezza in questioni prettamente politiche e, magari, sbagliando anche nel merito.

Sì, forse una Chiesa che parla troppo di migranti, di poveri e di Europa unita e parla troppo poco di Dio, di Gesù Cristo e di vera dottrina, rischia seriamente di “rimpicciolire la fede”.

Un commento a "La Chiesa e il voto europeo"

  1. #bbruno   22 Luglio 2019 at 4:28 pm

    tutto dimostra – anche per questa via – che gli uomini di ‘questa ‘chiesa sono dei CIALTRONI, camuffati con gli abiti della vera Chiesa, per darla più agevolmente da bere ai FACILONI delle apparenze. Se fossero autentici uomini della Chiesa autentica, questa difenderebbero, e il popolo cristiano, come hanno fatto costantemente nei secoli i suoi veri uomini, come quelli qui esemplificati. E il gregge di Cristo si preoccuperebbero di incrementarlo con la propagazione della fede presso tutti i popoli nelle loro proprie regioni, offrendo loro nel contempo l’ occasione per un miglioramento delle loro condizioni di vita ….”Cercate prima il Regno di Dio, e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù….”. ( Ma come si fa a ragionare ancora in quest termini , razzisti e integralisti, e supponenti?).
    E poi sono felice di trovarmi confermato nella convinzione di quanto inconsistente sia il ragionamento di coloro che presentano il dato della crescita demografica nel continente nero come arma per costringerci alla resa dell’ accoglienza indiscriminata e illimitata…. Balla sesquipedale, anche perché il problema si ripresenterebbe tra non molto qui, sul nuovo territorio di insediamento, molto più ristretto di quello abbandonato, con un popolazione qui immigrata (non solo dal’Africa ma da ogni dove…) i cui numeri diverrebbero presto incompatibili in rapporto ad esso. (O gli apostoli delle migrazioni hanno mutato anche le regole della fisica, quelle che riguardano l’ impossibilità della compenetrazione dei corpi)?

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