La filosofia del caso Bibbiano: l’Anghinolfi faceva la lezione antimonoteista sul Cristo non-religioso

Molti, nel caso Bibbiano, si sono concentrati sui post in cui l’Anghinolfi (regina, di matrice LGBT, degli affidi in Val d’Enza) esultava per la vittoria del PD, in cui chiedeva il carcere per gli omofobi o altro. Interessante, sì, ma nel complesso son cose minori che releghiamo al fondo di questo breve pezzo.

Quello che alla maggiornaza delle persone non interessa (ne abbiamo parlato anche ieri nell’intervista col Guelfo Rosa) sono le cause – persino teologico-filosofiche – di certi errori.

Per quanto raffazzonata e gettata su Facebook tra un post e l’altro, l’espressione della teologia di cui parliano è chiarissima, oltre che individuata come velenosa da qualche secolo di Magistero Cattolico: immanentismo, dottrina dell’esperienza e Cristo non-religioso.

L’Anghinolfi se la prende col monoteismo e con trascendente (“il regno dei cieli non è la, ma qui ed ora“, vi dice nulla? Non vengono in mente altri che dicevano che il paradiso era da costruire sulla terra?). “La vostra vita è già morta“, anche questo, dice nulla?

Si tratta dell’antico errore gnostico, ricucinato in mille salse nel corso della storia. La premessa di ogni cammino verso il naturalismo prima e l’ateismo poi. Un percorso in cui, non a caso, Cristo non sarebbe “religioso” e non avrebbe fondato “una religione”, come annota l’Anghinolfi nel post citato in alto.

Se la ragione naturale ci porta ineludibilmente al monoteismo (ripassino veloce: DIO accessibile a tutti) e – confermata dalla Fede – rigetta le contraddizione gnostiche e moderniste (altro ripassino veloce: Il tridente antimodernista. I tre testi Pontifici che condannano tutti gli errori oggi trionfanti), qui abbiamo la precisa esaltazione del contrario. E i frutti son lì da vedere.

Senza Un Giudice, non c’è Giustizia, senza Un Ordinatore non c’è Ordine. Soprattutto senza un Cristo vero Dio e vero Uomo non c’è Cristianesimo. Son cose piuttosto semplici.

Sarebbe bastato leggere Pio IX, due secoli fa:

“Questi nemici della divina rivelazione, che estollono con altissime lodi l’umano progresso, vorrebbero, con temerario e sacrilego ardimento, introdurlo nella cattolica religione, quasi che la stessa religione fosse opera non di Dio ma degli uomini o un qualche ritrovato filosofico che con mezzi umani possa essere perfezionato” (Enc. “Qui pluribus”, 9 nov. 1846)

3 Commenti a "La filosofia del caso Bibbiano: l’Anghinolfi faceva la lezione antimonoteista sul Cristo non-religioso"

  1. #bbruno   5 Luglio 2019 at 5:30 pm

    “lasciate spazio alle donne”…. Se questo è lo spazio che pretendono, poveri noi ( e povere loro…)!

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  2. #asd   8 Luglio 2019 at 5:50 pm

    Mi piace il metodo assolutamente ana-logico con cui tutti ripetono le stesse cose anticristiane “era un uomo” “non ha fondato una religione” “era il primo socialista”. Slogan dietro slogan che rimandano ad altri slogan. Quando Copernico ha demolito gli epicicli lo ha fatto presentando la sua teoria che spiegava cose che gli epicicli non spiegano. Invece qui abbiamo le nuove teorie che NON spiegano quello che la teologia tradizionale spiega.

    “Questo e’ il figlio mio PREDILETTO, nel quale MI SONO COMPIACIUTO”….

    A: …”e’ venuto qui in vacanza, non fateci caso”.
    B: …”ascoltatelo”

    A o B? Se e’ B, Cristo non solo si e’ occupato di religione, E’ LETTERALMENTE la RE-LIGIO, ritornare a legarsi al divino. Ovvio, se non credi alle premesse fai le tue ricerche, chiedi aiuto al Biglino che mi pare comunque ancora in alto mare, pubblica la tua teoria, e ne discutiamo.

    D’altra parte mi sembra sia stata troppo occupata a “liberare la sessualita’” dei piccini e dei loro affidatari per dedicarsi a queste sottigliezze.

    Deve infine ringraziare che il Cristo ha ribadito il non uccidere e di superare la legge dei pagani.

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