San Giacomo d’Africa: il miracolo del Matamoros in Kongo

di Charlie Bunga Banyangumuka

Vicente Carducho, Santiago en la Batalla de Clavijo, 1605, Museo Nacional del Prado, Madrid

Matamoros.
Questo soprannome basterebbe a snocciolare tutta la natura poco ecumenica di San Giacomo Maggiore che oggi la Chiesa ricorda.
Per sette secoli, i Visigoti lo pregarono prima delle battaglie e morirono sotto le sue insegne, redimendo la penisola dai musulmani (vedi qui).
A quanto pare, tuttavia, Santiago non si limitò a guidare gli Iberici nella lotta ma addirittura arrivò, forse contravvenendo al suo nome, a mettersi alla testa di eserciti composti da Mori, nel colore ma non nella Fede, portandoli alla vittoria.

Kongo. 1506.
Il re profeta João Nzinga Nkuwu, che aveva predetto l’arrivo della Vera Fede dall’Oceano, morì e il Kongo dovette eleggere il nuovo sovrano.
Il partito cattolico aveva individuato nel figlio del re, Afonso Mvemba a Nzinga, l’erede che potesse portare avanti l’evangelizzazione di quello che, de facto, era un impero feudale ben organizzato. 
Il partito invece pagano riuscì a far eleggere Mpanzu a Kitima, leader dei conservatori animisti e fratello dello stesso Alfonso, portando con sé la maggior parte dell’esercito.
Alfonso, nonostante le premesse e le forze drasticamente inferiori, sfidò a battaglia suo fratello nella piana di Mbanza Kongo, antistante la capitale.

Lo scontro fu terribile: le armate di Alfonso combattevano meglio ma i soldati di Mpanzu erano assai più numerosi.
Quando tutto sembrava perduto, fu allora che accadde il miracolo. 
I cieli si squarciarono con gran fragore, si vide San Giacomo Maggiore discendere in armi, seguito da cinque cavalieri armati di tutto punto che, rincuorati i congolesi cattolici, ne guidarono la carica devastante che ebbe come effetto di mandare in rotta i pagani, terrorizzati da San Giacomo coperto di ferro.
La battaglia si concluse con una schiacciante vittoria dei cattolici che poterono così insediare Alfonso che stabilì il Cattolicesimo come sola religione lecita.
Riconoscente, Alfonso ebbe cura di disegnare uno stemma in cui commemorare il miracolo.
Stemma che rimase l’insegna di guerra del Kongo fino al XIX secolo

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