Torna a Rimini (27 luglio) la processione di riparazione per il Pride. Vive polemiche in Comune

Erbetta (Rinascita Civica) presenta una interrogazione perché il Comune di Rimini ritiri il patrocinio al Summer Pride (fonte buongiornorimini.it)

“Il Comune di Rimini ha intenzione di concedere il Patrocinio al Summer Pride 2019? Il Comune quest’anno stanzierà dei contributi economici per la manifestazione e di che entità”. Il consigliere comunale Mario Erbetta interroga in relazione al Summer Pride che si terrà a Rimini il 27 luglio 2019 e “alle problematiche avvenute nella scorsa edizione dovute a cartelli dileggianti il Ministro degli Interni Matteo Salvini e offensivi come “Porti aperti come i nostri ****” sono a chiedere al Sindaco se ha intenzione di Patrocinare l’evento oppure di non concedere il patrocinio come hanno fatto di recente i coraggiosi Sindaci di Pisa e Monza a delle manifestazioni simili”, spiega Erbetta.
“La motivazione, a mio parere più che condivisibile, espressa dai Sindaci in questioneè che pur ricorrendo in questi giorni i cinquanta dai moti di Stonewall del 27 giugno 1969 (quando la comunità LGBT di New York scese in piazza scontrandosi con la polizia della Grande Mela e diede vita al movimento omosessuale in tutto il mondo), queste manifestazioni hanno perso il carattere di rivendicazione dei diritti propri del movimento omosessuale, ormai quasi nella totalità pienamente riconosciuti, per sfociare in strumentalizzate manifestazioni politiche vere e proprie, un calderone in cui uteri in affitto e porti aperti all’immigrazione si mischiano al dileggio delle Istituzioni e della Religione Cattolica con atti e cori spesso – purtroppo- sconfinanti nella blasfemia”, sottolinea Erbetta.

“Manifestazioni in cui in prima fila sfilano esclusivamente rappresentanti locali e nazionali del PD, di Potere al popolo, di Sel e delle altre forze politiche di sinistra. Questo è accaduto a Milano, a Monza come a Pisa, dove ad aprire i cortei non c’erano carri che rivendicavano diritti civili ma l’esaltazione della capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete nuova icona piratesca di sinistra, colei che pur di far sbarcare degli immigrati in Sicilia non ha esitato a speronare la motovedetta della Guardia di Finanza che le intimava di fermarsi”, ricorda il consigliere comunale.
“Credo che un’istituzione come il Comune di Rimini per correttezza istituzionale dovendo mantenere un ruolo super partes non possa legittimare con il suo Patrocinio alcuna manifestazione politica in particolare quelle che dileggiano Ministri, la religione Cattolica (casualmente unica religione a essere presa in giro) ed esaltano la violazione dei più elementari doveri civili”, fa notare Erbetta. “Non esistono diritti più diritti degli altri, come queste manifestazioni ci vogliono imporre, che siano diritti all’utero in affitto, alla disobbedienza civile che porta fino allo speronamento di navi da guerra o all’immigrazione incontrollata. Un’Istituzione seria deve si autorizzare la manifestazione ma non concedere un patrocinio che la porterebbe a essere complice di situazioni sovversive e al di fuori della legalità”.

La piccata replica di Arcigay (fonte: buongiornorimini.it)

[…] “Se ovviamente ogni Amministrazione ha autonomia nella concessione del patrocinio, le motivazioni addotte da Mario Erbetta sfiorano il patetico. Il Summer Pride è una manifestazione pacifica, accogliente e generosa, da sempre schierata (con la nostra Costituzione) contro ogni forma di discriminazione e di razzismo e che per questo ha sempre una partecipazione dell’ordine delle decine di migliaia di persone anche provenienti da tutta Europa che stazionano a Rimini anche per giorni. Ogni partecipante esercita in proprio una delle libertà fondamentali della democrazia: la libertà di espressione”, è il commento del presidente dell’Arcigay di Rimini, Marco Tonti.
“Riguardo alla (presunta) partecipazione solo di esponenti della sinistra dovrebbe aggiornarsi perché in moltissimi pride in tutto il mondo partecipano anche esponenti conservatori di primissimo piano, e questo fa capire che il problema non sono i pride ma la destra italiana che è la più bigotta e bacchettona del mondo”, sottolinea. “I diritti di cittadinanza sono anche quelli che permettono di vivere una vita serena, in un contesto sociale in cui poter esprimere liberamente i propri affetti e la propria personalità senza rischiare di essere aggrediti o discriminati o licenziati”.

(fonte: newsrimini.it) […] Per il presidente Arcigay poi i diritti per le persone LGBT sono ancora gravemente carenti in Italia rispetto ad altri Paesi europei (“mancanza di diritti matrimoniali paritari, inesistenza di un diritto di famiglia inclusivo, mancanza di leggi di contrasto all’omo-transfobia”). “In questo momento – conclude Tonti – è in discussione alla commissione Parità dell’Emilia – Romagna una legge che, attraverso un percorso accidentato, può aspirare a compensare in parte queste gravi mancanze almeno a livello territoriale e che ci auguriamo di festeggiare proprio il 27 luglio”.

Già, la legge sull’omotransnegatività… avremo modo di parlarne su RS. Molto presto.

Analoga interrogazione è stata presentata dal leghista Carlo Grotti.

Pronta la risposta dell’assessore Jamil Sadegholvaad (fonte newsrimini.it): il patrocinio sarà concesso.

Consigliere Erbetta,
a proposito di religione cattolica, il Sommo Pontefice Papa Francesco pochi anni fa ebbe a dire: se è una persona è gay chi sono io per giudicarla? E io mi chiedo: chi sono io, oppure chi siete voi consiglieri Erbetta e Grotti per giudicare più o meno velatamente uomini e donne che hanno un orientamento sessuale diverso dal nostro.
Noi come Amministrazione sentiamo il dovere di adoperarci per costruire una società dove nessuno si senta mai più legittimato a discriminare, insultare o peggio ancora picchiare chi ha un orientamento sessuale diverso da quello eterosessuale. Perché purtroppo questo accade, consigliere, non solo in Arabia Saudita o in altri Paesi, ma basta leggere le cronache nazionali per accorgersi che ancora oggi incredibilmente si verificano troppo spesso episodi di discriminazione.
Il Summer pride è sempre stato un evento gioioso, al quale partecipano migliaia di persone di ogni orientamento sessuale comprese numerose famiglie.
Quindi sui presunti eccessi di qualche partecipante all’evento (cartelli di dileggio più o meno condivisibili che dal ministro Salvini al Sindaco Gnassi chi accetta di fare politica deve mettere in conto) la inviterei a guardare non il dito bensì la luna.
Esistono omosessuali in giacca e cravatta e quelli con tacchi e parrucca. Devo dire che mi pare siano molti di più quelli in giacca e cravatta ma fanno spesso più notizia quelli con tacchi e parrucche. Non penso che i primi siano necessariamente da preferire ai secondi.
Esistono uomini che esprimono la propria virile eterosessualità in modo ostentato e chi con particolare sobrietà. Esistono donne che esprimono la propria femminilità con minigonne vertiginose e chi con tailleur castigati. E io dico che ognuno deve essere libero di esprimere come meglio crede la propria sessualità.
Per tornare al Summer Pride siccome la partecipazione è assolutamente libera e tutti sono i benvenuti, invito lei e tutti i rappresentanti delle forze politiche di centrodestra a partecipare il 27 luglio al Summer Pride. Questo sì sarebbe un bel segnale di “correttezza istituzionale” (per usare le sue parole) per dimostrare che davvero sul riconoscimento dei diritti del movimento Lgbt non ci sono prese di distanza da parte di nessuna forza politica.
Per rispondere ai suoi due quesiti: 1) anche quest’anno l’amministrazione non erogherà contributi.
2) Per la nostra Amministrazione su certe tematiche il silenzio e l’equidistanza non possono essere un’opzione. E’ per queste motivazioni consigliere Erbetta che anche quest’anno convintamente e orgogliosamente la nostra Amministrazione concederà il patrocinio alla manifestazione Summer Pride.

Ma non tutti i cittadini riminesi sembrano d’accordo col liberalismo dell’assessore: segnalano infatti alla nostra redazione che si sta costituendo il Comitato Beata Chiara da Rimini, proprio per organizzare la processione di riparazione, già coordinata nel 2017 e 2018 dal Comitato emiliano “Beata Giovanna Scopelli”.

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