Trovata la chiesa di Betsaida sorta sulla casa natale dei Ss. Pietro e Andrea

Gli archeologi israeliani hanno rivelato il 19 luglio 2019 la scoperta di una chiesa bizantina nella regione della Galilea. Sarebbe stata eretta sul sito della casa dei due discepoli di Cristo.
Dalla sua scoperta due anni fa, circa un terzo dell’edificio è stato scavato. Questa esplorazione ha portato alla luce un villaggio romano, con “ceramiche, monete e vasellame in pietra, caratteristico delle case ebraiche del I secolo”.
La chiesa è stata scoperta ad El Araj, tra i siti biblici di Cafarnao e Kursi – o Gergesa, villaggio dove Nostro Signore guarì un posseduto – ha affermato Mordechai Aviam, direttore degli scavi archeologici. Questo luogo sarebbe Betsaida, il villaggio di pescatori da cui provengono San Pietro e Sant’Andrea, secondo l’apostolo San Giovanni nel suo Vangelo (1, 44).
L’edificio corrisponde alla descrizione che l’arcivescovo S. Villibaldo (700-787) fece durante il suo viaggio a Betsaida nel 725: a quel tempo, notò che era stata costruita una chiesa nel luogo in cui vivevano Pietro e Andrea [1]. “Tra Cafarnao e Kursi, c’è solo un posto che questo visitatore dell’ottavo secolo descrive come una chiesa”, dice Aviam, “ed è qui”.
“La struttura è quella di una chiesa, le date [di costruzione] risalgono al periodo bizantino, i mosaici sul pavimento sono tipici” di questo periodo, aggiunge, confermando la testimonianza del primo vescovo di Eichstätt .
Per il professore americano Steven Notley, associato agli scavi di El Araj, è necessario continuare le indagini prima di stabilire con certezza che questo posto è effettivamente la Betsaide del Nuovo Testamento. “Trovare un’iscrizione (…) che dica in onore della chiesa costruita” sarebbe un buon modo per farlo.

fonte

[1] “Poi andarono a Betsaida, città natale di Pietro e Andrea. Una chiesa ora occupa il luogo in cui una volta si ergeva la loro casa. Passarono la notte lì, e il mattino dopo partirono per Gerasa, dove nostro Signore curò l’uomo posseduto dal diavolo e fece entrare i demoni in una mandria di porci”. (dal racconto di S. Villibaldo, primo vescovo di Eichstätt)

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.