«Ve ne dico un paio che non avrete letto e vi racconto il vero evento politico passato sotto silenzio»

Chiacchierata col Guelfo Rosa [RS]

RS: Che ha?

GR: Rifletto.

RS: Su cosa?

GR: Sul fatto che mentre tutti parlano di Bibbiano è passato sotto silenzio il vero evento politico della settimana.

RS: Cioè?

GR: Adesso ve lo dico ma prima, già che ci sono, voglio parlarvi di un’altra cosa.

RS: Dica.

GR: Che boomerang, ragazzi. Questa storia delle querele per Angeli e Demoni, dello sparare a ripetizione la parola “sciacalli“, del ragliare genericamente contro i social. Una strategia tafazziana, per cui oggi parlano tutti e solo di Bibbiano. Fin troppo. E spesso a sproposito, va riconosciuto.

RS: Forse nel PD erano convinti di far paura a qualcuno.

GR: Trent’anni fa, forse. Oggi la rete non si ferma con le querele, neanche con 100 team di avvocati. Risulta materialmente impossibile fermare un’onda social. Anzi: minacciare querele è come buttare un petardo in un vespaio: ammazzi tre vespe e ne fai infuriare trentamila. Poi sono passati al grido “sciacalli” e alla demonizzazione dei social e le vespe infuriate sono decuplicate. Strategia davvero scarsa. Molto più furbo e scafato il governatore Bonacini, pur sempre piddino, che ha chiesto una commissione d’inchiesta. Al netto di ogni altro commento, ha mostrato capacità di distinguersi dall’affaire Val d’Enza. Gli altri invece han fatto la figura dei difensori d’ufficio degli accusati.

RS: Lo abbiamo detto anche altre volte: sono andati in tilt.

GR: Alla grande. Ve ne racconto un paio sul tilt che vivono. Ieri sera in Val d’Enza al Consiglio Staordinario (Cavriago) mentre dalla platea si rumoreggiava: “Dove eravate sabato? Perché non eravate alla fiaccolata?”, un assessore PD è arrivato a dire: “Sapete perché non c’ero? Ero a organizzare la Festa dell’Unità! Poi s’è visto che sì alla fiaccolata c’era un po’ di tutto ma era parteciapta e organizzata da gente di Forza Nuova”. Ciliegina sulla torta, una signora pro-piddina del pubblico: “C’erano pure le svastiche!”. Boato in sala, con gente che non si tiene più e ne sbraita di tutti i colori. E c’è chi urla: “Che dite! Io c’ero ed ero nel partito comunista!”. Figura disastrosa.

Ma ve ne dico un’altra che non tutti hanno saputo. L’assessore alla Cultura di Bibbiano in un concitato vortice di commenti social ha scritto: “Bisogna che in qualche modo sfoghino la frustrazione… ieri sera (riferimento alla fiaccolata; ndr) erano sì e no 500 persone. Ho visto funerali a Bibbiano molto più partecipati. Tutti da fuori regione o provincia”. La volgare bufala era troppo grossa persino per lui. Ha cancellato il commento e si è scusato, riferisce il Carlino.

Tafazzismo puro, ripeto.

RS: Ma l’evento politico di cui parlava all’inizio?

GR: Quasi nessuno l’ha visto. Si tratta di Renzi. Ci dice che lui in un PD che cerca di avvicinarsi ai 5 Stelle non ci starà comodo.

E, sul suo lungo post Facebook (ah, questi social!) parla pure di Bibbiano: “Mi domando che gusto ci sia ad aprire ai Cinque Stelle per ricevere il giorno dopo da Di Maio la risposta: “Non ci accordiamo col Partito di Bibbiano”. Ma che senso ha? Che gusto c’è? Franceschini si sforza di offrirmi un trattato di tattica parlamentare e di saggezza politica, ma il godimento nel prendere schiaffi – addirittura da uno come Di Maio – non si chiama politica, si chiama masochismo“.

Netta la conclusione: “Chiedo solo una cosa: se qualcuno vuole davvero fare l’accordo con i Cinque Stelle ci provi, alla luce del sole, senza dover attaccare me. Io non condivido questa scelta e per il rispetto che devo a chi mi ha eletto nel collegio, non voterò la fiducia a un Governo PD-Cinque Stelle“. L’aria che tira è questa.

RS: E che accadrà?

GR: Alla prossima.

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