Bibbiano & C. Spunta contributo regionale all’associazione di una affidataria LGBT

Sinonimia non è un nome nuovo per chi ha seguito il caso Bibbiano. Si tratta dell’associazione dell’affidataria LGBT (ex compagna delle responsabile servizi sociali Val d’Enza) che ha avuto in casa sua la bambina “K”.

Sinonimia si occupa di teatro e ha gestito la componenete audio-video di alcuni convegni legati al circuito Bibbiano, tra cui il celebre convegnone “Quando la notte abita il giorno”. Quello dove la consigliera Roberta Mori diceva di voler essere come regione partner e sponda rispetto a quella realtà esemplare.

L’anima di questa associazione, F. B., era sul palco del progetto W l’amore (pure promosso dalla regione) a moderare un “dibattito” in cui si elogiava tra l’altro il famigerato progetto di legge anti-omotransfobia. Anche qui non mancava Roberta Mori.

Ora è il deputato di Forza Italia Galeazzo Bignami a denunciare alcuni fatti curiosi che riguardano il rapporto (politico-istituzionale, non penale) della regione con i fatti della Val d’Enza.

Non solo partner e sponda sul piano politico rispetto ai servizi sociali ma anche sul piano economico rispetto ai progetti culturali di una delle protagoniste dell’inchiesta. Scrive Bignami sul suo profilo:

Decine di migliaia di soldi nostri dati dalla Regione Emilia Romagna alle Associzioni legate a F. B., una delle due madri a cui era stata affidata dal sistema #Bibbiano la bambina […]“.

Riporta inoltre La Verità di oggi, sempre citando Bignami: “Nel 2017 la regione ha deliberato un contributo per l’associazione Sinonimia di circa 23.000 Euro per il progetto Teatro Agorà – un teatro di comunità”, “a luglio 2018 è stato assegnato all’associazione Sinonimia un contributo di 15.000 Euro per il progetto “Sono tutti figli nostri?“”. Si tratterebbe di un progetto sull’affido.

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