‘Gesù nel pane o Gesù sotto le apparenze del pane?’ Il p. Cavalcoli su un’omelia di Bergoglio

Il 25 giugno 2019 avevamo pubblicato alcune considerazioni su alcune espressioni poco ortodosse e luteraneggianti dell’omelia pronunziata da papa Bergoglio il giorno del Corpus Domini (vedi qui). I rilievi, che invero non consideriamo infallibili (ci mancherebbe altro!) sono stati accolti da taluni come ingiustificati se non infondati e mossi solo da antibergoglismo. Ora alcuni rilievi (meno duri dei nostri) sulle espressioni “incriminate” sono stati fatti anche da un autore, non certo antibergogliano, come il padre Giovanni Cavalcoli op (vedi qui) nell’articolo che andiamo a riprendere.

fonte

Papa Francesco, nell’omelia del 23 giugno 2019 per il Corpus Domini ha pronunciato, fra l’altro, le seguenti parole:

«Davanti all’Eucaristia, a Gesù fattosi Pane, a questo Pane umile che racchiude il tutto della Chiesa, impariamo a benedire ciò che abbiamo, a lodare Dio, a benedire e a non maledire il nostro passato, a donare parole buone agli altri. […] lì c’è Dio racchiuso in un pezzetto di pane».

Possiamo porci alcune domande: Gesù si trasforma in pane ? Gesù diventa pane? Che cosa intende dire il Papa? Di quale pane si tratta? Evidentemente non può trattarsi di ciò che noi comunemente chiamiamo «pane», del pane del fornaio e del pane delle nostre tavole, che mangiamo tutti i giorni. Nella celebrazione della S.Messa il pane è già sull’altare. Alle parole della consacrazione Gesù non diventa ciò che c’è già sull’altare. Ma è questo pane che diventa il Corpo di Cristo, si transustanzia in questo Corpo; ossia, come dice il Concilio di Trento, tutta la sostanza del pane si converte nella sostanza del Corpo di Cristo.

Tuttavia è chiaro che Gesù può essere considerato «pane» in senso metaforico o analogico, ossia come il pane materiale nutre il corpo consentendogli di vivere fisicamente, così Gesù è il pane divino, che nutre lo spirito e dà la vita eterna. E difatti Egli stesso chiama Se stesso «pane» di vita eterna disceso da cielo (Gv 6, 48-58).

È chiaro però che qui Gesù parla in senso metaforico; intende presentarsi come nutrimento celeste delle anime. In quella circostanza si limita a spiegare che quel pane, quell’alimento spirituale è la sua «carne». Solo all’Ultima Cena chiarirà che mangiare la sua carne vuol dire la Comunione eucaristica.

Qui però Gesù prese il pane e non disse «questo pane è il mio corpo» oppure «io sono in questo pane» o «io sono presente in questo pane» oppure «io divento questo pane» o «questo pane significa o rappresenta il mio corpo», ma QUESTO È IL MIO CORPO. Il predicato «è» significa la sostanza, la natura o l’essenza di una cosa, della quale si predica l’essere quella data cosa. Se io dico «il triangolo è una superficie a tre lati», io definisco l’essenza del triangolo. Se Gesù ha detto «questo È il mio Corpo», ha definito l’essenza dell’ostia consacrata: è il suo corpo, al di là delle apparenze sensibili, che la fanno sembrare pane.

Io, quindi, se ho fede nel Signore, non constato per esperienza o con evidenza razionale che l’ostia è il Corpo di Cristo, ma devo CREDERLO sulla sua parola, nonostante le apparenze contrarie. Tuttavia, non si tratta di un’assurdità, perché non è metafisicamente impossibile che gli accidenti di una sostanza siano separati dalla stessa sostanza. Chi pensa che dopo la consacrazione il pane resti pane, dimostra di NON CREDERE alle parole di Cristo.

Da notare che Gesù usa il neutro (lat. hoc, gr. tuto) a significare che la transustanziazione avviene nel momento in cui Egli sta pronunciando le parole della consacrazione. «Questo», quindi, non è né il pane né il Corpo, ma è ciò che non è più pane e non è ancora Corpo; è il momento in cui il pane diviene Corpo, il passaggio ontologico dal pane al Corpo.

Inoltre, quanto avviene sull’altare alle parole della consacrazione non può essere assimilato al processo dell’Incarnazione, per il quale possiamo effettivamente parlare di un «Dio fatto uomo» o «Verbo divenuto carne», perché qui il Verbo si unisce ipostaticamente ad una natura umana o assume una natura umana – la natura umana di Cristo – nell’unità della Persona del Figlio.

Cerchiamo inoltre di evitare paragoni impropri. Alle parole della consacrazione Cristo non si rimpicciolisce per entrare nel pane, non entra in composizione col pane come l’uva passa nel panettone, né si unisce al pane come la marmellata che vi si spalma sopra, e tanto meno si trasforma nel pane, come la farina cotta al forno.

Tutti questi paragoni sono ridicoli ed irriverenti, e nulla hanno a che vedere con quanto avviene realmente nel momento in cui il sacerdote pronuncia le parole della consacrazione. Ciò che realmente avviene è invece il fatto che Cristo transustanzia la sostanza del pane nella sostanza del suo proprio corpo, in modo tale che i sensi avvertono le qualità e le proprietà del pane. Solo la fede sa che cosa avviene realmente.

Infatti la fede sa che ciò che sembra pane non è più pane, ma Corpo di Cristo. Da notare che il dire che l’ostia consacrata ha le apparenze del pane, non significa assolutamente dire che le proprietà colte dai sensi non sono reali ma apparenti. No, no. Sono reali; solo che ad esse non soggiace la loro sostanza, ma la sostanza del Corpo di Cristo. Gli accidenti del pane sono miracolosamente sostentati dall’onnipotenza divina.

Per questo, dopo la consacrazione il pane non è più pane, ma Corpo di Cristo. Inoltre, occorre ricordare che nell’Eucaristia Cristo non si unisce momentaneamente ad una porzione di pane, che resta pane, come credeva Lutero, per separarsi di nuovo dal pane, che pertanto può successivamente essere consumato come una qualunque altra porzione di pane comune. Infatti, come sappiamo, i luterani non ammettono l’adorazione dell’Eucaristia conservata nel tabernacolo.

Anche ammesso che nel tabernacolo vengano conservate le oblate offerte nella precedente Cena del Signore, siccome queste oblate sono semplice pane privo della presenza reale di Cristo, per i luterani sarebbe superstizione adorare queste oblate, che sono prive della concomitanza della divinità. Quindi per i luterani l’adorare le oblate sarebbe come adorare del semplice pane. Quello che un pio cristiano può fare davanti al tabernacolo, secondo luterani, è tutt’al più sostare in ammirazione per la funzione svolta dalle oblate con atteggiamento simile a quello col quale in una pinacoteca ammiriamo il quadro di un famoso pittore.

In base a quanto detto dobbiamo notare che la presenza di Cristo nell’Eucaristia, detta «presenza reale», è cosa ben diversa dalla generica presenza di Dio a tutte le creature con la sua potenza creatrice e la sua provvidenza. Infatti, qui si tratta di una presenza per contatto immediato della causa con l’effetto, restando ontologicamente distinti l’uno dall’altra. La concezione luterana della presenza reale non si scosta dalla generica presenza di Dio ad ogni creatura.

Invece, nel caso dell’Eucaristia, abbiamo una presenza specialissima di Cristo, unica in tutto l’universo, in quanto Cristo è presente nell’ostia consacrata a modo di sostanza del suo Corpo sotto gli accidenti del pane. Quindi abbiamo un’unica entità creaturale-divina, un’unica sostanza, l’ostia, dove gli accidenti del pane sono fatti sussistere miracolosamente da Dio, mentre la sostanza che sta sotto agli accidenti è la stessa sostanza del Corpo di Cristo. Quindi in questo caso Dio stesso entra nell’ostia consacrata per concomitanza a sostituire la sostanza del pane col Corpo di Cristo.

Infine, fermiamoci un momento a commentare la frase: “lì c’è Dio racchiuso in un pezzetto di pane“. Presa come suona, ha un sapore luterano. Ritengo che sia sfuggita al Papa per malconcepito desiderio di usare un linguaggio popolare o intento ecumenico. Ma il vero ecumenismo non è cedere ai fratelli dove sbagliano, ma proporre ad essi la verità, laddove ad essi manca, così come si dà da mangiare a chi ha fame e si dà da bere a chi ha sete.

P.Giovanni Cavalcoli, OP
Fontanellato, 27 giugno 2019

21 Commenti a "‘Gesù nel pane o Gesù sotto le apparenze del pane?’ Il p. Cavalcoli su un’omelia di Bergoglio"

  1. #bbruno   17 Agosto 2019 at 10:40 am

    Bene prendersela col ‘papa’ di turno… E che dire di queste parole dell’emerito ‘papa’- in -contemporanea Benedetto xvi (per i soggetti come Socci vero papa?)

    ”LA DEVOZIOBE EUCARISTICA QUALE si manifesta nelle visite silenziose dei fedeli in chiesa non bisogna pensarla come una conversazione con Dio, il che presupporrebbe la presenza locale [‘locale’] di Dio e il suo esservi ‘circoscritto’. Giustificare una tale presunzione dimostra una mancanza di comprensione dei misteri cristologici del vero concetto di Dio [???]. Tutto ciò ripugna al corretto pensiero di chiunque sulla onnipresenza divina. Andare in chiesa con l’intenzione di fare visita a Dio che in essa è presente, è un atto privo di senso che l’uomo moderno giusramente rifiuta”.il pensiero oderno rifiuta.cosa senza sensoè presente “.

    Allora c’è o non c’è questa ‘presenza in corpo anima e divinità’ di Cristo-Dio entro la circoscrizione [‘locale’] delle apparenze del pane e del vino? La presenza eucaristica di Dio nell’ostia consacrata è la stessa cosa della presenza divina d’immensità?

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  2. #Paolo Moretti   17 Agosto 2019 at 2:51 pm

    Gent. Mo P. Cavalcoli, pur leggendo e rileggendo le parole del Papa che Lei riporta, non rilevo alcun ‘prurito luterano’. Sono un insegnante di Religione cattolica: mi permetto di dire che, qualche ‘cosuccia’ in materia, la conosco grazie alla formazione ricevuta presso una Facoltà teologica. Piuttosto, mi permetto di suggerirle di non assuefarsi alla moda corrente e cioè la critica sterile a quanto Bergoglio dice. Già ci sono organi di stampa e relativa pletora di borghesacci cui Bergoglio, col suo costante richiamo ai valori evangelici, sta dando fastidio. Vedi il Giornale (che è tale solo perché ha questa titolazione!), Libero (che non si è capito da chi se viene foraggiato dal delinquente di Arcore!), come pure il Socci che farebbe bene a frequentare ospedali, case di cura, istituti per pluriminorati ecc., così da recuperare almeno qualcosa del Vangelo. Non ci si metta anche Lei….

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    • #Redazione RS   17 Agosto 2019 at 3:21 pm

      Se si aggiunge alla critica una argomentazione/confutazione sarebbe meglio …

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    • #bbruno   17 Agosto 2019 at 7:01 pm

      Allora lei, Prof. Moretti, che è insegnante di religione cattolica, che allo scopo ha ricevuto una formazione ad hoc presso una Facoltà teologica, mi spieghi le parole scritte dal professor Ratzinger, qui da me sopra riportate, che , mi pare, possono collegarsi e illuminare anche quelle di Bergoglio… (E Ratzinger è co-papa col Bergoglio, seppure da emerito…. bella posizione, anche questa, tuttora da spiegare…! ).

      E poi, da quando si siamo, ci sa dire quali sono i “valori evangelici” richiamati continuamente dal Bergoglio, che tanto fastidio “danno presso i ‘borghesucci’ ???

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    • #bbruno   19 Agosto 2019 at 12:46 pm

      … e poi, Professor Moretti, lei che insegna religione nella scuola di Stato e percepisce uno stipendio dallo Stato, in forza di una designazione extra-Stato, quale quella di un vescovo, che meraviglia è che suggerisca di non assuefarsi alla “moda corrente” che è quella della “critica sterile” al suo referente ultimo che è il Bergoglio presupposto papa, al quale risponde anche il suo vescovo ? O sarà che il suo consiglio è ‘sterile’, perché privo , appunto, come detto qui sopra, di argomentazione? E per quanto riguarda i suoi “valori evangelici” – tanto odiati dai suoi ‘borghesAcci’ (lei a che classe appartiene????) – , le suggerisco di notare che il primo di questi valori è la difesa della verità, non la difesa dei propri interessi…

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  3. #Hierro1973   17 Agosto 2019 at 3:27 pm

    Dopo il CVII il NULLA

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  4. #Lucia   17 Agosto 2019 at 5:23 pm

    Ma per favore… Mi dispiace tantissimo che attacchi così tanto il papa.. questo è il suo modo di parlare che sta tenendo ancora in piedi la chiesa.. Costernato da tanti corvi che lo attaccano(Dio lo preserva) ..il significato è comunque inerente e al tempo stesso contemporaneo di credere che Gesù è corpo presente nel pane eucaristico… Ti auguro carissimo anarchico di fare attenzione ai giudizi… Riguardati dal guadagnarti la vita eterna.. Il diavolo attraverso la tua filosofia ti sta fregando

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    • #Redazione RS   17 Agosto 2019 at 5:54 pm

      “Dogma datur Christianis quod in carnem transit panis et vinum in sanguinem” (Il dogma è dato ai cristiani: il pane si trasforma in carne e il vino in sangue. S. Tommaso, Lauda Sion). “Il pane che io do è la mia carne” (Gv. VI, 51)
      Credere che Gesù sia nel pane è un eresia: alle parole HOC EST CORPUS MEUM la sostanza del pane cessa di essere e viene sostituita dalla sostanza del Cristo Dio. Il pane eucaristico non è pane: è Gesù Cristo sacramentalmente presente col suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità. Chi sosteneva che Gesù entrasse nel pane era Lutero.

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    • #bbruno   18 Agosto 2019 at 4:10 pm

      E stando ancora al suo di parlare, in quella ‘omelia’ nella chiesa luterana di Roma, il nostro ineffabile papa non si limita solo a liquidare con ‘nonchalance’ il mistero della Presenza Reale , mettendolo a diposizione della buona volontà di ciascuno (‘As you like it’ ), ma ti sistema anche il Sacramento della Confessione mettendolo alla pari della richiesta individuale di perdono fatta direttamente a Dio dal luterano:

      “ Quando Lei [ ‘lei’ è luterana] si sente peccatrice – anche io mi sento tanto peccatore [ sentilo!!!] – quando suo marito [ ‘lui è cattolico ] si sente peccatore, Lei va davanti al Signore e chiede perdono; Suo marito fa lo stesso e va dal sacerdote e chiede l’assoluzione.”
      Facile concludere: e a me cattolico chi me lo fa fare di andare “dal sacerdote”, se andare “davanti a Dio” è “lo stesso”?

      Ma calma, il nostro ci tranquillizza subito : Tutti abbiamo “Una fede, un battesimo, un Signore. La vita è più grande delle spiegazioni e interpretazioni.”….
      Sistemata anche la fede….Il concilio di Trento spazzato via d’un colpo, e cinque secoli di diversificazione tra cattolici e luterani ridotti a pura follia (follia di parte cattolica)…

      E questo sarebbe il “modo di parlare” di un papa che “ sta tenendo ancora in piedi la chiesa….”?
      Ma quale chiesa??? La sua, la vostra; la chiesa di un Saltimbanco e di chi gli presta ascolto….Che spettacolo!

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  5. #Giovanni Dessì   17 Agosto 2019 at 7:58 pm

    Molto gradita la sua precisazione sulle parole di Papa Francesco che con tutto il rispetto e l’amore che nutro per Lui, non si può dire un esempio di precisione teologica.
    Padre Cavalcoli avrei una domanda che mi assilla. Purtroppo non ho dimestichezza con la filosofia e non capisco bene cosa siano gli accidenti. Da ciò che dice mi pare di capire che si tratti di ciò che avvertono i sensi. Il mio dubbio è semplice: dopo la Transustanziazione, le molecole del pane rimangono tali o no? Insomma da un punto di vista fisico e materiale resta pane? Non riesco a capire la distinzione tra forma e sostanza: le molecole sono forma o sostanza. Grazie per la risposta, so che può sembrare una domanda polemica, ma voglio sinceramente voglio capire. Per quanto possibile.

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    • #angela   19 Agosto 2019 at 9:18 pm

      La sostanza è Cristo, quando non c’è il velo dell’apparenza, per miracolo Divino, si constata un muscolo cardiaco che pulsa: il Cuore di Dio. Transustanziazione: trans- sustanza—sostanza. Cambio di sostanza nell’apparenza di pane, apparenza.

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    • #angela   19 Agosto 2019 at 10:01 pm

      https://it.wikipedia.org/wiki/Accidente_(filosofia)
      http://www.latheotokos.it/programmi/DIZIONARI/SAN_TOMMASO/accidente.html
      San Tommaso: Dio provvede a dare agli accidenti del Pane e del Vino quell’essere dell’apparire pane e vino, accidenti senza sostanza (naturale sarebbe del pane e vino) che ricevono da Dio la forma, l’apparenza degli stessi, in quanto che l’accidente non lo riceve (la forma) che dalla sostanza in via naturale e qui la Sostanza è Dio che da Sé dà forma all’accidente del Pane e del Vino per la debolezza dei nostri sensi materiali: nel miracolo Eucaristico il mistero si svela nella forma di Muscolo Cardiaco e Sangue.

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    • #Non Metuens Verbum   22 Agosto 2019 at 6:03 am

      Le molecole di pane non esistono. il pane è un miscuglio di tante diverse molecole, , proteine carboidrati grassi acqua eccetera, che impastate e cotte insieme dànno il pane. All’analisi chimica di un’Ostia Consacrata risulterebbe la presenza delle stesse molecole di un’ostia non consacrata, perché l’analisi chimica registra comunque le apparenze sensibili (sia pure sensibili allo strumento e non all’occhio nudo) che sono comunque accidenti e non Sostanza (anche se in termini chimici materiali si usa parlare di sostanze, ma fisiche e non metafisiche.

      Quanto ai miracoli eucaristici, laddove appare carne e sangue di muscolo cardiaco umano, sia ben chiaro che si tratta comunque di specie apparenti, ossia di apparenze accidentali con le quali Gesù Cristo riveste ACCIDENTALMENTE a beneficio dei nostri sensi la Sostanza del Suo Corpo Glorioso. Altrimenti dovremmo convenire che Gesù distribuisce pezzettini del Suo Corpo, e che non sarebbe Tutto in ciascun singolo frammento di ciascun’Ostia al mondo. I miracoli eucaristici sono catechesi extra-forte, ma non sono diversi dalla quotidiana consacrazione di ostie impastate di farina.

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      • #angela   23 Agosto 2019 at 2:08 pm

        Le molecole esistono e compongono il pane , anche in sostanza. Il Pane del Cielo invece in Sostanza è Muscolo Cardiaco di un determinato gruppo ecc. come la Sindone ed altre reliquie col Sangue di Gesù nonché miracoli vari. Questo risulta alle analisi e Muscolo Vivente: se lei ritiene che ciò sia scandaloso può trovare altri prima di lei a pensarla così, infatti “volete andarvene anche voi” chiede Gesù quando parla della Sua Carne data da mangiare per salvarsi scandalizzando. Stiamo parlando di Dio e non di muscolo cardiaco di uomo, quindi in ogni pezzettino di Ostia che cade a terra è pure tutto Cristo in anima corpo sangue e divinità. Vediamo di non razionalizzare umanamente e limitatamente quindi. Non ho idea se sia stata fatta un’analisi alle Ostie consacrate validamente e cosa sia risultato: ciò non inficia la mia fede (ci vuole la fede nel Mistero altrimenti mancherebbe il merito) qualunque fosse l’esito. Gli accidenti, colore e gusto ed apparenza, non sono la Sostanza in questo caso, Dio dà loro la forma di molecole di proteine, carboidrati,grassi ecc. ma la sostanza di tali molecole non esiste più, esiste la Sostanza che è Dio stesso. La Sostanza è metafisica.CHE SIA ACCIDENTE ciò che è Sostanza e metafisico mi suona strano.

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      • #angela   24 Agosto 2019 at 6:00 pm

        Si parla di Speci diverse, Pane, Vino, Muscolo cardiaco, ma di Muscolo Cardiaco che è realtà . Gesù è intero in Corpo Sangue Anima e Divinità , ce lo dice la fede, dogmatica.La specie è Muscolo cardiaco.

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  6. #bbruno   18 Agosto 2019 at 9:00 am

    e poi, perché non accostare alle parole di Bergoglio qui esaminate, quelle dallo stesso pronunciate nell’ ‘omelia’ botta- risposta tenuta nella tempio luterano di Roma nel 2015, quando sul tema diceva che ognuno, cattolico o luterano, se la poteva vedere come gli pareva, che non merita proprio litigare al riguardo, e che la dottrina sull’argomento …al diavolo la dottrina, che la “dottrina è una parola difficile da capire”. E quindi lasciamo perdere.

    Un passaggio solo da quel suo ”ragionare’:

    “ Mi diceva un pastore amico: Noi crediamo che il Signore è presente lì. È presente. Voi credete che il Signore è presente. E qual è la differenza?… ” -Eh, sono le spiegazioni, le interpretazioni…. La vita è più grande delle spiegazioni e interpretazioni.”

    Bel modo di ‘ragionare, questo, di un ‘papa’. Davvero responsabile, attento alla chiarezza, quella per esempio che ebbe Cristo quando trattò l’argomento, e vide la gente allonatanarsi da Lui, perché quel discorso era duro da capire (cfr. Gcv .6).

    Rispetto dei “valori evangelici” anche questo?

    E poi, se ognuno la può pensare come vuole, che ci sta a fare lui, a fare il papa? Per pensarla come ci pare non ci serve un papa e nememo una Chiesa, e nemmeno Cristo. Si tolga di mezzo, allora, non serve a niente e a nessuno (fuorché, purtroppo, a quelli, come lui, che vogliono ingannarci…. Se ha una quache dignità residua …E s’imbarchi per l’Africa, a fare, anziché limitarsi a parlare… ( Con IOR e APSA a coprirgi le spalle, e riempirgli lo stomaco, in barba ai ‘valori evangelici’………)

    Rispondi
    • #angela   20 Agosto 2019 at 8:36 pm

      Scrivi una verità sacrosanta, per essere pagani ce ne facciamo nulla di mantenere 2 papi e sacerdoti vari magari con prostituti – e PSEUDO sacri…..NON NECESSITIAMO DI LORSIGNORI CHECCHè LORSIGNORI SIAN CONVINTI DEL CONTRARIO E LO INSEGNINO PURE IN SEMNARIO: l’uomo è sempre stato religioso perché necessita di ciò e NOI soddisfiamo i lor bisogni. NOSSIGNORI cari , non abbiamo bisogno di voi se siete divenuti protestanti e pagani e gnostici, resteremo senza , COME DESTINIAMO L’8 X 1000 ALLO STATO onde non permettervi di prendervelo ugualmente (ma se uscisse il pd coi 5s lo destinerò agli ortodossi), sicuri che Dio interverrà in nostro soccorso. E continueremo a credere fino alla morte nella dottrina di sempre e NON agli ALBERI CHE PORTAVANO FOGLIE VERDI ED ORA PORTANO FOGLIE BLU E DOMANI A POIS NERI. Quelli non li vogliamo.

      Rispondi
  7. #bbruno   20 Agosto 2019 at 1:42 pm

    A dare il ‘la’ , i.e. l’ intonazione, il senso, l’impostazione…chiamatela come volete….alle messe, vecchio e nuovo rito, stanno subito le prime parole della preghiera di apertura delle rispettive liturgie eucaristiche, l’offertorio. In quello nuovo è il pane presentato a Dio, il dio dell’universo [!] , il pane in quanto tale, a diventare, per la bontà divina, cibo di vita eterna…; in quello antico è l’offerta a Dio , l’Onnipotente ed eterno Padre santo [ben altra cosa da quel ‘dio dell’universo’…], dell’ Ostia immacolata, della Vittima senza macchia, della Carne immolata nel sacrificio della Croce, a procurarci la salvezza eterna. Quella carne, immolata, che in quanto tale diventa pane, e nutrimento, per la vita eterma, come sarà specificato, a conclusione delle parole consacratorie: “offérimus præcláræ maiestáti tuæ, de tuis donis, ac datis HÓSTIAM puram, HÓSTIAM sanctam, HÓSTIAM immaculátam, PANEM sanctum vitæ ætérnæ’….

    Le conclusioni sono ovvie…

    Rispondi
  8. #bbruno   20 Agosto 2019 at 3:00 pm

    A dare il ‘la’ , i.e. l’ intonazione, il senso, l’impostazione…chiamatela come volete….alle messe, vecchio e nuovo rito, stanno subito le prime parole della preghiera di apertura delle rispettive liturgie eucaristiche, l’offertorio. In quello nuovo è il pane presentato a Dio, il dio dell’universo [!] , il pane in quanto tale, a diventare, per la bontà divina, cibo di vita eterna…; in quello antico è l’offerta a Dio , l’Onnipotente ed eterno Padre santo [ben altra cosa da quel ‘dio dell’universo’…], dell’ Ostia immacolata, della Vittima senza macchia, della Carne immolata nel sacrificio della Croce, a procurarci la salvezza eterna. Quella carne, immolata, che in quanto tale diventa pane, e nutrimento, per la vita eterma, come sarà specificato, a conclusione delle parole consacratorie: “offérimus præcláræ maiestáti tuæ, de tuis donis, ac datis HÓSTIAM puram, HÓSTIAM sanctam, HÓSTIAM immaculátam, PANEM sanctum vitæ ætérnæ’….A dare il ‘la’ , i.e. l’ intonazione, il senso, l’impostazione…chiamatela come volete….alle messe, vecchio e nuovo rito, stanno subito le prime parole della preghiera di apertura delle rispettive liturgie eucaristiche, l’offertorio. In quello nuovo è il pane presentato a Dio, il dio dell’universo [!] , il pane in quanto tale, a diventare, per la bontà divina, cibo di vita eterna…; in quello antico è l’offerta a Dio , l’Onnipotente ed eterno Padre santo [ben altra cosa da quel ‘dio dell’universo’…], dell’ Ostia immacolata, della Vittima senza macchia, della Carne immolata nel sacrificio della Croce, a procurarci la salvezza eterna. Quella carne, immolata, che in quanto tale diventa pane, e nutrimento, per la vita eterma, come sarà specificato, a conclusione delle parole consacratorie: “offérimus præcláræ maiestáti tuæ, de tuis donis, ac datis HÓSTIAM puram, HÓSTIAM sanctam, HÓSTIAM immaculátam, PANEM sanctum vitæ ætérnæ’….

    Le conclusioni sono ovvie…

    Rispondi
  9. #bbruno   21 Agosto 2019 at 9:55 pm

    Chiedo scusa per il pasticcio causato dal maldestro invio del mio commento.

    Per riparare al quale ci tengo solo a riaffermare che una ‘messa’, dove la salvezza mi viene fatta dipendere dalla presentazione a questo fantomatico ‘Dio dell’ Universo’, di un “pane-frutto- del lavoro- umano”, che con tale presentazione chiediamo che “divenga pane di vita eterna’ , non mi interessa proprio. ( E io non posso illudermi di riempire di senso cattolico questo rito vuoto, o blasfemo? solo in forza della mia intenzione…. L’ acqua rimane acqua anche se voglio convincermi che è vino…)
    E siccome la preghiera rivela il modo di credere di chi prega, in questa tal messa c’è tutto, e chiaramente, il modo di pensare , e di ‘ragionare’, di questi ‘moderni’ preti sull’ argomento, come qui si discute:
    pane come ‘nascondiglio’ di Cristo,
    pane come ‘simbolo’ di Cristo,
    pane che significa ‘condivisione’ e fraternità (col migrante col profugo col rifugiato col Nero con l’ Islamico… con tutti, fuorché poi col povero ‘cristiano’ mio vicino, e pazienza….
    pane che, come dono del detto Dio dell’ Uuniverso e frutto del lavoro umano, è già di per se stesso ‘pane’ che soddisfa ogni nostra aspettativa umana….
    pane…. tutto, ma niente a che fare con la Carne Immolata di Cristo nel Sacrificio che si rinnova, e tutto per grazia di Dio solo (che c’entra il frutto del lavoro umano?) – e che in quanto Carne, e Sangue, immacolati di Cristo diventa nutrimento- pane- di Vita Eterna: “Hostiam Immaculatam Panem sanctum Vitae aeternae”.

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