La Trasverberazione di Santa Teresa d’Avila

di Giuliano Zoroddu

Pone me ut signaculum super cor tuum
(Cant. VIII, 6)

Santa Teresa d’Avila, la Mistica Riformatrice del Carmelo, fu varie volte beneficiata dal Signore del dono della transverberazione, ossia del trafiggimento del cuore da parte della Divina Carità. La stessa Santa ci descrive il fenomeno:

«Il Signore, mentre ero in tale stato, volle alcune volte favorirmi di questa visione: vedevo vicino a me, dal lato sinistro, un angelo in forma corporea, cosa che non mi accade di vedere se non per caso raro. Benché, infatti, spesso mi si presentino angeli, non li vedo materialmente, ma come nella visione di cui ho parlato in precedenza. In questa visione piacque al Signore che lo vedessi così: non era grande, ma piccolo e molto bello, con il volto così acceso da sembrare uno degli angeli molto elevati in gerarchia che pare che brucino tutti in ardore divino: credo che siano quelli chiamati cherubini, perché i nomi non me ridicono, ma ben vedo che nel cielo c’è tanta differenza tra angeli e angeli, e tra l’uno e l’altro di essi, che non saprei come esprimermi. Gli vedevo nelle mani un lungo dardo d’oro, che sulla punta di ferro mi sembrava avesse un po’ di fuoco. Pareva che me lo configgesse a più riprese nel cuore, così profondamente che mi giungeva fino alle viscere, e quando lo estraeva sembrava portarselo via, lasciandomi tutta infiammata di grande amore di Dio. Il dolore della ferita era così vivo che mi faceva emettere quei gemiti di cui ho parlato, ma era così grande la dolcezza che mi infondeva questo enorme dolore, che non c’era da desiderarne la fine, né l’anima poteva appagarsi d’altro che di Dio. Non è un dolore fisico, ma spirituale, anche se il corpo non tralascia di parteciparvi un po’, anzi molto. È un idillio così soave quello che si svolge tra l’anima e Dio, che supplico la divina bontà di farlo provare a chi pensasse che mento» (Libro della Vita, sez. III, 29, 13).

Ciò avvenne in almeno tre serie: dal 1559 al 1562 in Avila; dal 1571 al 1574 a Alba de Tormes; infine in casa di donna Guiomar de Ulloa. Il cuore trafitto della Mistica y Serafica Doctora (vedi foto seguente) si venera nel Monastero dell’Incarnazione di Alba de Tormes.

Benedetto XIII nel 1726 accordò alla famiglia Carmelitana la celebrazione di una festa Transverberationis Cordis sanctae Teresiae a Jesu virginis da celebrarsi il 27 agostoche poi fu estesa anche al Regno di Spagna, di cui santa Teresa è Patrona.  

PREGHIERA : “O Dio, che con un dardo infuocato trafiggesti l’illibato cuore della santa Vergine Teresa, tua Sposa, e la consacrasti vittima d’amore: fa’ che per sua intercessione pure i nostri cuori siano accesi dall’ardore dello Spirito Santo ed amino in ogni cosa e sopra ogni cosa Te, che sei Dio e vivi e regni con Dio Padre in unità col medesimo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen” (dal Proprium Missae)


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