Burke e Brandmüller: Sinodo amazzonico minaccia Depositum Fidei

Gli ultimi due superstiti tra i Cardinali dei dubia hanno espresso le loro perplessità sull’Instrumentum Laboris del Sinodo Amazzonico. Riportiamo per dovere di cronaca le loro dichiarazioni, ma ci preme premettere alcune considerazioni. Le prese di posizione dei vari Cardinali e Prelati conservatori fino ad oggi non hanno prodotto nulla di concreto; e non lo hanno prodotto per la mancata critica di ciò che ha originato lo scempio presente, ossia il Concilio Vaticano II, la sua applicazione sotto i pontificati da Paolo VI in poi senza soluzione di continuità ed il modernismo che a tutto ciò ha presieduto.
Un’analisi seria del Sinodo e di ciò che l’ha prodotto verrà fatta nel nostro prossimo evento a Verona il 28 settembre.

Fonte

Città del Vaticano, 4 settembre 2019 (Catholic News Agency) – Due cardinali hanno spedito ai colleghi membri del Collegio dei Cardinali lettere in cui manifestano la loro preoccupazione suscitata dal documento di lavoro per il prossimo sinodo dei vescovi sulla regione amazzonica.
“Alcuni punti dell’Instrumentum laboris del sinodo sembrano non solo in dissonanza con l’autentico insegnamento della Chiesa, ma addirittura contraddirlo”, ha scritto il Cardinal Walter Brandmüller ai colleghi cardinali in una lettera del 28 agosto che Catholic News Agency ha potuto leggere.
“Le formule nebulose dell’Instrumentum, la proposta di creare nuovi ministeri ecclesiastici per le donne e – soprattutto – quella di conferire l’ordinazione sacerdotale a fantomatici viri probati inducono a sospettare fortemente che persino il celibato sacerdotale verrà messo in discussione”, ha aggiunto il cardinale.

Brandmüller ha affermato che le identità dei leader del Sinodo per l’Amazzonia lo hanno indotto a temere quanto vi verrà deciso.

“Il mero fatto che il Cardinal (Claudio) Hummes sia il presidente del sinodo e che pertanto eserciterà una forte influenza su di esso – in senso negativo – è sufficiente per nutrire preoccupazioni ben fondate e realistiche; lo stesso dicasi a proposito dei vescovi (Erwin) Kräutler, (Franz-Josef) Overbeck, etc.”.
Hummes, nato in Brasile, è stato prefetto della Congregazione per il Clero dal 2006 al 2010. Kräutler, ottantenne, è vescovo emerito della prelatura brasiliana di Xingu, in Amazzonia, e ha sostenuto per molto tempo la possibilità di permettere ai sacerdoti di sposarsi. Overbeck, cinquantacinquenne, è il vescovo di Essen; è noto in Germania come sostenitore di un riesame dell’insegnamento della Chiesa sull’ordinazione e sulla morale sessuale.

Brandmüller, novantenne, è stato per trent’anni professore di Storia della Chiesa e presidente della Commissione Internazionale per la Storia della Chiesa Contemporanea dal 1998 al 2006. È stato fatto cardinale nel 2010, ma avendo allora compiuto 81 anni, aveva già superato il limite di età stabilito per la partecipazione all’elezione del papa.
“Dobbiamo affrontare serie minacce all’integrità del Deposito della Fede, alla struttura sacramentale e gerarchica della Chiesa e alla sua Tradizione Apostolica. Con tutte queste sfide si è creata una situazione mai vista precedentemente nella storia della Chiesa, nemmeno durante la crisi ariana del IV-V secolo”, ha aggiunto Brandmüller. Egli ha anche affermato che tutti i cardinali devono meditare su come reagiranno a “tutte le dichiarazioni o decisioni eretiche del sinodo”. E ha concluso: “Voglio sperare, pertanto, che le Vostre Eminenze, da parte loro, colgano l’occasione per correggere – in conformità con l’insegnamento della Chiesa – certe posizioni espresse all’interno dell’Instrumentum laboris del Sinodo per l’Amazzonia”.

Lo stesso 28 agosto, il Cardinal Raymond Burke ha scritto ai colleghi cardinali dicendo loro che condivide “totalmente la profonda preoccupazione del Cardinal Brandmüller riguardo al Sinodo per l’Amazzonia prossimo venturo, preoccupazione basata sull’Instrumentum laboris”, facendo notare che esso “è un lungo documento contraddistinto da un linguaggio non chiaro nel suo significato, specialmente su questioni concernenti il Depositum Fidei”. Burke ha aggiunto che il documento “contraddice l’insegnamento costante della Chiesa sul rapporto tra il mondo creato, Dio – Creatore non creato – e l’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio per cooperare con Lui come guardiano del mondo creato”.
Il Cardinal Burke sostiene anche che l’Instrumentum laboris “distorce l’insegnamento relativo all’unicità e all’universalità della salvezza introdotta dal Cristo vivo nella Chiesa sostenendone la relatività all’interno di una cultura particolare e ritenendolo emblematico di quella che essi definiscono “dottrina pietrificata” (n. 38)”. Ha spiegato che mel documento di lavoro del sinodo “la verità secondo cui Dio Si è rivelato in modo pieno e perfetto attraverso il mistero dell’Incarnazione del Redentore, del Figlio di Dio, viene oscurata, se non addirittura negata”.
“Il Cardinal Brandmüller ha indicato nella sua lettera le serie difficoltà che minacciano il ministero sacerdotale e la perfetta continenza del clero. Queste proposte, come spiega il cardinale, attaccano la ‘struttura sacramentale e gerarchica’ e ‘la Tradizione Apostolica della Chiesa’”.
Le “sconvolgenti proposizioni dell’Instrumentum laboris”, ha dichiarato Burke, “fanno presagire l’apostasia dalla fede cattolica”.

Il sinodo si svolgerà a Roma dal 6 al 27 ottobre.
[Traduzione per Chiesa e Post-Concilio di Antonio Marcantonio]

http://bit.ly/2zdsEFR
http://bit.ly/2ze5VJV

2 Commenti a "Burke e Brandmüller: Sinodo amazzonico minaccia Depositum Fidei"

  1. #AlDa   8 Settembre 2019 at 4:10 pm

    #sveglioni

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  2. #bbruno   8 Settembre 2019 at 11:19 pm

    ma questi due ( non sono i soli) ci fanno o ci sono? Non si sono mai accorti che prima del sinodo amazzonico non dico a minacciare ma ad attentare radicalmemte al Depositum fidei è stato il ( anche ) loro concilio vaticano 2? E che ora da minacciare del Depositum Fidei resta ben poco, cioè nulla? A Dubai, già fatto, ha solennemente riaffermato, in comunione di spirito con quel concilio loro ( come da lui specificato) , che Cristo non serve o è uno dei tanti (la qual cosa è uguale alla precedente) ‘leader’ (termine usato da papa Ratzinger) religiosi che c0insegnamo a cantatre le lori di Dio??? E la stessa cosa ripetuta durante il viaggio nel continente nero, quando parla del “Dio dell’amore presente in ogni religione”…. Possibile che si debba sempre gridare al pericolo veniente quando il disastro è già avvenuto? A cosa serve dire: Attenti che la casa crolla, quando è già un mucchio di rovine??? A farsi passare per benemeriti???

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