Burke&Schneider, ditemi un po’: se Francesco tira dritto, voi che fate?

di Miguel

Cari Amici di Radio Spada,

attraverso questa missiva, permettetemi di fare una qualche domanda al Card. Burke e a Mons. Schneider.

Insomma: se Francesco tira dritto, esattamente come ha fatto sino ad ora, voi che fate?

Amoris Laetitia ormai è storia, Abu Dhabi pure. Se anche al Sinodo Amazzonico si va avanti su questa strada, pensate di continuare con le letterine in cui vi dite “veri amici” di chi sta disintegrando il Cattolicesimo Romano?

Sì, capisco il senso di quella frase. Capisco che vogliate intendere di essere uniti “mente e cuore”, per citare il Catechismo di San Pio X, a chi si trova sulla Cattedra di Pietro. Capisco, certo. Ma così non va.

Non va, oltre che per la lunga serie di amnesie involontarie della vostra lettera (ci si dimentica in un baleno di Concilio, post-Concilio e di tutto il resto che in essa non è citato, compresi diversi atti dello stesso Francesco che replicano quelli dei predecessori), anche perché – come si notava col Guelfo Rosa – non si capisce la vostra strategia.

In questo Schneider è stato più chiaro: sostanzialmente ci sarebbe da aspettare che passi la bufera, ammonendo ora qui ora là, dimenticandosi però puntualmente la causa di tutto questo.

Vedete: sono scettico. La letterina va bene una volta, due o massimo tre. Poi non è più credibile: Schiva l’uomo eretico dopo la prima o la seconda correzione, dice San Paolo nella Lettera a Tito.

No, no: non sto parlando di scisma. Lo scisma l’han fatto i modernisti quasi 60 anni fa. Sto dicendo che l’obbedienza è una virtù nella misura in cui è ordinata al bene, altrimenti è falsa obbedienza.

Facciamo un esempio: dite Messa a Roma (sorvoliamo pure sul rito, facendo un artificio dialettico) e nella chiesa avete 100 fedeli che fanno la comunione. Dunque: 10 sono divorziati risposati che vanno all’altare in base ad Amoris Laetitia, 10 credono che lo sciamanesimo amazzonico non sia poi così male (hanno letto l’Instrumentum Laboris), 40 sono felicissimi dell’incontro di Abu Dhabi e gli altri 40 recitano il nuovo Padre Nostro e pensano genericamente che il bergoglismo sia il Cattolicesimo.

Voi non lo sapete, loro non lo sanno. Ma voi date loro la comunione e quelli la prendono. Chi crede in cosa? Chi è in comunione con cosa? Che unità c’è? Non è tutto un grande inganno, in cui ciascuno crede e fa ciò che vuole?

Altro esempio: la confessione. Normalmente si presume che in coscienza un cattolico che “ha fatto i sacramenti” e che li frequenta sia ordinariamente a posto. Oggi come fate a verificarlo? Se vi capiterà di confessare chi rigetta Fede e Morale, dogmi e dottrina familiare, che farete? Presumerete, ordinariamente, l’impresumibile?

Con che autorità comanderete ai vostri sottoposti, ciò che – in un’obbedienza ormai deviata – i vostri superiori comanderanno in senso inverso?

Sant’Atanasio si è fatto sanzionare? Fatevi sanzionare anche voi.

Capite che a lungo non regge il gioco. E qui va avanti da un pezzo, con un’acceleratina finale da circa 6 anni.

Diteci una strategia, perché vi informo: ANCHE al Sinodo questi tireranno dritto.

E non c’è letterina che tenga.

Cordialmente,

Verso il sinodo amazzonico, itinerari della dissoluzione

Un commento a "Burke&Schneider, ditemi un po’: se Francesco tira dritto, voi che fate?"

  1. #bbruno   25 Settembre 2019 at 3:30 pm

    Bellissimamente detto, ma anche tempo perso……Questi continueranno a tirare diritto, quando non dovevano nemmeno cominciarla, questa strada….Sono” uniti cuore e mente a chi siede sulla cattedra di Pietro”, come insegna il catechismo di san Pio X? No, il catechismo di san Pio X dovrebbe bastare per capitre che su quella cattedra non c’è Pietro, ma Shelob, l’ Immondo Ragno!
    E la ‘loro’ messa e i ‘loro’ sacramenti
    non sono altro che gli escrementi
    del detto Ragno,
    e questi loro amministrano,
    alle nuove lor cattoliche genti…

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