[IL GERANIO] Il tempo stringe e noi stiamo a guardare

Nota di Radio Spada: continua questa rubrica tenuta da un cattolico integrale veneto e dedicata a temi di dottrina ed attualità, affrontati con piglio polemico. Avrà cadenza (quando possibile) settimanale e verrà pubblicata sempre durante il fine settimana. Buona lettura! (Piergiorgio Seveso, Presidente SQE di Radio Spada)

Ci eravamo lasciati l’ultima volta accennando ai possibili antidoti alla disastrosa situazione attuale.

Va innanzitutto detto, facendo riferimenti alle attuali vicende politiche italiane, che non si trovano nelle raccolte di firme o nelle marce organizzate da Salvini, Meloni et similia come si ostinano o si impegnano a credere molte persone anche oneste. Ho trovato anche un ahimé inutile divertissement l’attenzione meticolosa data da certi articoli di Radio Spada allo scandalo politico italiano nelle ultime settimane ma come molti sanno su Radio Spada scrivono persone con diverse sensibilità pur essendo d’accordo sulla visione d’insieme.

Infatti il problema non è Salvini bensì il servaggio in cui viviamo, che si aggrava giorno dopo giorno, un servaggio frutto della cosiddetta “democrazia”. Pochi sfortunatamente afferrano l’essenza anticristica e satanica di una forma di governo basata sul “non serviam” luciferino fondamento della rivoluzione, sul togliere a Dio i Suoi sacrosanti diritti, sulla negazione del potere spirituale e temporale dei legittimi ministri sulla terra di Nostro Signore Gesù Cristo. L’elemento satanico oltretutto non può che condurre ad un “governo del popolo” che opprime il popolo e gli nega i suoi diritti più basici in quanto l’uomo che ingannato dal serpente antico si fa re di se stesso è in realtà uno schiavo del male destinato alla rovina. Nell’attuale situazione italiana oltretutto il grottesco procede di pari passo col tragico in quanto la democrazia nega sé stessa e il Partito, ça va sans dire, Democratico ha preso il potere con un “ribaltone”, aggirando la contesa elettorale che lo vedrebbe perdente.

Signori, il primo antidoto è più che altro una presa di coscienza. E’ la comprensione che non solo il Conte bis ma questo sistema, pennellato di verde, di giallo, di rosso e di tutti i colori che volete è votato al male, non può produrre che male. Pertanto, non avendo come obiettivo e risultato il bene comune bensì il male dei più, non ha alcuna legittimità né mai l’avrà e lo stesso vale per i suoi organi giudiziari e polizieschi.. I più perspicaci ne traggano le dovute conclusioni e lo spieghino a chi ancora non ci arriva o fa di tutto per non arrivarci.

Il secondo antidoto è il seguente: progettare la Controrivoluzione. Difficile!, impossibile! diranno alcuni. Certo l’impresa non è facile soprattutto quando il cosiddetto mondo della Tradizione si divide su questioni importanti ma ahimé secondarie rispetto allo sfacelo presente ma non è nemmeno impossibile. Il punto di partenza è però la consapevolezza che la Controrivoluzione non si fa sui social media e che le conferenze e i convegni sono unicamente, un aiuto un supporto, sono un aspetto della lotta controrivoluzionaria.

Questa lotta ha molteplici sfaccettature ed ognuno ha il suo ruolo in essa, anche la preghiera è Controrivoluzione o meglio è il fondamento della Controrivoluzione. Controrivoluzione è il contrario della Rivoluzione, è restituire a Nostro Signore Gesù Cristo il primo posto nei cuori di ciascuno di noi e di conseguenza nella società, è ristabilire la Sua Regalità Sociale affinché sia fatta la Sua volontà “sicut in caelo et in terra”.

Ognuno deve secondo la propria vocazione, secondo le proprie forze per costruire la lotta controrivoluzionaria, nella vita di tutti i giorni, sul lavoro, nelle scuole e nelle università. Per troppo tempo si è rimasti arroccati nei propri spazi, convegni, siti. Nessuno che agisca nelle scuole, nelle fabbriche, nelle università. Certo si deve praticamente partire da zero ma se non si inizia si rimarrà sempre al punto di partenza. Uno dei problemi è che l’individualismo, l’attenzione al proprio orticello, la paura di rimetterci, sta condizionando molte, troppe persone di buona volontà, che sopportano una situazione ormai divenuta insopportabile, un’oppressione iniqua e anticristica che ci attanaglia giorno dopo giorno.

Il terzo antidoto è costruire quella che è per così dire la realtà di vita controrivoluzionaria. Ad esempio di fronte ad una scuola che sprofonda i nostri figli nella dissoluzione, noi creiamo le scuole parentali, un fenomeno che è già in fase embrionale. Di fronte alle aziende che promuovono uno stile di vita basato su omosessualità e perversione, noi creiamo o potenziamo aziende cattoliche e reti di vendita promuovano il bene e la qualità. Sono solo alcuni esempi e da alcuni verranno bollati come utopia ma il tempo stringe e già ci portano via i figli e ci impediscono di educarli cristianamente oltre a rovinarci la vita con feccia delinquenziale di ogni parte del mondo. Di questo passo dovremo pertanto pensare anche alla nostra autodifesa.

In tale situazione, è d’uopo che ognuno secondo le proprie forze, la propria vocazione e disponibilità di tempo, sviluppi una o più abilità, un mestiere, una conoscenza, dal fornaio all’elettricista, dall’agricoltore al combattente. In un futuro di difficoltà, di lotta, di isolamento e di persecuzione tutto ciò potrebbe venire utile.

Orbene, questi ad alcuni potranno non sembrare antidoti, chiamiamoli allora spunti, suggerimenti maturati dalla consapevolezza che ci stanno distruggendo, ci vogliono annientare nella nostra essenza umana.

E’ necessario dunque pregare molto ma anche ricompattarsi ed agire concretamente senza sentirsi orfani di Salvini o di altri politicanti.

Infatti “Immaginiamo che milioni di uomini avanzino nella via di un perfezionamento personale ma che tra costoro nessuno agisca nella sfera politica e sociale. In tal caso basteranno sempre qualche centinaio (o qualche decina) di rivoluzionari per imporre a tutti gli altri delle istituzioni e delle leggi contrarie all’ordine naturale; e giammai l’ordine cristiano potrà essere stabilito; col risultato che questi uomini e i loro discendenti – malgrado tutti i santi presenti tra di loro – saranno sempre nel più grave pericolo.

Se dunque i più perfetti non trovano degli uomini d’azione tra loro, devono andare a cercarli e formarli per lavorare all’instaurazione dell’ordine cristiano. Ma all’inverso certi uomini d’azione dovranno anch’essi cercare gli uomini più perfetti, per chiedere loro che li orientino e mantengano l’azione sulla strada della Verità”. (Colonnello Pierre Chateau-Jobert).

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