Lettera da Benevento

Nota di RS: riceviamo e pubblichiamo questa gentile lettera, non perchè ne condividiamo i contenuti (anzi) ma a testimonianza delle severe difficoltà e angustie in cui si dibattono coloro che hanno affidato la tutela della Messa romana a chi invece la vuole conservare in una sorta di limbo provvisorio e minoritario, mentre la “messa di Lutero” imperversa ognidove, facendo strage di anime. Ringraziamo l’estensore che manteniamo anonimo per nostra scelta cui auguriamo le migliori fortune. (Piergiorgio Seveso, presidente SQE di Radio Spada)

Caro Direttore, innanzitutto la ringrazio dello spazio che mi concede sul suo sito, che seguo sempre con grande interesse. Le vorrei sottoporre una situazione che mi sta particolarmente a cuore. Io sono un fedele cattolico che da due anni, pur tra mille difficoltà, frequento la Messa di San Pio V o Messa Tridentina. Purtroppo, da circa un mese e mezzo, la messa cattolica di sempre è praticamente scomparsa da Benevento, nonostante il decreto di Mons. Accrocca che aveva affidato il coetus fidelium ad un sacerdote diocesano, il quale sta purtroppo avendo molti problemi di salute, mentre un altro sacerdote, il quale la celebra tutti i giorni, la puo’ celebrare da solo senza fedeli. Dinanzi a questa situazione di inaudita gravità, in quanto si va a toccare il diritto sacro dei fedeli di assistere alla Santa Messa Tridentina, mai abrogata come ha affermato Benedetto XVI nel Motu Proprio Summorum Pontificum, caro Direttore, mi pongo tre domande: 1) Perché nella chiesa attuale è permesso tutto, ma non la celebrazione della Santa Messa Tridentina, nonostante un Motu Proprio che sancisce cio’ in modo chiaro e inequivocabile negli art. 2 e 4:” Art. 2. Nelle Messe celebrate senza il popolo, ogni sacerdote cattolico di rito latino, sia secolare sia religioso, può usare o il Messale Romano edito da Giovanni XXIII nel 1962, oppure il Messale Romano promulgato dal Paolo VI nel 1970, e ciò in qualsiasi giorno, eccettuato il Triduo Sacro. Per tale celebrazione secondo l’uno o l’altro Messale il sacerdote non ha bisogno di alcun permesso, né della Sede Apostolica, né del suo Ordinario. Art. 4. Alle celebrazioni della Santa Messa di cui sopra all’art. 2, possono essere ammessi – osservate le norme del diritto – anche i fedeli che lo chiedessero di loro spontanea volontà”? 2) Per quale motivo in un’altra Diocesi molto importante come quella di Napoli, governata dal Cardinale Sepe, vengono addirittura permesse diverse messe domenicali e anche feriali, mentre a Benevento questo non è possibile, dato che ci sta una norma, ma in sostanza nei fatti è disattesa, in quanto, come recita l’art. 20 dell’istruzione al Motu Proprio, non vi è un sacerdote idoneo alla celebrazione della Santa Messa Tridentina. Ecco il disposto:” Il sacerdos idoneus (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 5 § 4)20. In merito alla questione di quali siano i requisiti necessari, affinché un sacerdote sia ritenuto “idoneo” a celebrare nella forma extraordinaria, si enuncia quanto segue:a) Ogni sacerdote che non sia impedito a norma del Diritto Canonico è da ritenersi idoneo alla celebrazione della Santa Messa nella forma extraordinaria [7]. b) Per quanto riguarda l’uso della lingua latina, è necessaria una sua conoscenza basilare, che permetta di pronunciare le parole in modo corretto e di capirne il significato. c) Per quanto riguarda la conoscenza dello svolgimento del Rito, si presumono idonei i sacerdoti che si presentano spontaneamente a celebrare nella forma extraordinaria, e l’hanno usato precedentemente. 3) Infine, per quale motivo a tutti i fedeli, compreso il sottoscritto, è vietato il sacrosanto diritto divino di assistere alla messa, con le conseguenti grazie che ne derivano per ciascuno di noi, in quanto desiderosi di vivere una spiritualità mai abrogata, in comunione con IL SANTO PADRE E LA CHIESA CATTOLICA UNIVERSALE, dato che sono pochissimi i preti che la celebrano? Padre Martin de Cochem scrisse tra il il ‘600 e il ‘700 queste significative parole: “Una sola Messa ascoltata bene in vita sarà più vantaggiosa per la tua anima più di tante Messe offerte per te dopo la tua morte”. E poi Santa Veronica Giuliani affermo’:”Chi partecipa alla Santa Messa devotamente, acquista forza per resistere ad ogni tentazione del demonio, del mondo e della carne”. Mi auguro che questa lettera possa avere la giusta attenzione e, soprattutto, far capire che, pur volendo vivere la spiritualità tridentina, si resta sempre in comunione con il Papa, con la Santa Chiesa e a servizio per la Gloria di Dio e per le anime. In cordibus Jesu et Maria.

Cordiali saluti

8 settembre 2019 Nativita’ di Maria

2 Commenti a "Lettera da Benevento"

  1. #lister   14 Settembre 2019 at 10:32 am

    “… si resta sempre in comunione con il Papa…”
    Niente, non ci arrivano proprio!

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  2. #bbruno   14 Settembre 2019 at 7:02 pm

    Lei si chiede ( mi scusi l’intromissione) “perché nella chiesa attuale tutto è permesso fuorché la celebrazione della Santa Messa Tridentina”, e non s’accorge che lei stesso si è data la risposta: perché questa non è la Chiesa di Cristo, che sempre ‘attuale’ è, in quanto vera e propria, autentica, Chiesa di Cristo, ‘semper idem’ a se stessa, e non ‘attuale’ in riferimento al tempo presente. Dire ‘chiesa attuale’ , nel senso da lei espresso, significa dire ‘ chiesa del momento’ e tutte le chiese di ‘un’ dato momento sono chiese fasulle, legate al tempo e ai suoi umori, e capricci, e. per questo, chiese che non possiedono la genuinità -l’autenticità – della vera e propria Chiesa, e quindi chiese in opposizione alla Chiesa, in tal modo avendo in odio tutti quello che appartiene alla Chiesa vera, che “semper idem” è.
    Che quel ‘papa’, della stessa pasta di questi che “tutto permettono fuorché….” (altro che “SANTO PADRE…. ), abbia emanato il Motu proprio in questione, bisogna solo fargli tanto di cappello per l’astuzia dimostrata, quella di volere rendere credibile , o per lo meno accettabile, presso i ‘nostalgici sentimentali’ della messa tridentina, la nuova messa (quella ‘del momento’) pareggiandola con quella ( “due forme dello stesso rito”); in realtà, attentando alla credibilità dell’antica dicendola pari alla nuova. Astuto quindi fino a un certo punto, fino al punto d’un attento esame (purtroppo non alla portata di gente abituata solo a giurare sull’autorità, anche quando gli atti di questa , dimostrano la nulla autorità di chi compie quegli atti… Perchè chi tradisce la fede cristiana , papa non è , e nememno cristiano.. .
    E lasciamo perdere dove si possa trovare un “sacerdote idoneo” alla celebrazione della Messa tridentina… Non certo tra i ‘sacerdoti ‘ sfornati col Pontificalis Romani di Paolo VI (anno 1968) …Che, non dimentichiamolo, per una Messa valida ci vuole un rito valido e un sacerdote altrettanto validamente tale…

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