“Perché ci siamo convertiti?”. Julien Green e la messa nuova

Lo scrittore Julien Green (1900-1998) nato e cresciuto nell’Anglicanesimo, nel 1916 successivamente alla morte della madre si convertì, col resto della famiglia, al Cattolicesimo Romano. Questa la sua reazione – una reazione condivisa da molti convertiti dalle sette della Riforma – di fronte alla messa di Paolo VI.

Il dottor Rowan Williams, in arte Arcivescovo anglicano di Canterbury, e Benedetto XVI durante la Celebrazione Ecumenica nel Westminster Abbey il 17 settembre 2010). Ricordiamo che per infallibile ed irriformabile sentenza di Giulio III, Paolo IV e Leone XIII gli ordini anglicani sono invalidi, ergo trattasi di semplici laici travestiti da prete o vescovo.

“Un giorno ero in campagna con mia sorella Anna, assistemmo ad una messa, in televisione: quella domenica: quella domenica il parroco del villaggio era assente. Mi ricordo che, girando le pagine del mio messale francese, mi sforzavo di riconoscere sullo schermo qualcosa che somigliasse ad una messa. Ciò che riconobbi, come anna da parte sua, fu una imitazione assai grossolana del servizio anglicano che ci era familiare nella nostra infanzia. Il vecchio protestante che sonnecchia in me nella mia fede cattolica si risvegliò davanti all’evidente ed assurda impostura che ci offriva lo schermo, e, terminata quella strana cerimonia, domandai semplicemente a mia sorella: “Perché ci siamo convertiti?”

(J. Green, Ce qu’il faut d’amour à l’hommo, 1978, cit in si si no no, Anno XIV-n. 8, 30 aprile 1988, pp. 5-6). Testo raccolto da Giuliano Zoroddu.


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