Quel ‘Nuovo Umanesimo’ che sa di repubblica universale massonica

di Giuliano Zoroddu

Bergoglio ad Assisi il 20 settembre 2016 per l’incontro coi capi delle altre religioni. L’incontro è il quarto dopo i primi due di Giovanni Paolo II nel 1986 e nel 2002 e il terzo di Benedetto XVI nel 2011. Foto ©santegidio.org

“Nuovo Umanesimo”. L’espressione, già usata da Giuseppe Conte, che rimanda inevitabilmente a quell’ossessione di Paolo VI che era “il culto dell’uomo”, è stata usata anche da papa Bergoglio nel Videomessaggio per il lancio del patto educativo del 12 settembre u.s. :

Carissimi,
nell’enciclica Laudato si’ ho invitato tutti a collaborare per custodire la nostra casa comune.
Per capire quanto urgente sia la sfida che abbiamo davanti dobbiamo puntare sulla educazione, che apre la mente e i cuori ad una comprensione più larga e più profonda della realtà.
Serve un patto educativo globale che ci educhi alla solidarietà universale, a un nuovo umanesimo.
Per questo ho promosso un evento mondiale che si terrà il 14 maggio 2020.
In un momento di estrema frammentazione, di estrema contrapposizione, c’è bisogno di unire gli sforzi, di far nascere un’alleanza educativa per formare persone mature, capaci di vivere nella società e per la società.
Ogni cambiamento, però, ha bisogno di un cammino educativo. Noi non possiamo fare un cambiamento senza educare a quel cambiamento.
Un proverbio africano recita che “per educare un bambino serve un intero villaggio”. Ma dobbiamo costruirlo, questo villaggio. Tutti insieme, per educare i bambini, per educare il futuro.
E dobbiamo bonificare il terreno dalle discriminazioni, come ho sostenuto nel Documento che ho recentemente sottoscritto con il Grande Imam di Al-Azhar ad Abu Dhabi.
Dobbiamo fare in modo che questo villaggio faccia crescere in tutti la consapevolezza di ciò che unisce le persone e tutte le componenti della persona; lo studio e la vita; le generazioni; i docenti e gli studenti, la famiglia e la società civile con le sue espressioni politiche, produttive, imprenditoriali e solidali.
Dobbiamo fare in modo che in questo villaggio nasca una convergenza globale per un’alleanza tra gli abitanti della Terra e la “casa comune”, affinché l’educazione sia creatrice di pace, di giustizia, sia accoglienza tra tutti i popoli della famiglia umana nonché di dialogo tra le loro religioni. Un villaggio universale, ma un villaggio anche personale, di ognuno.
Dobbiamo fondare i processi educativi sulla consapevolezza che tutto nel mondo è intimamente connesso ed è necessario trovare altri modi di intendere l’economia, la politica, la crescita e il progresso.
Dobbiamo avere il coraggio di formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità.
Per questo desidero incontrarvi a Roma: per promuovere insieme ed attivare questo patto educativo.
Insieme a voi, faccio appello a tutte le personalità pubbliche che a livello mondiale sono già impegnate nel delicato settore dell’educazione delle nuove generazioni. Ho fiducia che non si tireranno indietro.
Cerchiamo insieme di trovare soluzioni, avviare processi di trasformazione, senza paura. Invito ciascuno di voi ad essere protagonista di questa alleanza.
L’appuntamento è per il giorno 14 maggio 2020 a Roma.
Vi aspetto e fin d’ora vi saluto e benedico. Grazie.

Siffatte parole sarebbero state aborrite da molti “umanisti” storici come un Cesarini, un Bessarione, un Piccolomini – per citare gli umanisti ecclesiastici – che spesero la loro vita non solo per le belle lettere, ma anche per l’edificazione, il rafforzamento e la propagazione della Cristianità, a discriminazione di eretici, Turchi e “simile lordura”.
Parole abominevoli perché fa ribrezzo che l’occupante la Sede Apostolica si esprima con tale piattitudine e soprattutto che si esprima senza nessun accenno a Gesù Cristo con un discorso agnostico (il modernista è agnostico prima che panteista) che starebbe bene sulle labbra di un qualunque Gran Maestro di Massoneria.
Ed infatti cos’è quella repubblica universale vagheggiata dalla Setta, dalla Sinagoga di Satana, se non un’anticristica società ove Dio, il Dio personale, il Dio rivelato, non è discrimine fra vero e falso; ove Gesù Cristo non sia più la pietra di scandalo ad edificazione del corpo della Chiesa e della società e a distruzione dei perversi; ove tutto si svolga sul piano orizzontale, meramente materiale? Insomma una società “pacificata” in quanto vien tolta di mezzo la “spada” divisoria di Gesù Cristo, preferibilmente animata da una religione universale frutto del dialogo e retta da organismi sovranazionali (tutto ciò si trova espresso in Laudato sì, con rimandi ai papi conciliari e postconciliari)! Ossia “una convergenza globale per un’alleanza tra gli abitanti della Terra e la “casa comune”, affinché l’educazione sia creatrice di pace, di giustizia, sia accoglienza tra tutti i popoli della famiglia umana nonché di dialogo tra le loro religioni”.
Sortirà pace e giustizia tutto ciò? No, nient’affatto: non solo non c’è Gesù Cristo, che il principe della pace!
Ascoltiamo il programma dei Pontefici del recente passato e ce ne accorgeremo. “No, Venerabili Fratelli – bisogna ricordarlo energicamente in questi tempi di anarchia sociale e intellettuale, in cui ciascuno si atteggia a dottore e legislatore -, non si costruirà la città diversamente da come Dio l’ha costruita; non si edificherà la società, se la Chiesa non ne getta le basi e non ne dirige i lavori; no, la civiltà non è più da inventare, né la città nuova da costruire sulle nuvole. Essa è esistita, essa esiste; è la civiltà cristiana, è la civiltà cattolica. Si tratta unicamente d’instaurarla e di restaurarla senza sosta sui suoi fondamenti naturali e divini contro gli attacchi sempre rinascenti della malsana utopia, della rivolta e dell’empietà: “omnia instaurare in Christo” diceva san Pio X nella Notre charge Apostolique. E ancora Pio XI nell’enciclica Quas primas sulla Regalità sociale di Cristo: “Nella prima Enciclica che, asceso al Pontificato, dirigemmo a tutti i Vescovi dell’Orbe cattolico — mentre indagavamo le cause precipue di quelle calamità da cui vedevamo oppresso e angustiato il genere umano — ricordiamo d’aver chiaramente espresso non solo che tanta colluvie di mali imperversava nel mondo perché la maggior parte degli uomini avevano allontanato Gesù Cristo e la sua santa legge dalla pratica della loro vita, dalla famiglia e dalla società, ma altresì che mai poteva esservi speranza di pace duratura fra i popoli, finché gli individui e le nazioni avessero negato e da loro rigettato l’impero di Cristo Salvatore. Pertanto, come ammonimmo che era necessario ricercare la pace di Cristo nel Regno di Cristo, così annunziammo che avremmo fatto a questo fine quanto Ci era possibile; nel Regno di Cristo — diciamo — poiché Ci sembrava che non si possa più efficacemente tendere al ripristino e al rafforzamento della pace, che mediante la restaurazione del Regno di Nostro Signore”.
Evidentemente sono parole divisive, discriminante, rigide, ma parole cristiane.


http://bit.ly/2zdsEFR
http://bit.ly/2ze5VJV

Un commento a "Quel ‘Nuovo Umanesimo’ che sa di repubblica universale massonica"

  1. #Vittoriano Mezzi   15 Settembre 2019 at 10:32 pm

    È ALLARME ROSSO con il Governo del NUOVO UMANESIMO

    “Manipolazione” di Ben Goossens Sebirblu, 5 settembre 2019 Sei giorni fa “l’Avvocato del diavolo” pardon…

    Rispondi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.