Matteo Maria Zuppi, Romano, classe 1955. Legatissimo alla Comunità di Sant’Egidio, quella che ogni anno trasforma Santa Maria in Trastevere in una taverna per il pranzo di Natale e si situa fra i maggiori sponsor degli incontri ecumenici ed interreligiosi, nel 2012 viene eletto da Benedetto XVI Vescovo Titolare di Villanova ed Ausiliare di Roma, carica che lascerà nel 2015 quando Francesco lo promuoverà Arcivescovo Metropolita di Bologna.
Come annunziato oggi da Bergoglio, nel Concistoro del prossimo 5 ottobre sarà annoverato fra i Cardinali di Santa Romana Chiesa.

La notizia è stata accolta festosamente da personaggi come il padre James Martin della Compagnia non-più-di Gesù impegnato per la genderizzazione della Chiesa, per il fatto che si tratta dell’esaltazione all’alto rango di “un grande supporter dei cattolici LGBT”.

I medesimi sensi di compiacenza li ha espressi l’ineffabile senatrice Cirinnà

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Ricordiamo inoltre come il prossimo Principe della Chiesa considerasse “genuine” le lotte di Giacinto Pannella in arte Marco: quelle lotte si chiamano divorzio, aborto libero, droghe libere, laicità totale. Ma non ci possiamo certamente stupire: chi gli imporrà la berretta rossa chiamò Emma Bonino “grande italiana”.

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Le vicende di questo Prelato, un modernista della peggior specie, fanno anche riflettere sulla questione liturgica. Infatti per ben due volte il Nostro pontificò in Roma secondo l’antico rito, fra l’euforia di un certo mondo “tradizionalista”. Se si vuole seriamente combattere la battaglia per la Messa di San Pio V, ci si assicuri che di San Pio V si conservi anche la fede.

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