A giorni si chiude il Sinodo. Ecco cosa si muove nei “circoli minori”.

Realizziamo questo testo da alcuni articoli a loro modo interessanti, in particolare uno de Il Fatto Quotidiano (Marco Politi, 20 ottobre) e uno pubblicato su Avvenire (Lucia Capuzzi, 18 ottobre). Grassettature nostre.

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Insomma: il Sinodo a giorni si chiude e avrà luogo la votazione (maggioranza dei 2/3) del documento finale.

Ma che si muove nei circoli e quali scenari si profilano?

Su Avvenire, con l’articolo Sinodo per l’Amazzonia. Circoli minori: istituire un “rito amazzonico” si descrive un quadro complesso:

Per quanto attiene all’aspetto più ecclesiale, i gruppi, con parole diverse, hanno espresso la necessità di una maggiore formazione sempre più inculturata, di un lavoro vocazione intenso, di una valorizzazione del ruolo dei laici e del rifiuto del clericalismo. Il Circolo italiano B ha caldeggiato la via di «un rito amazzonico che permetta di sviluppare sotto l’aspetto spirituale, teologico, liturgico e disciplinare la ricchezza singolare della Chiesa cattolica in Amazzonia». Esistono già 23 riti differenti: il modello di quello amazzonico – ha sottolineato l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione – potrebbe essere quello delle Chiese orientali, il quale potrebbe prevedere anche un sacerdozio uxorato. Su quest’ultimo tema, le posizioni sono estremamente variegate: il gruppo italiano A ha evidenziato al suo interno voci pro e contro e ha proposto un Sinodo universale sul celibato; i Circoli portoghesi A e B e quelli spagnoli B e C hanno profilato l’ordinazione sacerdotale di anziani sposati; gli altri hanno chiesto approfondimenti.

Elementi confermati da Politi, sul Fatto Quotidiano, che però lancia una piccola allerta:

Anche su come conciliare la visione spirituale delle antiche tribù con i valori evangelici, valorizzando la religiosità tradizionale e inculturando il cristianesimo nel vissuto degli indigeni, arrivando forse a definire anche particolari forme di “rito amazzonico” (così come storicamente la Chiesa accettò riti di tradizione orientale), si potrà trovare alla fine una formulazione finale che soddisfacente per i due terzi dei votanti.

Ma sul punto scottante dell’ordinazione sacerdotale di viri probati (uomini ammogliati di provata fede e moralità) conterà ogni singolo voto. Una larga maggioranza di intervenuti, si racconta dietro le quinte, è intervenuta a favore dell’innovazione. Perché non è possibile che il 70% delle comunità ecclesiale amazzoniche vedano un prete soltanto una o due volte l’anno. Perché è inaccettabile che non possano assistere alla celebrazione dell’eucaristia a Pasqua, Natale o Pentecoste: nutrendosi solamente di ostie consacrate in anticipo e mandate avventurosamente nelle parrocchie.

Prosegue:

I favorevoli a ordinare uomini sposati, calcolano i più ottimisti, sono tra il 55 e il 60% dell’assemblea. Una novità importante. Ma nelle votazioni bisogna superare quota 66%. E sarà decisiva anche la formulazione del testo. Si “chiederà” al papa di introdurre l’innovazione? La si definirà “necessaria”? Si proporrà una “dispensa” sperimentale? Ci si limiterà a proporre di studiarla?

L’esito dei gruppi di lavoro, riunitisi la settimana scorsa, offre qualche indicazione sull’equilibrio delle forze in aula. Su dodici gruppi (i cosiddetti circuli minores costituiti per aree linguistiche) ben cinque si sono detti a favore dell’innovazione. Sono i gruppi Italiano A, Portoghese A e B, Spagnolo C e D.

A questo blocco va aggiunto il gruppo di lavoro Spagnolo B che chiede al pontefice di “conferire il sacerdozio a uomini sposati per l’Amazzonia, in modo eccezionale, secondo circostanze specifiche e per alcune etnie determinate, stabilendo chiaramente le ragioni che lo giustificano”. E’ un Sì condizionato, ma è un . Anche perché il gruppo aggiunge che in nessun modo deve trattarsi di un sacerdozio di “seconda categoria”.

Dunque metà dei gruppi di lavoro del sinodo spinge per questa rivoluzione: uomini sposati sull’altare a celebrare l’eucaristia. Altri due gruppi, Portoghese C e D, chiedono ulteriori approfondimenti. Contrari i vescovi dei gruppi Italiano B, Spagnolo A ed E e il bilingue Inglese-Francese.

Non a caso l’articolo di Politi si intitola: Sinodo, sull’Amazzonia non sarà difficile trovare la linea. È il celibato sacerdotale a dividere.

Nel frattempo dal Faro di Roma si fa suonare l’allarme:

Venerdì 25 ottobre, si svolgerà a Roma l’annuale Pellegrinaggio Internazionale del Populus Summorum Pontificum, che ha raggiunto la sua ottava edizione. […] L’aspetto un po’ inquietante è che il pellegrinaggio coincide con la chiusura del Sinodo Speciale sull’Amazzonia che i tradizionalisti stanno contestando con argomenti non molto plausibili ma contribuendo così a una polarizzazione del tutto fuori luogo.

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