Questa rubrica di Radio Spada, agile collezione di appunti sparsi, schegge e notarelle epigrammatiche, non nasce senza una pretesa che, nel suo piccolissimo – per non dire infimo –, ha del rivoluzionario. Per la prima volta, infatti, due laici, con toni volutamente leggeri, senza alcuna pretesa d’esaustività, consegnano ai lettori una sorta di autodiagnosi del cosiddetto mondo “sedevacantista” italiano. Lo fanno, si diceva, con quel poco di acume che Dio ha avuto la benevolenza di donare loro, consapevoli che in tempi ferrigni come quelli in cui stiamo vivendo, ormai privati di tutto, persino della dignità, l’autoironia è forse l’unica cosa che rimane: non ridarà la speranza, non risolleverà i cuori, ma almeno – si spera – strapperà un sorriso e, chissà, magari toglierà un po’ di polvere dalle menti appassite. A tal proposito è bene precisare che non è intenzione degli autori offendere nessuno. Saranno elencati numerosi limiti di un mondo marginale, angusto, a tratti persino fetido, ma un mondo a cui loro sentono irrevocabilmente d’appartenere. Ci potranno essere persino sferzate indelicate. Nel qual caso saranno date con la medesima asprezza di quelle che pure loro meriterebbero. Ogni difetto evidenziato è quindi anche e soprattutto loro, anzi, forse loro stessi sono il peggio che questo piccolo mondo antico abbia mai prodotto. Non è falsa modestia: in tempi di mediocrità diffusa come quelli in cui viviamo, essere pessimi è pur sempre un segno di distinzione [RS].

di Luca Fumagalli e Piergiorgio Seveso

Certamente l’apologetica cattolico-integrale oggi, grazie alle moderne tecnologie e ai social networks (dall’ormai antico Facebook all’agile Instagram), può essere più rapida, efficace ed immediata. Le prediche un tempo confinate all’ascolto di pochi, talvolta assonnati o infreddoliti, possono essere fruite da tutti e a tutte le latitudini, così come le conferenze, le interviste, le repliche polemiche a stretto giro di posta. Tutto si è fatto facile, liquido e scorrevole sulle nostre pagine. Se un tempo per dirimere annose dispute bisogna attendere (in qualche caso con bramosia) rivistine o opuscoli stampati su due piedi e senza troppa cura estetica, oggi basta un click e possiamo vedere in faccia gli interlocutori o i maestri, le loro espressioni facciali, il tremolio degli zigomi, la voce forte o querula, gli accentuazioni e le pause nei discorsi. Tutto è dato e spesso non si coglie la meraviglia di un così notevole progresso. D’altro canto, pur in questo clima di grande innovazione, molto spesso tutto segue dei abituali cliques, dei ritmi codificati da sperimentate consuetudini e rafforzati dal consenso di un pubblico abituato e abitudinario.

In altri casi invece il lampo di genialità fa vivere dei percorsi apologetici nuovi o difficilmente messi in cantiere: pubblici confronti, riduzioni teatrali dei principali temi di attualità e di decomposizione ecclesiale (come abbiamo fatto noi stessi nel 2016 alla festa di Radio Spada di Reggio) oppure video come quello che vi presentiamo oggi in questa rubrica. Il noto padre Cekada, sedevacantista americano di lunghissima data, volgarizza il delicato tema del riforme liturgiche dei primi anni Cinquanta, ispirate da Annibale Bugnini e generalmente rifiutate dalla maggior parte del mondo sedevacantista, anche se realizzate durante il regno assediato ma ancora felice di Papa Pio XII.

Con un video folgorante, surreale ed ironico, in pieno stile situazionista e a tratti dadaista, padre Cekada viene trasportato da un’improbabile macchina del tempo al cospetto del Pastor Angelicus e inizia con lui un incalzante colloquio sulla bontà o dannosità di quelle riforme. Il risultato è esilarante e al contempo dal forte impatto apologetico. Prima di riprendere le consuete puntate di questa quanto mai necessaria rubrica, ci prendiamo un pausa per goderci insieme la visione di questo video esemplare, per stile ancor prima che per contenuti.

Elenco delle puntate precedenti

I sottoscala dell’esistenza

Catacombe e osterie

Aberrazione e abitudine

Thuc: un vietnamita per amico

101 personalità sedevacantiste

Monsignor Joseph Selway un nuovo vescovo per la Sede vacante

In morte dell’abbè Jean Siegel

Non possumus arriva in Francia

Non possumus arriva in Francia: una nuova puntata

In mortem di S.E.R. Mons. Francis Slupski CSSR

Policentrismo sedevacantista: una mappa

Sede vacante e guerra civile

Roma senza Papa: un romanzo di Guido Morselli

Rocche, fortilizi e casematte

Un nuovo vescovo sedevacantista James Carroll

Monsignor Paul Petko (1956-2018) In memoriam

La sindrome della trattoria semivuota 

In memoria di Padre Joseph Collins 

[At the foot of the vacant throne] “Fortresses, forts and bunkers”

[Au pied du trône vacant] “Forteresses, Fortalices et casemates”

[U podnóża pustego tronu] Twierdze, Forty i bunkry

[Al pie del trono vacante] “Fortalezas, fortalices y bunkers”

La Tesi di Cassiciacum spiegata in inglese

I quadernetti della restaurazione

Puntate onorarie:

Orgogliosi di essere la vergogna della Tradizione

Radio Spada: cinque anni di battaglie

Una rivisitazione della Traviata