“Halloween” nei libri liturgici tradizionali pre-1955

Nota di Radio Spada : Già altre volte nel corso degli anni ci siamo occupati della controversa festa Halloween, dalle sue origini remote ed oscure alla versione commerciale contemporanea, pertanto non ritorneremo sull’argomento. Ci piace con il presente condividere con i Lettori un articolo di Liturgical Arts Journal la sua versione liturgica romana: la inglese All Hallows Eve (o Halloween nella corruzione del nome), la Vigilia di Ognissanti.

di Claudio Salvucci da liturgicalartsjournal.com.
Traduzione a cura della Redazione

L’Ufficio di Hallowen nella traduzione del Breviario Romano del Marchese di Bute

Halloween è una festa liturgica. Chiunque sarebbe perdonato se non lo sapesse, perché quasi nessuno la ritiene più tale, a tal punto che alcuni cattolici sono dell’opinione che dovremmo lavarci le mani dell’intera faccenda. Ma Halloween è sempre appartenuta correttamente alla Chiesa, e come tale dovrebbe essere un obiettivo strategico chiave in una Reconquista culturale. Per illustrare il perché, vorrei attraversare il giorno del 31 ottobre, non come il mondo lo celebra ora, ma come lo ha celebrato la Chiesa Latina per secoli, elencato nel Martirologio come Vigilia omnium Sanctorum.

L’Ufficio di Mattutino

Il 31 ottobre sarebbe iniziato tradizionalmente con l’ufficio del Mattutino prima dell’alba. Tradizionalmente, nei giorni feriali di ottobre il Mattutino presentava letture dai Libri dei Maccabei. Ma il 31 le letture passano a Luca, 6 e all’omelia di Ambrogio sulle Beatitudini. Queste lezioni assegnate ad Halloween provengono dal comune “di molti Martiri”, e vedremo questo tema delle Beatitudini riapparire non solo più tardi nel giorno della vigilia, ma anche nella festa seguente di Ognissanti.

L’altro elemento unico dell’Ufficio per Halloween è la orazione colletta, presa dalla Messa e riferita alla gioia di tutti i santi e alla “gloriosa e solenne commemorazione” del giorno successivo. Ritorneremo su questa orazione colletta più tardi, ma basti dire che possiamo già vedere ancor prima del sorgere del sole il 31 ottobre ed invero in precedenza alla voce del martirologio letta all’Ora di Prima del 30, che la sacra liturgia avesse isolato il giorno di oggi come qualcosa di speciale.

La messa

In quanto vigilia, la Messa di Halloween ha visto l’altare e il sacerdote rivestiti del viola penitenziale. Aveva canti e letture proprie. Nel complesso, anticipano la gioia della festa successiva, anche se spesso con un tocco leggermente diverso. L’inizio dell’introito di Halloween, Judicant sancti gentes, et dominantur populis (I santi giudicano le nazioni e governano i popoli), colpisce per il tono più severo che rimanda al Giudizio Finale, rispetto al puramente esultante introito di Tutti i Santi Gaudeamus omnes in Domino (Rallegriamoci tutti nel Signore), anche se entrambi finiscono con stesso Salmo: Exsultate, justi, in Domino (Esultate, giusti, nel Signore).

Nel graduale e nell’offertorio di Halloween, si noti il tempo grammaticale di exsultabunt e laetabuntur: “I santi si rallegreranno della gloria, saranno felici nei loro giacigli”. Il futuro qui sembra avere un doppio senso, non solo aiuta a indicare la festa del giorno successivo, ma invita anche ad un confronto tra ciò che godono i santi canonizzati ora e ciò che un giorno raggiungeranno i fedeli cristiani e le anime del Purgatorio.

La Messa di Halloween segna l’apparizione drammatica dell’Apocalisse nelle letture liturgiche. Invece di un’epistola paolina, ci troviamo improvvisamente di fronte alle immagini spettacolari e criptiche di San Giovanni: un agnello con sette corna e sette occhi, arpe e cori, angeli che circondano il trono. È una visione sorprendente e continuerà a svolgersi per il resto di Hallowtide. Ma solo qui nella veglia vediamo la dottrina della preghiera di intercessione prendere una forma così pittoresca come le “fiale d’oro piene di odori, che sono le preghiere dei santi”. La lezione ci presenta anche un primo assaggio di universalità o cattolicità dei santi – Cristo ci ha “riscattato per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù, lingua, popolo e nazione”, un tema su cui torneremo ai Vespri.

Il Vangelo del giorno, come a Mattutino, è tratto dal sermone di Cristo sulla pianura di Luca, 6. Si crea quindi un bel parallelo col Vangelo del giorno di Tutti i Santi, che presenta il sermone sul monte di Matteo, 5. Entrambi i testi ci riferiscono le Beatitudini e ci indicano il cammino verso la santità. Ma, cosa molto interessante, il Sermone sulla pianura di Luca presenta anche un esorcismo: “E quelli che erano turbati da spiriti impuri sono stati curati”. Non è un tema importante della Messa di Halloween, certo, ma la sua presenza qui è tempestiva promemoria dei nostri nemici nella battaglia spirituale, allora come adesso. Un altro accenno sottile può essere trovato nel versetto del Comunio Justorum animae, che ci ricorda che “il tormento della malizia” non deve toccare il giusto.

I “Vespri neri”

Questo ufficio dal nome strano è invero il Vespro dei Morti: qui il “nero” si riferisce al colore dei paramenti. Questi vespri non si trovano in realtà il giorno di Halloween in nessuno dei libri liturgici ufficiali della Chiesa. Il loro vero posto liturgico è dopo i Secondo Vespri di Tutti i Santi il ​​1° novembre. Ma ho incluso questo ufficio qui poiché c’era una tradizione bretone di dirlo nel pomeriggio della veglia – apparentemente devozionale (per riferimenti storici, vedi qui e qui). Potrebbe anche essere fiorito in altri luoghi, poiché si diceva che la Bretagna fosse particolarmente conservatrice nella conservazione delle antiche usanze medievali.

I “Vespri neri” iniziano con l’antifona “Camminerò davanti al Signore nella terra dei vivi” – e forse qui possiamo vedere l’origine dell’idea che ad Halloween le anime scomparse tornino sulla terra. I neopagani hanno fatto molto di questa credenza popolare, spesso sostenendo che fosse una traccia persistente dei “vecchi usi”, con prove fragili e ipotesi troppo ottimistiche di sopravvivenza pagana. Questo antifone sembra offrire una fonte molto più plausibile e una spiegazione migliore per la presenza di questa convinzione in paesi diversi.

Nei luoghi in cui si è detto, i “Vespri Neri” hanno infuso ad Halloween lo spirito solenne del giorno di tutte le anime – e ricordavano ai cattolici che guardavano verso il cielo i loro cari defunti ancora sofferenti in Purgatorio. Oggi possiamo usare moltissimo questo promemoria, soprattutto perché i funerali cattolici si sono troppo spesso deformati in pseudo-canonizzazioni, con il defunto subito e con avventatezza dati come già nel godimento del paradiso, senza bisogno delle nostre preghiere.

Primi vespri di Tutti i Santi

Infine, arriviamo ai vespri assegnati per il 31 ottobre: ​​i primi vespri di Ognissanti. Nella luce fioca del tramonto, la Chiesa inizia ufficialmente la sua celebrazione di quella grande festa, dopo aver messo da parte il viola penitenziale e il nero triste, e vestendosi dell’esultante gloria del bianco e dell’oro.

Riecheggiando la lezione della messa, le antifone ripercorrono audacemente tutta la storia e tutta la geografia dei ranghi celesti: “Vidi una gran turba, che nessuno poteva contare, di tutte le genti, che stavano davanti al trono”; “Ci hai ricomprati, o Signore Dio, col tuo sangue da ogni tribù e lingua e popolo e nazione, e ci hai fatti regno del nostro Dio”

I Vespri di Tutti i Santi ci presentano una rassegna di personaggi storici e ultraterreni di ogni tipo, disposti davanti a noi in un grande spettacolo colorato.

La sequenza Placare Christi si rivolge in ogni verso agli angeli, agli Apostoli, ai martiri imporporati, al coro di vergini e confessori. La Antifona al Magnificat nomina solo la classe dei santi per correre verso la successiva con pura gioia: “O voi angeli, voi arcangeli … O voi patriarchi e profeti, voi santi Dottori della Legge, … O voi apostoli, o tutti voi martiri di Cristo, voi santi confessori, voi vergini del Signore, voi eremiti … O tutti voi santi figli di Dio”.

Mentre i Vespri si concludevano, il laico cattolico di epoche passate si ritirava con tutti questi grandi temi e concetti nuovi nella sua mente, preparandosi alla festività del giorno successivo. Durante il giorno avrebbe visto i paramenti sacerdotali passare dal viola penitenziale al nero cupo, al bianco o all’oro. E cosa costituisce oggi la tavolozza dei colori di Halloween? Viola, nero, bianco e arancione: si abbina quasi perfettamente alla liturgia della Chiesa, salvo le caratteristiche tonalità dell’autunno nordamericano.

Questo è Halloween come tradizionalmente previsto dalla Chiesa: un colorato spettacolo in cui tutte le nazioni e anche i vivi e i morti si uniscono per dare gloria a Dio.

 Hallowtide Triduum

Purtroppo, nonostante la sua lunga storia e ricca tradizione, la vigilia di Tutti i Santi fu una delle veglie completamente abolite nel 1955. Di conseguenza, anche le parrocchie tradizionali della Messa latina, che generalmente usano i libri del 1962, non offrono la liturgia che ho descritto sopra. I Primi Vespri di Tutti i Santi rimangono ancora, ovviamente, anche nel Messale del 1970, ma l’abolizione della veglia ha trasformato la prima parte della giornata semplicemente in un’altra “Messa della stagione” generica. Il Triduo e la sua ottava successiva non sono più. Sono finiti anche i parallelismi liturgici tra Halloween, Tutti i Santi e Tutte le anime, con le loro sottili variazioni e temi intrecciati.

Tuttavia sono ricordati con rammarico. In tutto il mondo, le liturgie di Hallowtide erano state a lungo fantasiosamente amplificate da tradizioni e costumi popolari: Souling nelle Isole britanniche, Pão-por-Deus in Portogallo, Dia de Muertos in Messico e Pangangaluwa nelle Filippine. Pregare per i defunti della famiglia e dei vicini era un fenomeno diffuso. In alcune aree come la Scozia e l’Irlanda, i bambini andavano mascherati dopo il tramonto, portando lanterne di rapa e cantando o recitando versi.

Ma l’ancora originale di tutte queste usanze era la liturgia della Chiesa. Molti di loro erano già stati seriamente compromessi dopo la Riforma e in Inghilterra le usanze di Halloween erano state persino abolite dalla legge. Ma quando la Chiesa stessa ha tirato su l’ancora, nulla ha potuto impedire alle varie tradizioni popolari persino nei paesi cattolici di spostarsi senza meta.

Cosa possiamo fare? Diamo prima un buon esempio nelle nostre case, ripristinando il liturgico Halloween nei nostri cuori e nei nostri focolari. I testi di questa meravigliosa vigilia, sia della Messa che dell’Ufficio, ci offrono alcune devozioni eccellenti per la giornata. Se avete a portata di mano un Messale e un Breviario precedenti al 1955, le preghiere sono pronte e disponibili lì per essere utilizzate. In alternativa, ci si può accedervi online usando il link […] Se non altro, faremmo un immenso bene prendendoci qualche secondo quel giorno, mentre ci prepariamo per qualsiasi festività, per pregare devotamente la Colletta della Vigilia di tutti i Santi:

Signore, Dio nostro, moltiplica su di noi la tua grazia: e concedici di conseguire con una santa vita la felicità di coloro, alla cui gloriosa, solennità ci prepariamo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.








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