A cura di Giuliano Zoroddu
Dalle
Conferenze sul Simbolo degli Apostoli, su i Sacramenti e su i Comandamenti di Dio e della Chiesa del Sig. Chevassu della Diocesi di S. Claude, Prima Edizione tradotta dal francese, Tomo Terze, Firenze, Presso Guglielmo Patti, 1817, pp. 42-47.
Il testo è stato adattato al linguaggio corrente.

D. Dove sono i santi Angeli, e quale è il loro obbligo?

R. Essi sono in Cielo sempre presenti a Dio; essi lo vedono, lo adorano e sono ad esso uniti per tutta l’eternità: Semper vident faciem Patris mei qui in Coelis est, dice Gesù Cristo (Matth. 18, 10). Essi sono i ministri di Dio sempre pronti ad obbedirlo, e di essi si serve Iddio per eseguire i suoi ordini rispetto alle creature e soprattutto rispetto agli uomini: Omnes sunt administratorii spiritus in ministerium missi, propter eos qui haereditatem capiunt salutis [Sono essi tutti spiriti ministri, che sono mandati al ministero in grazia di coloro, i quali acquisteranno l’eredità della salute], dice s. Paolo (Hebr. 1, 14). Questo è anche il senso etimologico della parola Angelo che significa Inviato, Ambasciatore, Messaggero. Iddio li invia ad annunziare la nascita degli uomini grandi, come d’Isacco, di Sansone, di san Giovanni Battista e di Gesù Cristo stesso. Essi sono da lui deputati per condurre e proteggere i suoi amici, come lo fu l’Angelo Raffaele a Tobia. Essi sono anche incaricati di esercitare la sua giustizia contro gli scellerati, come quelli che furono spediti a Sodoma, e come l’Angelo sterminatore che uccise tutti i primogeniti di Egitto. Finalmente essi son destinati ad annunziare i voleri del Signore ai suoi profeti ed ai suoi servi, come quelli che furono deputati ad Abramo, a Daniele, a Zaccaria, etc. Essi presiedono alle nazioni ed agli stati. Infatti san Michele è riconosciuto per l’Angelo del popolo di Dio; Daniele ci parla dell’Angelo della Persia (Daniel, 1), e gli Atti degli Apostoli ci parlano di quello della Macedonia (Act. 16). Zaccaria parla anche degli Angeli di diverse nazioni (Zac. 1). Le chiese, le sacre società, i luoghi sacri hanno essi pure i loro Angeli, secondo la Scrittura e i Padri. S. Giovanni nell’Apocalisse scrive agli Angeli delle sette Chiese d’Asia; sotto qual nome egli non intende solamente i Vescovi che ne sono gli Angeli visibili, ma anche gli Angeli o i tutelari invisibili che le governano: Non solum episcopos ad tuendum gregem Dominus ordinavit, sed etiam Angelos designavit, dice sant’Ambrogio (in Luc, l. 2.); e per quel che riguarda i luoghi santi in cui si celebrano i divini misteri, non temete, aggiunge lo stesso Santo, che non vi s’incontri l’Angelo allorché vi è Gesù Cristo e allorché vi si sacrifica: Ne dubites assistere Angelum quando Christus assistit, quando Christus immolatur (ivi, 3). Essi offrono gl’incensi delle nostre orazioni e delle nostre preghiere, dice san Giovanni. Dal che giudicate, miei dilettissimi fratelli, noi dobbiamo ivi pregare Dio, affine di poter unire le nostre lodi a quelle che gli rendono li spiriti beati: In conspectu Angelorum psallam tibi, adorabo ad templum sanctum tuum, et confitebor nomini tuo (Ps. 137, 1, 2).

D. Tutti gli uomini hanno il loro Angelo custode ?

R. Questo è il sentimento ordinario dei Teologi (S. Th. 1. 7. q. 113, a 4 ad. 3), che tutti gli uomini finanche gl’infedeli abbiano un Angelo custode. Tutti convengono almeno esser cosa certa che ogni fedele fino dalla sua nascita abbia il suo Angelo custode; benché questa verità non sia stata espressamente decisa dalla Chiesa, pure le testimonianze della Scrittura e dei Padri non permettono di dubitarne. Del suo Angelo custode parlava Giacobbe (Gen 38, 16), quando diceva che l’Angelo l’aveva liberato dai pericoli ai quali egli era stato esposto. Del suo Angelo custode parlava Giuditta (Judith, 13, 20), quando diceva che l’Angelo del Signore era nella tenda di Oloferne. Dell’Angelo custode di ciascun fedele parlava Gesù Cristo, quando diceva: non disprezzate alcuno di quei piccoli (Matth. 18, 10); io vi dichiaro che i loro Angeli vedono senza interruzione la faccia di mio Padre che è nei Cieli. Ammirate la dignità delle anime, dice su tal proposito s. Girolamo; poiché Iddio non vi ha dato prima un’anima, miei cari fratelli, che vi ha dato nel tempo stesso un Angelo per guardarla. Magna dignitas animarum, ut unaquaeque habeat ab ortu nativitatis in cu stodiam sui Angelum deputatum (Hier., Sup. Matth.23). Le parole di Gesù Cristo dice in quest’occasione anche s. Giovanni Crisostomo, fanno chiaramente vedere che abbiamo tutti un Angelo custode che ci vede sebbene noi non lo vediamo, il quale è sempre con noi in qualunque luogo noi siamo; che ci sente per quanto segretamente si parli; che ci osserva, qualunque cosa noi facciamo, e che ci è sempre a lato: Angelus meus vobiscum est (Baruc. 6, 6). Sì, miei fratelli, l’Angelo del Signore è con voi, egli vi tiene compagnia durante il pellegrinaggio di questa vita, e non vi lascerà punto fino alla morte. Egli è con voi per difendervi contro le insidie del Demonio, e per ispirarvi dei santi pensieri, mentre il Tentatore non cerca che di perdervi; vobiscum est. Egli è con voi, egli vi seguita dovunque, ed in qualunque luogo vi occultiate, egli vi entra; onde voi non potete in nessun modo evitare la di lui presenza, né eludere la di lui testimonianza. Anime sante, sappiate che egli nota tutte le buone opere che voi fate, l’elemosine, etc. ma sappiate ancor voi, e peccatori, che egli osserva tutti i vostri disordini, e che un giorno ve li rimprovererà.

D. Qual deve essere la nostra riconoscenza verso dei nostri santi Angeli custodi ?

R. Ce l’insegna san Bernardo, allorché spiegando queste parole del Salmo 90: Angelis suis mandavit de te, Iddio ha comandato ai suoi Angeli di guardarvi in tutte le vostre ore, esclama: oh! quanto rispetto, quanta devozione e confidenza per i nostri santi Angeli deve ispirarci questa parola! Quantum tibi debet hoc verbum inferre reverentiam, afferre devotionem, conferre fiduciam! La loro presenza richiede il nostro rispetto; la loro amicizia, la nostra devozione; e le loro premure, la nostra confidenza: Reverentiam pro praesentia, devotionem pro benevolentia, fiduciam pro custodia. Queste sono le tre cose che noi dobbiamo professare a questi beati Spiriti, che Iddio ci ha dato per guide e per protettori.
Reverentiam pro praesentia. La loro presenza merita il nostro rispetto; onde non facciamo giammai nulla che li offenda. Voi vi incurvate davanti ad una persona per cui avete della venerazione; voi componete i vostri gesti, il vostro contegno, i vostri sguardi; e se vi sfugge qualche parola che le dispiaccia, voi gliene ne chiedete perdono; e se ella vi trova in un’indecente postura, voi ne siete spiacenti; riguardo poi al vostro Angelo Custode, al cui paragone i più grandi principi non sono che dei vermi terrestri, voi osate commettere delle azioni scandalose, di dare ai vostri occhi alle vostre mani alla vostra bocca alle vostre passioni, una sfrenata licenza, di cadere in loro presenza in delle prostituzioni vergognose, e di darvi in balìa ad ogni sorta di vizio. Si può dir questo trattar con rispetto il vostro Angelo Custode?
Devotionem pro benevolentia. I santi Angeli sono nostri amici e i migliori di tutti i nostri amici. Oh! quanti buoni consigli non ci hanno essi dato! quante volte non ci anno essi avvertito del pericolo in cui noi eravamo, di fuggire questi cattivi compagni ! quante volte non ci anno eglino preso per la mano come Lot per farci sortire da Sodoma, e per impedirci di perir con essi? oh ! chi potrebbe narrare tutti i buoni uffici che essi ci anno reso? Abbiamo dunque per tutto ciò una singolar devozione verso di loro, e siamo pronti e costanti nell’implorare il loro soccorso nel nostro bisogno.
Fiduciam pro custodia. Essi sono i nostri guardiani e le nostre guide, ai quali dobbiamo affidarci. È vero che per parlar più propria mente, Iddio solo è quegli che ci guarda, che ci conserva, che ci riunisce e ci copre sotto le ali della sua misericordia; ma quel che egli potrebbe far da se solo, vuol farlo per mezzo dei suoi ministri gli Angeli: Ecce ego mittam Angelum meum, egli dice nella Scrittura (Exod. 23, 20), qui praecedat te, et custodiat in via , et introducat in locum quem paravi. Notate con attenzione tutte queste parole. Iddio ci fa la grazia di darci un Angelo che ci preceda nel cammino, e ci additi il buon sentiero che noi dobbiamo percorrere. Questo Angelo è non solo la nostra guida, ma è ancora il nostro guardiano che ci difende contro i nemici della nostra salute, et custodiat in via. Oh! che diverremmo noi, se egli non si opponesse agli sforzi del Demonio il quale fa tutto il possibile per perderci? Finalmente questo è il buono e fido guardiano che ci conduce al luogo del Signore preparatoci, et introducat in locum quem paravi. Sapete voi quale è questo luogo? è il Cielo ove egli vuol farci entrare, affinché noi diveniamo partecipi della sua beatitudine.
Amabile e fedel Custode che fin dalla mia nascita avete preso cura di me, non vi stancate di darmi dei segni di vostra protezione affinché io perseveri fino alla fine nel cammino che conduce alla beatitudine di cui voi godete.