Dopo la smentitina di Bruni (Sala Stampa vaticana), arriva – un po’ più decisa, a 24 ore dai fatti – la smentitina di Ruffini (Prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, riportiamo la dichiarazione in nota*).

Tutto insufficiente per Mons. Viganò. “Insufficiente, in che senso?” – Chiede LifeSiteNews all’arcivescovo.

“In the sense that Christians expect a clear answer from the Pope himself. The thing is too important; it is essential: Yes, I believe that Christ is the Son of God made Man, the only Savior and Lord,” Archbishop Viganò replied. 

“All Christians await this clarification from him, not from others, and by virtue of their baptism have the right to have this response.”

Insomma: per Viganò i cristiani si aspettano una risposta direttamente da Francesco perché la questione è troppo importante, essenziale.

Da parte nostra ci permettiamo di dissentire. Come già espresso ieri dal Guelfo Rosa (Scalfari, Bergoglio e i dogmi: la smentitina. Il problema? Non è il vero ma il verosimile) resterebbe, anche fatta da Bergoglio, una smentitina. Il problema non è la smentita ma che la si debba credibilmente aspettare e che poi tutto torni come prima o quasi. Insomma è la verosimiglianza e la necessità di smentire che rendono insufficiente ogni smentita, in particolare in tempi di relativismo ecclesiale in cui si invoca il registratore persino per le dichiarazioni del Vangelo.

Inoltre: al netto di Scalfari o di altri amici di Francesco, la Divinità di Cristo e la Regalità che da essa è inseparabile sono negate (in)direttamente dall’ecumenismo liberale condannato infallibilmente dalla Chiesa (e prima ancora dalla ragione naturale) ma largamente praticato ora ad Assisi 1986, ora nella Moschea Blu, ora ad Assisi 2011, ora ad Abu Dhabi.

Smentire una notizia in teoria per poi realizzarne il contenuto in pratica è inutile, se non dannoso.

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*”C’e gia stata una chiara smentita dal direttore della sala stampa, Dottore Bruni. Pero, vorrei ribadire che il Santo Padre non ha mai detto quanto Scalfari scrive. Dunque, sia quanto riportato tra virgolette, sia la libera ricostruzione e interpretazione da parte del dottore Scalfari dei colloqui risalenti peraltro a più di due anni fa, non può essere considerata resoconto fedele di quanto detto dal papa, e che può essere. Invece, riscontrato in tutto il magistero suo e della Chiesa, su Gesu: vero Dio e vero uomo.”