Padre Pio e il Santo Rosario

Riprendiamo l’articolo Perché Padre Pio recitava il Santo Rosario? (Il Settimanale di Padre Pio, Numero 42 del 29 ottobre 2017) di Suor M. Immacolata Savanelli, FI.

Considerando quanto Padre Pio fosse attaccato alla recita del Santo Rosario, è opportuno domandarsi quali motivi lo abbiano spinto a prediligere questa preghiera su tutte le altre, a riporre in essa tanta fiducia e a trovarvi una fonte inesauribile di consolazione, illuminazione e sostegno spirituale.
Il Santo del Gargano attribuiva grande importanza alla recita del Santo Rosario per il suo valore teologale; definiva, infatti, questa preghiera «la sintesi della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità». Oltre a ciò, però, anche altre erano le motivazioni che lo spingevano ad utilizzare questa preghiera. Al Padre Guardiano che un giorno gli chiese spiegazione del perché il Rosario era diventata la sua preghiera interminabile, disse: «Se l’Immacolata a Lourdes e ancora più il Cuore Immacolato a Fatima hanno raccomandato con insistenza la preghiera del Rosario, non significa forse che il Rosario ha un valore eccezionale per noi e per i nostri tempi?».
Anche Padre Alessio Parente rivolse al Santo del Gargano la stessa domanda e si sentì rispondere: «La Madonna non mi ha mai rifiutato una grazia, chiesta attraverso la recita del Rosario».
Un altro motivo per la recita della preghiera del Santo Rosario si può desumere da ciò che accadde un giorno a Padre Guglielmo Alimonti mentre si trovava nel coro della chiesa di San Giovanni Rotondo, in attesa di poter parlare con Padre Pio che era tutto assorto in preghiera. Dopo aver atteso circa un’ora, infatti, Padre Guglielmo cercò di farsi notare dal suo santo confratello e gli fece capire che necessitava di un suo consiglio. In risposta, Padre Pio agitandogli leggermente la corona innanzi al viso disse: «Che vuoi? Questa devi dire! Da questa il consiglio». La spiegazione di queste parole di Padre Pio possiamo trovarla in ciò che lo stesso Santo raccomandò un giorno a Padre Pellegrino, dicendogli: «Sii devoto della Madonna. Umiliati di fronte alla Mamma celeste. E allora avrai davvero una Consigliera impareggiabile. Altro che Padre Pio. La Madonna, infatti, tiene aperto uno spioncino sui decreti della Santissima Trinità. E solo attraverso il suo meraviglioso spionaggio materno capiremo un poco certi misteri dell’anima nostra».
Il Rosario era da lui considerato anche la chiave del Paradiso. Ancora a Padre Pellegrino disse, in un’altra occasione: «Tu che consideri il Rosario come una preghiera adatta solo per le vecchiette, prendi questa corona e considerala, proprio per la sua apparente, straordinaria inutilità, come uno “strumentuccio” per spalancare le porte del Cielo». Le porte del Cielo vengono spalancate con la recita del Rosario anche alle anime purganti, infatti, a Cleonice Morcaldi, regalando un giorno una corona del Rosario a cui erano annesse le indulgenze plenarie, concesse da san Pio X, Padre Pio disse: «Ti affido un tesoro, sappilo tesoreggiare; aiutiamo le anime del Purgatorio, svuotiamo quel carcere».
La corona del Santo Rosario era anche, come amava definirla, la sua arma contro gli attacchi del nemico. Una sera, infatti, avendo dimenticato la corona, chiese a Padre Onorato di prendergli l’arma. A lui che non lo capiva, aggiunse: «La corona è la mia arma». Padre Pio ha insegnato anche ai ragazzi affidati a lui per la prima formazione religiosa la potenza del Rosario contro gli assalti del nemico infernale. Le seguenti parole dette loro da Padre Pio per indicare la causa di certi rumori notturni e di un suo occhio gonfio e dolorante, ci sono pervenute grazie alla testimonianza di Padre Emilio da Matrice: «Il tizio – un collegiale di cui disse anche il nome – era in preda ad una forte tentazione contro la purezza e, mentre invocava la Madonna, spiritualmente invocava anche il mio aiuto. Immediatamente corsi in suo sollievo e, sorretti dalla corona della Madonna, abbiamo vinto. Il ragazzo tentato, libero dalla tentazione, si addormentò fino al mattino, mentre io sostenni la lotta, fui bastonato, ma ho vinto la battaglia».
Che il Rosario sia da considerarsi un’arma di difesa, Padre Pio lo apprese anche da ciò che egli stesso definì “un sogno”: «Una sera – racconta – ero in coro a pregare, quando fui disturbato da grida che provenivano dal piazzale della chiesa. Mi sono affacciato dalla finestra del coro e mi si è presentata alla vista una moltitudine di esagitati che gridavano: “Abbasso Gesù, abbasso Padre Pio”. Allora mi ritirai e, parlando alla Madonna, riferii a Lei quanto avevo visto e sentito: mi diede un’arma piccola, piccola che si poteva tenere in tasca o nasconderla tra i capelli, mettendola al collo. Sono ritornato alla finestra ed ho mostrato quest’arma, agitandola sotto gli sguardi di quei forsennati: sono stramazzati tutti per terra, tramortiti. A quel punto mi sono rimesso a pregare. Ma dopo un po’ ho sentito ancora un vocio diffuso, proveniente sempre dal piazzale. Mi sono detto: “Sono ancora vivi?”. Mi sono affacciato ed ho visto tanta, tanta gente. Ho chiesto: “Chi siete?”. Gridarono: “Viva Gesù, viva la Madonna, viva Padre Pio”. “Ah, siete i miei figli? Allora fate i buoni cristiani, recitate sempre il Rosario e nessuno vi torcerà un capello”».
Padre Pio, infatti, ha sperimentato nella sua esistenza un particolare accanimento del demonio contro la sua persona e contro l’attività apostolica da lui svolta, non solo in modo diretto con le reiterate tentazioni, suggestioni, minacce, giungendo perfino ad essere da lui picchiato, ma anche in modo indiretto, attraverso le passioni sregolate degli uomini che determinarono tutta una serie di sofferte vicende che segnarono la vita del Santo.
La potenza della preghiera mariana contro tutti gli assalti del nemico infernale è stata indicata da Padre Pio in modo particolarmente incisivo a Padre Agostino, quando gli scrisse: «Vi dicevo poc’anzi che la forza di satana, che mi combatte, è terribile, ma viva Dio, poiché egli ha posto la causa della mia salute, l’esito della buona vittoria nelle mani della nostra celeste Madre. Protetto e guidato da una sì tenera Madre, rimarrò a combattere fino a quando Dio vorrà, sicuro e pieno di confidenza in questa Madre di non soccombere giammai. Quanto, o Padre, è lontana la speranza della vittoria, guardata dalla terra d’esilio, come è vicina, guardata dalla casa di Dio sotto la protezione di questa Madre santissima».
Un ultimo motivo che spingeva Padre Pio alla recita del Santo Rosario era la partecipazione al gaudio del Paradiso. Un giorno, infatti, per far capire cosa avviene in Cielo alla recita di ogni Ave Maria, di cui il Santo Rosario è composto, Padre Pio riferì le parole che un suo confratello morto da poco gli disse in uno dei suoi “sogni particolari”: «Per ogni Ave Maria, che dalla terra sale al cielo, tutto il Paradiso, palpitando, festeggia irripetibile la Madre di Dio. Io son venuto a te – gli disse questo confratello – per recitare insieme il saluto a Maria e farti partecipare per un po’ alla gioia degli angeli e dei santi». In effetti, quando gli uomini nel ripetere la Salutazione angelica riconoscono le meraviglie della grazia operate da Dio in Maria e ne chiedono la potente intercessione, determinano l’esultanza del Paradiso e si uniscono ad essa, perché in tal modo essi accettano la sapiente e imperscrutabile volontà salvifica di Dio.

BIBLIOGRAFIA
Tarcisio da Cervinara, Padre Pio e la Madonna, San Giovanni Rotondo 19932; M. IasenzaNiro, Padre Pio parla della Madonna, San Giovanni Rotondo 2006; C. Morcaldi, La mia vita vicino a Padre Pio. Diario intimo spirituale, Roma 1997; Fernando da Riese Pio X, Padre Pio da Pietrelcina, Roma 1975; A. Borzi, Messaggeri di una Corona, Frigento 2004; San Luigi M. Grignion da Montfort, Il segreto meraviglioso del Santo Rosario, Padre Pio da Pietrelcina, Epistolario, vol. I.


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