Se un Vescovo difende più il governo che il Crocifisso

screenshot da ansa.it

di Massimo Micaletti

L’odio per il Crocifisso da parte dei laicisti non ci sorprende e anzi ci strappa un sorriso sarcastico nella miseranda aspirazione di costoro a sostituire la Carne straziata di Dio con la carta scritta dall’uomo. Da ultimo, il neoministro Fioramonti ha infatti auspicato che la Croce sia sostituita con “una cartina del mondo con richiami alla costituzione”: perché non un disegno dei Barbapapà che fanno un girotondo, a questo punto? O magari la foto di Greta che stringe la mano a Christine Lagarde…

Nulla di nuovo, dicevamo: sempre la stessa musica e sempre la stessa mancanza di senso del ridicolo.

Ma si può peggiorare. Nella polemica da ultimo esplosa non poteva non entrare il clero, con decise prese di posizione tra le quali spicca quella che riportiamo nell’immagine qui sotto: per Monsignor Pennisi di Acireale, il Crocifisso non dev’essere rimosso perché sarebbe un aiuto a Salvini nell’attaccare il governo. Ecco, quindi il problema non è la cancellazione del Segno per antonomasia della Fede e della cultura cattoliche e il gravissimo oltraggio a Nostro Signore, ma che se qualcuno vuol togliere il Crocifisso poi va a finire che qualcuno dà ragione a Salvini quando dice che qualcuno vuol togliere il Crocifisso. E Salvini, non sia mai, potrebbe usare il fatto contro il governo: e questa sì che sarebbe blasfemia.

Ora, qui non si tratta di esser salviniani o no (e chi scrive non lo è) ma di prendere atto che una parte delle gerarchie fa politica a viso aperto e lo fa nel senso partitico del termine, individuando nemici e amici e scegliendo gli amici tra coloro che più di altri negli ultimi decenni hanno fatto scempio dei valori cattolici. 
Che dire? Ci auguriamo che si tratti di una dichiarazione erroneamente riportata ma, ove così non fosse, auguriamo a Monsignor Piddisi… pardon, Pennisi di scoprire il vero significato del Crocifisso e di accorgersi che, prima che del governo, un Vescovo deve aver cura delle anime. In primis, della propria.

http://bit.ly/2ze5VJV

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