[SINODO AMAZZONICO] Statue indigene rubate e buttate nel Tevere: Ruffini, “una bravata, un furto che si commenta anche da solo”

“Rubare qualcosa da un luogo e buttarlo è una bravata”. Così il prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini.

Fonte Agensir

Alcune statue indigene esposte in occasione del Sinodo per l’Amazzonia sono state, infatti, rubate la notte scorsa dalla chiesa di Santa Maria in Traspontina, in Via della Conciliazione – dove per tutta la durata del Sinodo sono in corso alcuni eventi di “Amazzonia, casa comune” – e sono state lanciate nel Tevere.

“Le statue indigene rubate rappresentano la vita, la fertilità, la madre terra”, ha commentato Ruffini durante il briefing di oggi sul Sinodo per l’Amazzonia. Interpellato dai giornalisti, il prefetto ha rivelato di aver appreso dell’episodio soltanto alcuni minuti prima dai social. L’azione di ieri notte, infatti, è stata filmata interamente con telecamere e pubblicata su YouTube. Nei quattro minuti del video si vede un uomo entrare nella chiesa e sottrarre idoli Pachamama esposti in una delle navate. Successivamente si avvia verso Ponte Sant’Angelo da dove lancia in acqua le statue. Il video è senza commento né rivendicazioni di alcun tipo. “È un gesto che contraddice l’esperienza di dialogo che dal Sinodo dovrebbe arrivare a tutti”, ha proseguito Ruffini: “È stato un furto che si commenta anche da solo”.

Qui il link al video integrale.

5 Commenti a "[SINODO AMAZZONICO] Statue indigene rubate e buttate nel Tevere: Ruffini, “una bravata, un furto che si commenta anche da solo”"

  1. #Maria   21 Ottobre 2019 at 9:49 pm

    https://youtu.be/fn4HZMDgWpQ

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  2. #riccardo   21 Ottobre 2019 at 11:59 pm

    Questa non è ancora la fine del repellente bergogliame; probabilmente non è ancora, nemmeno, l’inizio della fine, ma quantomeno può essere la fine dell’inizio!

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  3. #angela   22 Ottobre 2019 at 1:53 pm

    Furto? é stata un’azione di pulizia gratuita, furto fu agganciare la luce elettrica a chi non paga…. furto agli italiani che devono pagare per quelle discoteche, locali e famiglie abusive… In una chiesa quei feticci non possono stare.

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  4. #Paolo   22 Ottobre 2019 at 4:31 pm

    Non sono stato io, ho le prove che non ero a Roma. Purtroppo, sono innocente.

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  5. #bbruno   22 Ottobre 2019 at 5:59 pm

    Una bravata anche quella di H.Cortès che entrato nella cella dell’osceno dio Huitzilopochtli, il Serpente del Sud, nel suo tempio di Tenochtitlan (quello delle 80.000 vittime sacrificate in 3 giorni, per la sua dedicazione…) presa una barra di ferro, la fece oscillare in alto sopra la testa dell’idolo per poi conficcarla nei suoi occhi e spaccarne la maschera dorata, dicendo: “dobbiamo pure arrischiare qualcosa per Iddio”! Ora spudoratamente i nuovi sacerdoti della dea Madre Terra, in terra romana, s’arrischiano a provocare l’ira di Dio, e chiamano bravate ogni tentativo di resistenza o protesta ! Che Dio ci salvi!
    ( Ruffini? Quello delle smentitina??? ah il signor tale che sa tutto, e tutto precisa, anche quello che non ha udito…. povero lui, ma tacesse almeno per un po’, dopo la grande figura fatta, ma no, che lui sa…e ‘brava’ gli altri )

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