Striscione a Roma: “Giovanni IX ce l’ha insegnato: cancellare un sinodo non è peccato”. Ecco la storia

Questa mattina, alle soglie della chiusura del Sinodo amazzonico, Roma si è svegliata con uno striscione particolare:

“Giovanni IX ce l’ha insegnato: cancellare un sinodo non è peccato”

Ma che significa?
Il riferimento è al famigerato Sinodo del cadavere o Concilio cadaverico che fu celebrato in Roma nel febbraio dell’897 dal papa dell’epoca Stefano VI. Con l’abbé Rohrbacher, che già ci ha accompagnato altre volte nello studio della storia della Chiesa, andiamo conoscerlo in dettaglio.

Abbiam veduto come, essendo stato l’antipapa Costantino il primo laico ordinato vescovo di Roma, le ordinazioni sue fossero state tenute come nulle e quindi riabilitati coloro che n’eran degni. L’essere Formoso il primo vescovo trasferito da altra sede a Roma indusse il successor suo Stefano VI a dar del pontificato e delle ordinazioni di lui la stessa sentenza ond’erano stati colpiti il pontificato e le ordinazioni di quell’antipapa, chiamandole nulle in un concilio.
Ad eseguire questa sentenza, fece anche trar dal sepolcro il cadavere di Formoso: il quale, portato in pien concilio, dopo spogliatolo delle vestimenta pontificali e troncategli due dita della man destra, fu calato in un sepolcro di pellegrini e all’ultimo gettato nel Tevere. Questo narra Ausilio, autore contemporaneo, ordinato da papa Formoso, in uno scritto da lui composto a difesa di questo pontefice e delle ordinazioni da lui fatte. Liutprando, che scrisse assai posteriormente, si dà a vedere sì poco informato di questo fatto che non a Stefano VI l’attribuisce, ma sì a Sergio, che pur dà per immediato successor di Formoso.
Le altre circostanze quindi da lui recate dell’essere stato posto il cadavere di Formoso sulla sedia pontificale e datogli un avvocato che rispondesse in nome di lui, e da Stefano interrogato come se fosse vivo, finalmente mozze non già le dita, ma persino la testa sono sogni a Liutprando familiari, non fatti reali che Ausilio non avrebbe immesso di rammentare.
Intanto l’astio che bolliva tra i partili politici, cagionò atti violenti a cui si trascorse dall’una parte e dall’altra. Papa Stefano VI fini con esserne la vittima egli stesso, preso come fu dai propri nemici, espulso dalla sedia apostolica, confinato in tetra prigione fra i ceppi e alla fine strozzato.
Gli succedette Romano, datoci da Flodoardo per sant’uomo, il quale morì prima che finissero quattro mesi; e fu eletto in vece sua Teodoro, nato in Roma e figliuolo di un certo Fozio. Era Teodoro uomo sobrio, casto, liberale coi poveri, caro al clero e amico della pace; ma visse non più che venti giorni dopo la sua ordinazione. In sì breve tempo non tralasciò d’adoperare per quanto poté, alla riunione della Chiesa: richiamò i vescovi cacciati dalle proprie sedi, ristabilì i chierici ordinati da Formoso e deposti da Stefano, restituendo loro gli ornamenti sacri e l’esercizio dei propri uffici. Fece riportare solennemente nella sepoltura dei papi il corpo di Formoso, rinvenuto da alcuni pescatori; e quando fu trasferito molli devoti accertavano averlo, mentre passava, le effigie dei santi salutalo. Così almeno racconta Liutrando: ma la costui autorità in questo affare è d’assai lieve peso, pigliando i più solenni abbagli, col narrare, per esempio, gl’insulti di Stefano VI al cadavere di papa Formoso come fatti da Sergio III, creato papa niente meno che dieci anni dappoi.
Dopo la morte di Teodoro i romani si divisero in fazioni. Gli uni elessero il prete Sergio, gli altri Giovanni nativo di Tivoli , figliuolo di Rampsaldo, il cui partito prevalse. Sergio, cacciato di Roma si ritrasse in Toscana, sotto la protezione del marchese o duca Adalberto, e poscia in Francia, e passò selle anni in esilio. Giovanni IX , creato papa nell’898, tenne la sede per due anni, nei quali celebrò tre concili, ma ci rimangono i canoni di due soltanto, l’uno tenuto a Roma, l’altro a Ravenna.
Essendo papa Giovanni partigiano di Formoso, s’affrettò a tenere un concilio in Roma stessa per rimetterne in onore la memoria e revocare ogni atto contro di lui intentato.
Fu in esso concilio pubblicato un decreto in dodici articoli, in cui si espongono le cose fatte e si dice :
“Noi rigettiamo del tutto il concilio tenuto sotto papa Stefano VI, dove il venerabil corpo di papa Formoso venne tratto di sepoltura, profanato, trascinato per terra ad un preteso giudizio, nel quale fu condannato, cosa che non si udì giammai essere stata fatta sotto veruno dei nostri predecessori; e proibiamo, coll’autorità dello Spirito Santo, che si faccia mai più nulla di simigliante. Poiché non si chiama veruno in giudizio se non acciocché possa difendersi, o sia convinto; il che non può convenirsi ad un cadavere. Avendo i vescovi, i sacerdoti ed il restante del clero che intervennero a questo concilio domandato perdono e protestato che per solo timore erano stati forzati ad andarvi, abbiamo lor perdonalo ad istanza del concilio; proibendo in avvenire a chicchessia d’impedire la libertà dei concili e di usare alcuna violenza ai vescovi o di toglier loro gli averi o d’imprigionarli senza cognizione di causa.
Per quanto Formoso sia stato trasferito dalla chiesa di Porto alla santa sede apostolica per necessità e per il suo merito, proibiamo a chiunque di prendere questo fatto in esempio, atteso principalmente che ciò trovasi vietato dai canoni, a segno di negare, a chi contravvenga, la comunione laica, anche alla morte. Proibiamo ancora che quegli il quale sia stato deposto da un concilio, e non ristabilito poscia canonicamente, venga promosso a più allo posto, come osò fare la popolar fazione rispetto a Bonifacio deposto prima dal suddiaconato e poscia dal sacerdozio: se alcuno ardisse ciò tentare, oltre l’anatema della santa sede, incorrerà pur nell’indignazione dell’imperatore (Il Bonifacio qui nominalo è l’immediato successore di Formoso, e da Flodoardo ci è dato per santo. L’ anteriore deposizione di Bonifacio può attribuirsi all’odio di parte che ardeva in Roma, senza detrarre al merito di questo pontefice). Noi ristabiliamo – prosegue Giovanni -, nel grado loro i vescovi, i sacerdoti e gli altri chierici della romana chiesa, ordinati canonicamente da Formoso e cacciati dalla temerità di taluni. Conformemente al concilio africano, condanniamo il riordinare e il ribattezzare, proibendo che si levino i vescovi regolarmente ordinati per metterne altri in lor luogo e cosi introdurre scismi nella chiesa”.
Perché papa Formoso aveva incoronato due imperatori , Lamberto che attualmente era signore in Italia, ed Arnolfo allora morente in Germania, Giovanni IX continua :
“Noi confermiamo l’unzione col santo crisma conferita all’imperator Lamberto, nostro figliuolo spirituale, ma assolutamente rigettiamo l’unzione barbaresca d’Arnolfo, estorta per via d’ astuzie. Dichiariamo per sempre irrevocabili le altre unzioni del santo crisma, e tutto quanto egli fece a pro della chiesa. Ordiniamo che sian gettati alle fiamme gli atti del concilio di cui abbiam parlato, come vennero arsi quelli del concilio di Rimini, del secondo Efesino, di quello tenuto dagli eretici contro papa Leone e di quello che fu fatto a Costantinopoli contro papa Nicolò e bruciato a Roma sotto Adriano. Se vi ha chi tenga per ecclesiastici Sergio, Benedetto e Marino, per addietro sacerdoti della chiesa romana, e Leone, Pasquale e Giovanni, già diaconi, condannati canonicamente e discacciati dal sen della chiesa, o presuma di ristabilirli nel loro grado senza l’assenso nostro sarà anatematizzato qual violatore dei canoni. Dichiariamo ancora, qualora non vengano a penitenza, separati dalla chiesa quelli che han violato la sacra sepoltura di papa Formoso per trarne il tesoro, ed osato trascinare il corpo di lui nel Tevere”.

(Storia universale della chiesa cattolica dal principio del mondo sino ai di’ nostri dell’abate Rohrbacher, Volume Sesto, Torino, 1860, pp. 759-61. Il testo è stato aggiornato leggermente nel linguaggio per renderlo maggiormente comprensibile)

http://bit.ly/2ze5VJV

4 Commenti a "Striscione a Roma: “Giovanni IX ce l’ha insegnato: cancellare un sinodo non è peccato”. Ecco la storia"

  1. #Esdra   26 Ottobre 2019 at 10:41 am

    L’elezione dei Papi non era certo vista come oggi, infantilmente troppi credono che sia stato lo Spirito Santo a propinarci Bergoglio, almeno in passato i partiti avversari erano più folti che non un centinaio di cardinali che si accordano su WhatsApp

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  2. #bbruno   26 Ottobre 2019 at 2:42 pm

    e cancellare una chiesa che indìce un simile sinodo, è dovere. Non farlo, è peccato.

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  3. #angela   26 Ottobre 2019 at 6:41 pm

    E quindi papa Formoso fu un vero Papa….e papa Stefano errò….e Giovanni IX lo condannò.

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  4. #Renzo   26 Ottobre 2019 at 8:54 pm

    Vergogna, vergogna2, vergogna3456… Eretico, apostata, da espellere immediatamente per profanazione di una chiesa, per sommo oltraggio. Cristo e ai Suoi fedeli, e per paganesimo … Cosa può fare di più per essere espulso degradato ridotto allo stato laicale? e con Bergoglio tutti i cardinali, vescovi silenti e colpevoli più di lui.

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