Bolivia: Colpo di stato o recupero della democrazia ?

Nota di Radio Spada: sulle materie libere è naturale discutere, Nulla infatti è più libero della discussione politica e geopolitica in Radio Spada, specie in tempi come questi in cui la Regalità sociale di Cristo sembra essersi completamente eclissata nell’orizzonte della storia umana. Dopo il nostro redattore Lorenzo Roselli, ospitiamo quest’intervento di segno diametralmente opposto di Cristhian Ignacio Gonzales Lugones sul dibattuto cambio di regime in Bolivia. Abbiamo mantenuto alcune rudezze stilistiche dovute al fatto che l’autore scrive in una lingua che non è la sua lingua natìa. Ovviamente siamo aperti anche ad ulteriori contributi di diversa coloritura. (Piergiorgio Seveso, Presidente SQE di Radio Spada)

di Cristhian Ignacio Gonzales Lugones

Nelle ultime settimane probabilmente non è rimasto molto chiaro se ciò che è accaduto il 10 Novembre in Bolivia  sia stato un colpo di stato. Lo scopo di questo articolo è dimostrare che non è stato un colpo di stato ma la liberazione di un popolo che negli ultimi 13 anni ha vissuto una dittatura con facciata di democrazia .

Nel referendum del 21 Febbraio 2016 si proponeva la modifica parziale della costituzione che permetteva a Evo Morales candidarsi per un quarto mandato . Il popolo Boliviano , già consapevole che il terzo mandato di Morales era stato illegittimo, ha votato “no”. Morales non ha accettato il verdetto e ha fatto una petizione d’appello al tribunale costituzionale , che nel 2018 gli ha permesso di candidarsi perché secondo lui era suo diritto in quanto cittadino Boliviano .

Il 20 Ottobre 2019 Morales vince le elezioni presidenziali con il 47,08% dei voti . Ma siccome ci sono state diverse irregolarità nei risultati , questo  è stato l’inizio di una serie di manifestazioni in tutto il paese. Il presidente del “comité cívico Santa Cruz” Luis Fernando Camacho e il presidente del “comité civico Potosí” Marco Pumari sono stati fondamentali per organizzare le manifestazioni e i scioperi nelle principali città del paese . Passavano i giorni di manifestazioni e le cose diventavano più complicate per Morales , con l’opposizione che non solo chiede nuove elezioni ma addirittura la sua rinuncia.

La sera del 2 Novembre Camacho ha dato pubblicamente a Evo Morales quarantotto ore per rinunciare . Lunedì 4 Novembre Camacho chiede a tutti i Boliviani di prendere possesso di tutte le istituzioni dello stato in tutto il paese e dichiara che lui stesso si sarebbe recato al palazzo di governo a La Paz per consegnare a Morales la sua lettera di “licenziamento”.

Il Venerdì 8 Novembre i dipartimenti di Polizia in ogni città del paese hanno fatto una rivolta “motín policial” chiedendo la rinuncia del presidente e unendosi alle manisfestazioni .

La Domenica 10 Novembre la OEA ( Orgabizzazione degli Stati Americani) conferma pubblicamente  che ci sono state delle irregolarità nei risultati . Alcune ore dopo il capo delle forze armate Boliviane , Williams Kaliman , suggerisce a Morales di rinunciare per la pacificazione del paese. Poco dopo Evo Morales e il vicepresidente Alvaro García Linera rinunciano.  Qui bisogna chiarire una cosa , il capo delle forze armate ha solo suggerito a Morales di rinunciare per il bene del paese ma i militari non sono usciti per fare nessun tipo di colpo di stato, Evo Morales ha rinunciato senza nessun tipo di minaccia da parte dei militari .

Evo Morales fugge e se ne va in Messico il Lunedì 11 Novembre accettando l’invito del presidente socialista López Obrador . Questo è ancora più importante della rinuncia verbale del presidente dato che è un abbandono di carico . Il giorno dopo Martedì 12 Novembre Jeanine Añez viene costituzionalmente proclamata presidente . Per capire bene questo bisogna tenere conto che siccome Evo Morales e García Linera hanno rinunciato e hanno abbandonato il loro incarico, la presidenza toccava alla presidente del senato, Adriana Salvatierra, che ha pure rinunciato e abbandonato il suo incarico . In queste circostanze la presidenza tocca alla vicepresidente del senato Jeanine Añez .

Evo Morales : il pagano

Evo Morales è sempre stato conosciuto per essere un pagano , faceva parte di riti pagani , si  dichiarava un fedele della pachamama e nel 2009 ha cambiato lo status del paese come stato laico . Nei giorni di  manifestazione prima della sua rinuncia la Bolivia ha vissuto tempi di unità e fede con recite pubbliche del Rosario, esposizioni del santissimo sacramento e varie manifestazioni pubbliche della fede cattolica . Luis Camacho , il presidente del comité cívico Santa Cruz , faceva sempre i suoi discorsi accompagnato di una Bibbia , un rosario e  una immagine della Madonna.

Camacho fu il primo a dire “ la Bibbia ritorna nel palazzo di governo” e pochi minuti prima della rinuncia di Morales,  Camacho entrò nel palazzo di governo e lasciò la Bibbia e la lettera di licenziamento di Morales . Le chiese evangeliche, vedendo che l’opposizione Boliviana e le manifestazioni pubbliche di fede erano maggiormente cattoliche , si sono aperte più al dialogo con i socialisti . Añez è evangelica e la prima cosa che ha fatto è stato portare il Vangelo nel palazzo , il fatto che lei sia evangelica adesso è poco importante dato che ci sarà solo per qualche mese fino alle elezioni .

Evo Morales : Il  narcotrafficante

Si potrebbe scrivere un libro sui vincoli di Evo Morales e il narcotraffico , per dire poco ci sono diverse fonti che affermano che lui è uno dei narcotrafficanti più importanti del mondo . Diverse fonti indicano che dal aeroporto che lui ha fatto costruire in mezzo alla foresta escono chili di cocaina per tutto il mondo . Secondo queste fonti il cliente principale di Morales è il cartel di Sinaloa del famoso narcotrafficante “Chapo” Guzmán.

Dopo la rinuncia del presidente si è scoperto che i figli del “Chapo” andavano in Bolivia per lunghi periodi con la protezione del governo Boliviano . Ci sono molte fonti (la maggioranza di loro molto serie) sui vincoli di Morales e il  narcotraffico , basta solo fare un po’ di ricerca su internet per scoprire tutto ciò .

Evo Morales : Il terrorista

Il vero volto di Morales si è visto nelle settimane successive , lui pianificava atti di terrorismo in Bolivia dal Messico.

Morales con la collaborazione dei Venezuelani , Cubani e addirittura Argentini organizza atti di terrorismo come sparare contro gli indigeni per poi dire che sono i militari Boliviani a fare un genocidio . Morales ha pure organizzato l’attentato nella località di Senkata dove manifestanti suoi hanno quasi splodere un convoglio di carburanti che poteva finire in tragedia con almeno 10 mila morti , per fortuna le forze dell’ordine sono riuscite ad evitare questa tragedia . Il terrorismo pianificato da Morales è stato scoperto il Martedì 19 Novembre con una chiamata del presidente a un criminale, colpevole di narcotraffico, dove Morales ordinava di non permettere l’arrivo di cibo nelle città e di far sentire alla gente cosa è veramente vivere sotto una dittatura .

Conclusione

Molto si potrebbe dire su Morales e la situazione attuale della Bolivia , l’importante è che sia chiaro che questo non è stato un “golpe de estado” e che non ostante accuse contro l’attuale governo e i Boliviani in generale ( vengono accusati d’essere “fascisti” e “razzisti”) , la Bolivia è per ora libera dal marxismo dopo tanti anni . Questo paese sarà sicuramente una luce di speranza per paesi che stanno per anni nel marxismo (come Cuba , Nicaragua e Venezuela) e per paesi che sono appena caduti (come il Messico e l’Argentina) e per tutta l’America Latina che un’altra volta sta soffrendo un risveglio del marxismo .

5 Commenti a "Bolivia: Colpo di stato o recupero della democrazia ?"

  1. #Elisa caiola   30 Novembre 2019 at 7:23 am

    Mi dispiace Christian non condivido neanche una parola di quello che hai detto. Prima cosa scrivi nel tuo articolo fatti come unici e inconfutabili, ma non é così … ci sono decine di fonti che affermano il contrario di tutto ciò che hai scritto. Non é giusto che da latinoamericano tu scriva determinate cose convogliando secondo la tua visione l’opinione di tante persone. Non lo trovo sincero. Chiedo a radiospada di poter replicare e dimostrare che molte informazioni dell’articolo sono faziose.

    Rispondi
    • #guelfonero   30 Novembre 2019 at 9:37 pm

      Come ho detto nell’intro, la questione per noi merita approfondimento. Manda pure il tuo contributo a radiospada@gmail.com

      con cordialità, Piergiorgio Seveso

      Rispondi
  2. #bbruno   30 Novembre 2019 at 3:17 pm

    ma come, con tutto lo sterminio degli indi e delle loro ‘grandi civiltà’ da parte dei conquistadores espagnoli, ci sono ancora queste facce indie, in giro, e a governare (Chavez, un altro)? Io non ricordo un presidente degli S.U. pellerossa, cherokee o apache!! E gli Stati Uniti sono la patria diritti umani, il paese della ‘democrazia’, quella che esporta (vabbeh, a suon di bombe, giustificate…. e negli altri modi che si sa…anche questi giustificati) in giro per il mondo!!!!

    Rispondi
  3. #KAPPAC   1 Dicembre 2019 at 9:19 am

    Non ho conoscenze profonde della politica. Mi sorprende che in Italia parole comunismo e fascismo sono utilizzati con molta leggerezza. Mi fa piacere leggere articoli che rispecchiano la verità o almeno una vicinanza di quello che se vive e respira in Sudamerica. Mio paese Bolivia, in questi ultimi 10 anni, è stato venduto al miglior postore. Tra litio, gas e minerali. Siamo caduti in un mondo di bugie, di un personaggio assai influente, L’indio Evo. Rivelatosi capo del Cartel di droga più grande de Sudamerica insieme al Chapo Guzmán. Ha utilizzato i suoi origini per mascherare suoi piani. Lavando il cervello a gente povera e umile. Il nuovo socialismo mascherato dal ansia e sete di potere. Lascio a voi libere opinioni. Ma questa è l’opinione di una cittadina Boliviana.

    Rispondi
  4. #Silente   1 Dicembre 2019 at 2:23 pm

    Mi sembra che la ricostruzione di Cristhian Ignacio Gonzales Lugones sia precisa e accurata. E’ assolutamente certo che Morales fosse fanatico dell’ideologia nativista-tribalista, odiatore del cattolicesimo, ultracomunista, seguace della dea/demone pachamama, narcotrafficante, massacratore del suo popolo, feroce persecutore dell’opposizione nazionale e civile, amico dei dittatori rossi, terrorista. Non so se la sua defenestrazione sia stato un golpe. Anche se lo fosse stato, è stato un bene. Non capisco come un personaggio così possa trovare dei difensori, soprattutto a Radio Spada.
    Silente

    Rispondi

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.