Come in Cielo, così in terra. La gnosi e la lotta alla (Sacra) famiglia

Pubblichiamo a puntate il testo dell’intervento di A. Giacobazzi al 27° Convegno di Studi Cattolici (Rimini, 25, 26, 27 ottobre 2019). Questa è la prima.

Non crediate di fare dei buoni repubblicani fino a quando isolerete nelle loro famiglie i bambini che devono appartenere unicamente alla repubblica

D. A. F. de Sade[i]

Nei miei figli voglio riparare di essere il figlio dei miei padri:
e nel futuro – questo presente! Così parlò Zarathustra

F. Nietzsche[ii]

1. Come in Cielo, così in terra

Padre Nostro sono le prime due parole della preghiera fondamentale della Fede Cattolica, rivelata direttamente da Cristo.

Si può dire che la storia di ogni teologia, di ogni filosofia e di ogni politica si sviluppi pro o contro questo Padre e, a caduta, pro o contro ciò che a questo Padre riconduce. Lo si vede nella storia della Chiesa, dei regni mondani e così via, fino alla dinamica sociale nel suo nucleo fondamentale.

Per parlare di diversi casi drammatici di abuso contro la famiglia in generale e contro l’educazione della prole in particolare, risulta difficile non partire da questa premessa.

Il padre dov’era è il titolo di un libro scritto dallo psicanalista Giancarlo Ricci, che già nella sua presentazione ci racconta qualcosa di profondo: La nostra epoca, che festosamente si compiace del declino del padre, sembra celebrare il trionfo di un “godimento smarrito”, barattandolo con un concetto di libertà e di emancipazione in cui tutto è permesso[iii].

Se non è un mistero che una certa sessualità deviata si appoggi proprio sulla mancanza o debolezza del capo famiglia, risulta evidente come l’assalto alla chiesa domestica debba passare dall’attacco a questa figura. Il modello maschile e virile che il padre rappresenta, ricorda Ricci, è essenziale per il processo di crescita del figlio in quanto costituisce un riferimento identificatorio indispensabile per la strutturazione dell’identità sessuale[iv].

Alla piena mascolinità si contrappone non il suo complementare, ovvero la sana femminilità, ma un’idea di femminile squilibrata e falsa. Maria SS. ha per grazia ciò che Dio ha per natura e Sant’Ignazio negli esercizi spirituali ci ricorda: Il nostro nemico si comporta come una [cattiva] donna, ne ha la debolezza e l’ostinazione[v]. Se Lucifero è simia Dei – ovvero scimmiotta Dio – nello stesso rapporto troviamo la falsa femminilità rispetto a quella genuina.

La guerra alla famiglia, consciamente o no, è ineludibilmente una guerra all’ordine divino. Lo è in particolare nella misura in cui la Chiesa ha definito nel matrimonio cristiano, elevato a sacramento, il compimento dell’Antica Legge sulle relazioni tra uomo e donna.

Si badi: nessuna religione tutela (o può tutelare) la famiglia, tramite il matrimonio, come è stabilito nella Dottrina Cattolica. La famiglia cattolica è l’apice di un equilibrio che unisce il piano naturale a quello soprannaturale. Un errore sulla dottrina di Dio, tende a tradursi in un errore nella dottrina relativa alla famiglia e viceversa. Non stupisce che una delle immagini di devozione più popolari sia quella della Santa Famiglia, che, per usare le parole di San Francesco di Sales nei Trattenimenti spirituali, rappresenta la Trinità in terra[vi].

La storia della negazione del Padre, con la maiuscola passa per la negazione del padre, con la minuscola – come in Cielo, così in terra.

Si tratta forse di un elemento di curiosità ma si riferisce l’ipotesi secondo cui già un paio di millenni fa, presso alcuni Esseni – un ampio movimento eterodosso che non mancò d’aver relazione col mondo gnostico[vii] – pur rifiutando per sé il matrimonio, si praticasse l’adozione di bambini altrui, in un’età in cui fosse ancora possibile plasmare i loro spiriti[viii].

Anche andando oltre le vicende essene, si riscontra essenzialmente nel corso dei millenni l’avanzamento di uno squilibrio che ha assunto, a volte apertamente altre velatamente, le caratteristiche della cosiddetta Gnosi.

La questione si fonda sull’esagerazione o sulla diminuzione di questo o di quell’aspetto, ora con una sessualità smodata ora totalmente negata, ora con una sopravvalutazione del male ora con una sua inverosimile diminuzione. Questo dato è ovviamente trasferibile anche in ambito filosofico e teologico, anzi si può dire che la devianza in questi ambiti permetta e premetta la devianza in campo sociale.

Le correnti gnostiche hanno fra loro significative divergenze ma in esse, in ultima istanza, si trova un’opposizione al Padre che viene relativizzato, attribuendogli un errore fondamentale: insomma, ci sarebbe stato un problema nella creazione, una rottura, un disastro il cui rimedio spetta anche agli uomini. Si può dire, semplificando efficacemente:

L’interpretazione del cosmo come frutto non di una creazione sapiente ma di una “caduta”; l’anima umana come scintilla divina esiliata in un corpo che le è prigione e in una realtà materiale opera di un demiurgo malvagio, ossia il Dio biblico; una liberazione in vita come superamento o annichilazione dei vincoli posti dal demiurgo; la salvezza come ritorno al pleroma originario attraverso una via di conoscenza o “gnosi”.[ix]

In altri termini: gli uomini redimerebbero se stessi, il creato e addirittura Dio. Non stupisce che tra gli gnostici si annoverino gli ofiti, ovvero i cultori del serpente dell’Eden. Pare una bestemmia, ma altro non è che la storia della filosofia (degenerata) degli ultimi millenni.

La gnosi quindi come agente corrosivo che avrebbe esercitato il suo influsso sia direttamente attraverso culti esoterici – cabalistici, ermetici, alchemici – sia indirettamente per mezzo di forze e dinamiche solo apparentemente secolari[x]. O meglio, ancora una volta: un fiume carsico che vediamo affiorare ora in epoca pre-cristiana[xi], ora nelle eresie dei primi secoli della Chiesa, in quelle medioevali (albigesi e altri), nel protestantesimo[xii], nel settarismo moderno, nei grandi totalitarismi e oltre[xiii].

La gnosi nei suoi diversi sviluppi si fonda su un perpetuo assurdo, in cui si confondono o si negano i corretti confini tra immanente e trascendente. Si ha come esito l’alienazione del soggetto, che vive la sua presenza in questo mondo come conseguenza di un disordine cui deve riparare. In questa frattura scomposta tra materia e spirito viene rigettato l’equilibrio spirituale cattolico e la sana filosofia aristotelico-tomistica (in medio stat virtus) eccedono da un lato o dall’altro nei due baratri opposti, ora dell’idealismo ora del materialismo, ora del panteismo ora dell’ateismo, ora della pseudoascesi più estrema ora delle forme di piacere più lascive[xiv], dal momento che il corpo può anche essere interpretato come un puro strumento che non influisce sull’anima[xv].

Non mancano tendenze – ed è evidentissimo nel catarismo medievale – che negano il matrimonio, diffidano dalla procreazione, rifiutano l’ordine della natura fino all’estrema conseguenza del suicidio per fame, ovvero l’endura[xvi]. Gli albigesi – le cui terre erano solcate dal fiume Aude, che dà il titolo a questo intervento – furono accusati di preferire la pratica sodomitica a quella matrimoniale[xvii], considerata più impura e legata alla materia. Una tesi ripescata recentemente dal noto medico progressista ed ex ministro della Sanità, Umberto Veronesi: Quello omosessuale è l’amore più puro, al contrario di quello eterosessuale, strumentale alla riproduzione[xviii]. Del resto, sulla lotta alla cosiddetta omofobia si trovano tracce anche sul sito[xix] del controverso Centro Studi Hansel e Gretel, con tanto di pollice arcobaleno approvante.

Questo rigetto filosofico, parziale o totale, verso il creato materiale – opera di Dio – si ripercuote sulle strutture sociali e, inevitabilmente, sull’Istituzione fondata da Cristo: la Chiesa e con essa i sacramenti. 

Si può dire che la gnosi sia, e non possa non essere, lo strumento eletto delle forze contrarie a Dio. La prima gnosi deviata è, in un certo senso, è quella che nell’Eden porta ad un cattivo uso dell’albero della conoscenza del Bene e del Male. Atto che è un riflesso del primo non serviam luciferino, modello e iniziatore di tutti i rifiuti dell’ordine (soprannaturale e naturale) costituito da Dio[xx].

Ma come agisce chi – direttamente o indirettamente, consciamente o inconsciamente – opera ispirato da questi principi? Eric Voegelin, uno dei massimi studiosi della materia, propone le sei caratteristiche che nel loro insieme rivelano la natura dell’atteggiamento gnostico, principalmente nell’ambito dei movimenti di massa. Le riassumiamo di seguito:

1) In primo luogo bisogna sottolineare che lo gnostico è insoddisfatto della sua situazione […].

2) […] La convinzione che le difficoltà della sua situazione possano essere attribuite al fatto che il mondo ha una struttura intrinsecamente deficiente. Infatti è egualmente possibile ritenere che l’ordine dell’essere, quale è dato a noi uomini (qualunque possa esserne l’origine), è buono e che l’inadeguatezza è in noi, esseri umani. Ma gli gnostici non sono disposti a scoprire tale inadeguatezza negli esseri umani in generale e in se stessi in particolare. Se, in una data situazione, qualcosa non è come dovrebbe essere, la causa, secondo gli gnostici, si deve trovare sempre nella perversità del mondo.

3) La terza caratteristica sta nel credere che sia possibile salvarsi dal male del mondo.

4) Da ciò deriva la convinzione che l’ordine dell’essere dovrà essere cambiato nel corso di un processo storico. Da un mondo cattivo deve emergere, per evoluzione storica, un mondo buono […].

5) Con questo quinto punto arriviamo alla caratteristica tipica dello gnosticismo nel senso più stretto: la convinzione cioè che un mutamento nell’ordine dell’essere rientri nell’ambito dell’azione umana, che questo atto salvifico sia possibile grazie agli sforzi personali dell’uomo.

6) Quindi, se è possibile realizzare nell’ordine dell’essere un mutamento strutturale così completo da trasformarlo in un ordine perfetto di nostra piena soddisfazione, il dovere che si impone allo gnostico è quello di cercare la ricetta atta a determinare tale mutamento. La conoscenza – gnosi – del metodo per trasformare l’essere costituisce la preoccupazione centrale dello gnostico. Quindi, la sesta caratteristica dell’atteggiamento gnostico consiste nella costruzione di una formula per la salvazione dell’io e del mondo, accompagnata dall’atteggiamento profetico tipico dello gnostico […][xxi].

Del resto – applicando i principi gnostici e le modalità operative descritte, al caso della famiglia – risulta immediatamente chiaro che il vulnus intrinseco di cui sono accusati la creazione e il Creatore, non possa non essere esteso all’ordine naturale, fino ai suoi rapporti sociali e procreativi.

Non stupisce quindi come in molta letteratura gnostica il matrimonio e i bambini siano oggetto di una sublimazione simbolica[xxii]. Valentino, gnostico del secondo secolo, dice di aver visto un piccolo bambino nato da poco e di avergli chiesto chi fosse: quello rispose di essere il Logos[xxiii]. Del resto, anche Basilide paragona il “perfetto” gnostico al bambino[xxiv].Mutatis mutandis risulta difficile non intravedere questa ombra di settarismo pseudoredentivo e rivoluzionario alle spalle del plurisecolare attacco alla famiglia, con le vicende più o meno apertamente criminali che lo hanno caratterizzato.


[i] D. A. F. De Sade, Francesi! Ancora uno sforzo se volete essere repubblicani!, (in La filosofia nel “boudoir”), ne Le Opere, scelte e presentate da E. Zolla, Longanesi, Milano 1964; in: M. Introvigne, Le origini della Rivoluzione sessuale, Cristianità n. 54 (1979) – recuperato presso www.alleanzacattolica.org.

[ii] F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, trad. it., Adelphi, Milano 1976, vol. I, p. 146.

[iii] G Ricci, Il padre dov’era, SugarCo, 2013.

[iv] Ivi, p. 122.

[v] Sant’Ignazio di Loyola, ES – 325, in: L’anima armata, Edizioni Radio Spada, 2019.

[vi] San Francesco di Sales, Trattenimenti spirituali, Città Nuova, 2009, p. 514.

[vii] S. Hutin, Lo gnosticismo. Culti, riti, misteri, Ed. Mediterranee, 2007, p. 92; J. Bugge, Virginitas: An Essay in the History of a Medieval Idea, Springer Science & Business Media, 2012 p. 8; Giornale della Società asiatica italiana, vol. 29, 1921, p. 164; voce: Gnosticismo, a cura di M. Guidi, Enciclopedia Italiana, Treccani, 1933. 

[viii] G. Laras, Storia del pensiero ebraico nell’età antica, Giuntina, 2006, p. 141; la questione è dibattuta: J. E. Taylor, The Essenes, the Scrolls, and the Dead Sea, Oxford University Press, 2015, p. 65.

[ix] A. Galli, La gnosi, un veleno postmoderno?, in Avvenire, 1 marzo 2012, https://www.avvenire.it/agora/pagine/gnosi-veleno-post

[x] Ibidem.

[xi] E. Voegelin, Il mito del nuovo mondo: saggi sui movimenti rivoluzionari del nostro tempo, Rusconi, 1970, p. 25: «Benché non si disponga di fonti gnostiche che si possano far risalire con certezza a una data anteriore alla nascita di Cristo, terminologia e influenze gnostiche sono così chiaramente individuabili in san Paolo che è legittimo ritenere che provengano da una corrente di pensiero già attiva in epoca anteriore. Per quanto riguarda la continuità storica dello gnosticismo dall’antichità ai tempi moderni, qui ci limiteremo a ricordare che le connessioni nello sviluppo delle sette gnostiche, da quelle del Mediterraneo orientale, nell’antichità, ai movimenti dell’alto Medioevo e a quelle del Rinascimento occidentale e della Riforma, sono state messe in chiaro con precisione sufficiente da consentirci di parlare di continuità».

[xii] Pierpaolo Ottonello, ordinario di Storia della filosofia all’Università degli studi di Genova e studioso di Rosmini, […] si sofferma sulla matrice gnostica dell’esperienza di Lutero, con il suo «Deus absconditus», accessibile solo sub contraria species, che lascia spazio soltanto a forme di teologia negativa» e i cui esiti non potevano che essere «la negazione di ogni metafisica e del suo stesso significato» (A. Galli, La gnosi, un veleno postmoderno?, cit.).

[xiii] V. nota 3.

[xiv] voce: Gnosticismo, a cura di M. Guidi, Enciclopedia Italiana, Treccani, 1933. Con riferimento in particolare alla gnosi dei primi secoli d. C.: «Conseguenza del bisogno di liberare per la salvezza la parte divina dell’anima era una disposizione ascetica: o, in altri casi, un libertinaggio fondato sulla persuasione che la materia non può contaminare la parte divina» – http://www.treccani.it/enciclopedia/gnosticismo_%28Enciclopedia-Italiana%29/; et: voce: Gnosticismo, Enciclopedia online – Treccani, in cui si parla di «posizioni radicalmente diverse: dall’ascesi più rigida a un indifferentismo totale, in base al concetto che lo gnostico è ormai sottratto a ogni possibilità di contaminazione che gli faccia perdere il suo privilegio» – http://www.treccani.it/enciclopedia/gnosticismo/.

[xv] V. Balanzin, In libreria: Chiesa gnostica e secolarizzazione di Stefano Fontana, Osservatorio Card. Van Thuân, 6 luglio 2018.

[xvi] Se sull’endura – e sul catarismo in generale – è in corso un dibattito storico, sull’enciclopedia Treccani online viene identificata come: «suicidio per fame, testimoniato per un gruppo cataro in Linguadoca (fine 13° sec.). Vi si sottoponevano coloro che, ricevuto il sacramento del consolamentum, che si accompagnava alla promessa di vivere in castità, non cibarsi di carne e rimanere fedeli al catarismo, temevano di non reggere al duro regime di vita imposto»; vedere anche: F. Cardini, M. Montesano, La lunga storia dell’inquisizione: luci e ombre della “leggenda nera”, p. 14.

[xvii] F. Cardini, M. Montesano, La lunga storia dell’inquisizione: luci e ombre della “leggenda nera”, pp. 14-15.

[xviii] Veronesi difende i gay: «Quello omosessuale è l’amore più puro», Corriere.it, 23 giugno 2011, https://www.corriere.it/cronache/11_giugno_23/veronesi-amore-gay_cba482c8-9d92-11e0-b1a1-4623f252d3e7.shtml

[xix] Violenze e minori. Il Centro H&G: filo rosso dai “diavoli della bassa”, agli LGBT fino all’Università Pontificia, RadioSpada.org, 2 luglio 2019, https://www.radiospada.org/2019/07/violenze-e-minori-il-centro-hg-filo-rosso-dai-diavoli-della-bassa-agli-lgbt-fino-alluniversita-pontificia/

[xx] C. Nitoglia, Gnosi e gnosticismo, paganesimo e giudaismo: dalla tradizione primitiva alla fine dei tempi, Cavinato, 2006, p. 10. Riferito al paragrafo.

[xxi] E. Voegelin, Il mito del nuovo mondo: saggi sui movimenti rivoluzionari del nostro tempo,Rusconi, 1970, pp. 25-28.

[xxii] A. Magris, La logica del pensiero gnostico, Morcelliana, 1997, p. 450.

[xxiii] Testi gnostici cristiani, a cura di M. Simonetti, Laterza, Bari, 1970, p. 130; in: M. Introvigne, La Rivoluzione sessuale “dall’utopia alla scienza” La gnosi sessuale di Wilhelm Reich,Cristianità, n. 57 (1980) – recuperato presso www.alleanzacattolica.org.

[xxiv] Ibidem, pp. 93-94.

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