Il dogma del Purgatorio – Materia delle espiazioni: peccati contro la carità.

Continuiamo la pubblicazione a puntate dell’opera “Il dogma del Purgatorio” del Padre F. S. Schouppe della Compagnia di Gesù nella traduzione italiana del sacerdote Antonio Buzzetti, stampato a Torino nel 1932 con le debite approvazioni ecclesiastiche. Come nostro solito protestiamo che, in conformità ai decreti di Urbano VIII, salvo i dommi e le dottrine e tutto ciò che la Santa Apostolica Sede ha definito, in tutt’altro non intendiamo prestare né richiedere altra fede che l’umana.

Capitolo XXII
Materia delle espiazioni nel Purgatorio.

Materia delle espiazioni: peccati contro la carità. – La B. Margherita Maria e due persone di elevata condizione nelle pene del Purgatorio. Parecchie anime punite per mancanza di concordia.

Dicemmo che la divina giustizia si mostra in modo particolare rigorosa per i peccati commessi contro la carità verso il prossimo. La carità, infatti, è la virtù che più sta a cuore al divin Maestro e che raccomanda ai suoi discepoli come quella che li deve distinguere agli occhi di tutti. Il segno, dice egli, al quale si conoscerà che voi siete miei discepoli, è la carità che avrete gli uni per gli altri. Non è dunque da stupirsi che la durezza col prossimo ed ogni altra mancanza di carità siano nell’altra vita severamente punite.
Ed eccone anzitutto alcune prove, tolte dalla storia della B. Margherita Maria. «Seppi da suor Margherita, dice la Madre Greffier nelle sue Memorie, che una giovane pregava per due persone di grande considerazione nel mondo, che erano spirate. Tutte due le vide nel Purgatorio: l’uno le fu mostrata come condannata per molti anni a quelle pene, malgrado i solenni funerali ed il gran numero di messe che per lei si celebravano. Tutte quelle preghiere e quei suffragi erano dalla divina giustizia applicati invece alle anime di alcuni di coloro che erano stati rovinati per la sua mancanza di carità e d’equità a loro riguardo. Siccome a quella povera gente niente era rimasto per far pregare Dio per essi dopo la loro morte, Dio vi suppliva come s’è detto. – L’altra si trovava in Purgatorio per altrettanti giorni quanti anni era vissuta sulla terra. Nostro Signore fece conoscere a suor Margherita, che fra tutte le opere buone fatte da questa persona aveva particolarmente avuto considerazione alla carità colla quale aveva sopportato i difetti del prossimo e dissimulati i dispiaceri a lei fatti».
Un altra volta Nostro Signore mostrò alla beata Margherita una quantità d’anime del Purgatorio, le quali per esser state discorde nella loro vita dai propri superiori, e per aver avuto con essi alcune discordie erano state severamente punite e private dopo morte del soccorso della S. Vergine e dei Santi, e della visita dei loro angeli custodi. Parecchie di quelle anime erano destinate a rimaner lungo tempo fra le orribili fiamme; anzi alcune di esse non avevano alcun indizio di predestinazione, tranne quello di non odiar Dio; altre che furono in religione, e nella loro vita avevano avuto poca unione e carità colle sorelle, erano private dei loro suffragi, e non ne ricevevano perciò alcun soccorso.

2 Commenti a "Il dogma del Purgatorio – Materia delle espiazioni: peccati contro la carità."

  1. #Francesco   23 Novembre 2019 at 8:38 pm

    Vorrei porre una domanda alla redazione e a chiunque sia esperto in materia.
    Un bacio lussurioso tra un maschio e una femmina non sposati è peccato mortale?
    Grazie per l l’attenzione

    Rispondi
    • #Redazione RS   24 Novembre 2019 at 11:24 pm

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