L’occultamento dei miracoli: dalla Madonna del Buon Consiglio a Loreto

di Giuliano Zoroddu

La messa antica della Traslazione dell’Alma Casa della Beata Vergine Maria

Con decreto della Congregazione per il Culto Divino del 7 ottobre u.s., firmato dal Cardinale Sarah papa Bergoglio ha deciso di estendere a tutta la Chiesa la festa della Madonna di Loreto.
Ma questo decreto invece di suscitare la gioia universale per l’amplificato culto reso alla Madre di Dio, è stato oggetto di numerose critiche. Infatti né il decreto né il nuovo ufficio composto contengono alcun riferimento alla miracolosa traslazione della Santa Casa da Nazareth a Loreto, ma parlano unicamente di  “Santuario che ricorda l’Incarnazione”.
La titolatura della festa da “Traslazione dell’Alma Casa della Beata Vergine Maria” passa a ” Beata Maria Vergine di Loreto”.
La colletta prescinde dal gran miracolo della Casa di Nazareth che per miracolo vola a Loreto per cui dall’originale “O Dio, che hai consacrata la Casa della beata Vergine Maria per mezzo del mistero del Verbo incarnato e la hai collocata nel seno della tua Chiesa: concedici che, segregati dalle case del peccato, siamo fatti degni abitatori della tua santa casa” si passa a un “O Dio, che dando compimento alle promesse fatte ai Padri hai eletto la beata Vergine Maria per esser madre del Salvatore: concedici di seguire gli esempi di colei la cui umiltà fu a te gradita e la cui obbedienza fu a noi giovevole”.
Aldo Maria Valli (vedi QUI) riporta il commento di Giorgio Nicolini, massimo studioso della Santa Casa e del miracolo della traslazione:

“Praticamente Questo nuovo decreto annulla secoli di pronunciamenti pontifici e dichiara implicitamente che nei sette secoli precedenti (e comunque ufficialmente a partire dal XVII secolo) tutti i decreti che riconoscevano e autorizzavano il ricordo della traslazione miracolosa non valgono più nulla, e lo stesso riconoscimento dell’autenticità della reliquia della Santa Casa viene ora del tutto occultata se non apertamente negata […] Nel decreto, infatti, non si trova più nessun accenno alla Santa Casa in quanto reliquia, né la si identifica con l’autentica casa di Nazareth, ma si parla solo del santuario che ricorda l’Incarnazione. Un ricordo devozionale, non il riconoscimento di un fatto storico. Tanto è vero che le tre pareti della Santa Casa non  vengono mai nominate. D’altra parte si tratterebbe solo di ‘alcune pietre’, secondo quanto sostenuto da Francesco di recente. Non solo. Nel decreto si sostiene che le grazie ottenute lungo i secoli nascono dal fatto che i fedeli si sono rivolti all’effige della Madonna presente nella Santa Casa, e non dal fatto che hanno pregato all’interno di una reliquia. Il decreto è insomma ambiguo: la traslazione miracolosa non è negata, ma ignorata, e così, di fatto, la Santa Casa non è più una reliquia […] Per i profani e per i fedeli meno informati il fatto che il papa abbia iscritto nel martirologio romano universale la festa della Beata Vergine di Loreto può sembrare una cosa bella. In realtà il cardinale Sarah, con un inganno, ha abrogato la secolare festa della traslazione miracolosa cambiando la natura stessa della ricorrenza. Non più il ricordo di un miracolo, ma una generica devozione mariana. Stupisce che a firmare il decreto sia stato un cardinale come Robert Sarah: solo ignoranza? Possibile che non conosca i decreti di tutti i secoli precedenti? E non si rende conto che, abrogandoli, sconfessa quanto stabilito dai papi precedenti attraverso la stessa congregazione da lui guidata? Il decreto risulta schizofrenico nel rinnegare i pronunciamenti ufficiali precedenti, reiterati per quattro secoli”.

Ma pochi sanno che l’occultamento dei miracoli mariani rimonta a molto prima del pontificato bergogliano. Infatti il “buon” Roncalli nella sua edizione del Messale Romano fece cassare il riferimento al miracolo nella messa della Madre del Buon Consiglio, la cui icona, come riferisce la tradizione, si staccò dal suo Santuario di Scutari (Albania) per sfuggire ai Turchi e il 26 aprile 1467 venne ad apparire sulla parete del santuario di Genazzano (Roma) dove tuttora è venerata.
Dalla colletta infatti fu cassata la frase “eiusque speciosam Imaginem mira apparitione clarificare dignatus es“.

Messale Romano Quotidiano, Edizioni Paoline, 1953
Messale Romano del 1962

Come si vede il modernismo razionalista negatore dei miracoli fa danni da oltre cinquant’anni e lo si dovrebbe tenere a mente proprio in questo momento, a cinquanta anni dalla imposizione del Novus Ordo Missae di Paolo VI.

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