Parlamento Ue condanna la Polonia anti-educazione sessuale (e anti-pedofilia)

Riprendiamo questo articolo, a firma di Francesca Bernasconi, apparso su IlGiornale.it del 15 novembre (titolo originale: “Parlamento Ue condanna la Polonia anti-aborto: “Sessualità non è crimine”):

Il Parlamento europeo attacca la Polonia. Al centro della discussione c’è un disegno di legge, chiamato “Stop Pedofilia“, che potrebbe prevedere fino a 5 anni di prigione per gli insegnanti che diffondono l’educazione sessuale.

Ieri, l’assemblea europea si è riunita, in seduta plenaria, a Bruxelles e ha espresso profonda preoccupazione per il disegno di legge. Nel teso, approvato con 471 voti a favore, 28 contrari e 57 astensioni, gli eurodeputati invitano il Parlamento di Varsavia a non adottare quella legge. Secondo i deputati dell’Unione europea, infatti, la Polonia, applicando quella norma, intende “criminalizzare l’educazione sessuale”.

La risoluzione europea incoraggia tutti gli Stati dell’Unione a dare un’educazione sessuale completa, ma adeguata alle diverse età, nelle scuole. Infatti, secondo i deputati, la mancanza di informazioni sulla sessualità metterebbero a rischio la sicurezza e il benessere dei ragazzi, rendendoli maggiormente potenziali vittime di sfruttamento sessuale, abuso e violenza. Al contrario, se le scuole insegnassero ai giovani l’esistenza di “relazioni basate sull’uguaglianza di genere, sul consenso e sul rispetto reciproco”, si potrebbero forse “prevenire e combattere gli stereotipi e la violenza di genere, l’omofobia e la transfobia”.

Riconoscendo il ruolo fondamentale che la società civile svolge nella trasmissione dell’educazione sessuale, il Parlamento di Bruxelles ha anche chiesto che vengano messi a disposizione delle varie organizzazioni dei finanziamenti. Tale denaro dovrebbe essere elargito sia attraverso il programma Diritti e valori per il 2021-2027, sia attraverso altri progetti pilota.

L’assemblea europea ricalca le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in materia di educazione e protezione dei giovani, che sostiene l’inclusione di “aspetti quali l’ orientamento sessuale e l’ identità di genere”. Inoltre, secondo l’Oms, l’aborto rientrerebbe fra le libertà fondamentali.

Con la risoluzione di ieri, il Parlamento europeo ha condannato il passaggio verso la disinformazione in ambito sessuale proposta dalla Polonia ha invitato lo Stato ad “astenersi dall’adottare il progetto di legge proposto, che può essere visto come un altro tentativo in Polonia di limitare i diritti sessuali e riproduttivi, come il diritto all’aborto”.

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