di Miguel

Cari Amici di Radio Spada,

sono tornato per qualche battuta, sperando di non infastidire troppo alcune persone un po’ delicate. E se si arrabbieranno, pazienza.

Questa lettera è per tutti e per ciascuno di voi. Sì, anche per te che – incuriosito ma neanche tanto – hai cliccato sul collegamento. Per te che pensi di aver capito che c’è una crisi nella Chiesa. Per te che hai la tentazione sciocca di guardare il bergogliano medio dall’alto del centimetro in più d’informazione che hai, in quanto supponi di aver compreso qualcosa che lui non ha (anche io a volte patisco questa inclinazione e non è bella).

Ecco, caro mio, te lo dico alla veloce: ci sono tanti inganni in giro e tu potresti esserne la vittima (quasi) ignara.

Chiarisco subito: la parola “inganno” non suppone in alcun modo la cattiva intenzione di chi lo produce, suppone solo che ci sia un errore, una trappola (probabilmente involontariamente lasciata da qualcuno) in cui tu sei finito dentro. Non giudico in foro interno, giudico gli atti e le parole.

Vediamo un po’. Non so se hai notato che, sempre più, si sta affermando una via mediana, sgradita al Cielo e ai nemici Suoi, tra la Tradizione e il modernismo sfegatato. Nulla di nuovo, amico mio! Già ai tempi della crisi ariana erano sbucati i semiariani, lo abbiamo detto molte volte. Sicuramente saranno stati in buona fede, ma erano nell’errore. E che errore!

Accade dunque che questa via semitradizionale, dunque semicristiana, molto comoda – e a portata di parrocchia – sia offerta un po’ a tutti.

Omissioni, cortine fumogenee, arrampicate sugli specchi e via conservando. Qui su Radio Spada – mentre altri si baloccavano in sogni di ogni genere – lo si scriveva anni fa, con la Lettera ai ‘conservatori’ perplessi

Lo abbiamo visto in alcune occasioni ma te lo dico già: non credo al complotto e non si tratta di un piano. Probabilmente è il frutto di un clima malato che patiamo da qualche decennio.

Insomma: cardinali che affermano la retta dottrina su questo o quell’argomento, poi, da Prefetti di congragazione, si propongono come tutori di certe liturgie che a chiamarle semicristiane si è generosi. Altri che ci parlano di rischio-scisma ma che poi non offrono soluzioni, rimandando da anni, non si sa in direzione di cosa. E così via.

Il tutto senza ammonirti pienamente, caro amico, sulle cause della malattia. Anzi! Questi ai convegni che fanno è capitato pure che celebrassero il Novus Ordo. Ma che cambia, no?

Il messaggio sembra essere: va tutto male ma va tutto bene. C’è una malattia e la cura della malattia è… è… è?

Che sì, c’è una crisi, siamo d’accordo, una crisi che attraversa il corpo della Chiesa, addirittura c’è Pachamama, che han fatto bene a buttare nel Tevere ma poi… ecco… ecco… ecco?

In parole povere: c’è un gran male ma le cause proporzionate di questo gran male non si vedono granché bene.

L’impressione che potresti avere, amico mio, è che tutto vada male, anzi malissimo, ma per uscirne bene si possa continuare a vivacchiare in parrocchia, tra una tombolata e un ritiro, tra una rimpatriata e due battute sul sagrato contro i progressisti. Come sgravano la coscienza quelle!

Certo, il prete dà la Comunione sulla mano (ovvero compie un atto sostanzialmente sacrilego) al fedele che la riceve prima di te e a quello che la riceve dopo di te. Tu, beh sì, non ti inginocchi vero? Del resto in questa parrocchia non lo fa nessuno, no? E il rito? Sì, sai che è un rito problematico, che ci sono almeno 60 ragioni per evitarlo. Che l’hanno costruito a tavolino per aggraziarsi gli eretici protestanti, che Paolo VI (il pessimo Montini, riveritissimo da uno di questi cardinali) invitò pure sei di loro per prepararlo. Lo sai, lo sai. Ma è comodo.

Sì, è comodo. Anche se al catechismo per i bimbi la Transustazione non la insegnano più, se ogni tanto – quando porti la famiglia in chiesa – sai benissimo di portarla a sentire le mezze eresie che dice il parrocco, formato negli anni ruggenti di quel Concilio (di cui alcuni dei cardinali suddetti chiedono l’applicazione genuina).

Sai, sai, sai bene. Sai pure che il bergoglismo è il frutto maturo di tutto questo. Però…

Però c’è chi ti dice (sempre in buona fede, ci mancherebbe) che forse è possibile un modo per mettere insieme quello che tu sai essere “Cristo e Belial”. Per quadrare il cerchio. Perché 2 + 2 non faccia proprio 10 ma sì, 9, 8 o 7 può anche farlo. Siamo più vicini, no? Suvvia, la tal rivista conservatrice o il tal blog quasi-tradizionale ha pure offerto il suo microfono all’eminentissimo prelato! Tutto torna!

E allora via con kermesse in cui si assiste a proclamazioni di dottrina luminosissima. Ma a corrente alterna.

Il tal cardinale ha fatto una gran conferenza! – Si sente dire.

E che ha detto? – domanda naturale.

Che bisogna pregare e che i preti devono restare celibi! – risposta entusiasta.

Alla faccia: e che doveva dire? Di non andare in chiesa e di trasformare le canoniche in harem? Il dramma è che la più scontata (e parziale) normalità, pur mescolata a tanti silenzi e a tante ambiguità, passa per eroismo.

Sì, un eroismo a portata di parrocchia o di clic. Basta dire due mezze verità per sentirsi in regola. No?

Siamo in guerra e dopo aver tirato tre mortaretti in cortile per celebrare una buona notizia dal fronte ci sentiamo a posto. La nostra parte l’abbiamo fatta. Come no!

Dicevo: è un clima. Sì, è un clima dolce, anzi dolciastro. Lo stesso clima per cui Alleanza Cattolica è passata da sventolare (anni ’80) i suoi stendardi nei seminari di Mons. Lefebvre ad essere le Sturmtruppen del bergoglismo. Fine indecorosa, direte. Beh: hanno iniziato proprio come te che leggi ora.

Attento dunque, amico caro, perché gutta cavat lapidem. Non ho l’autorità per dirti cosa fare e posso sbagliare opinione ma quando indico qualcosa di infallibile sono infallibile anch’io. E qui ci sono 2000 anni di Magistero che parlano chiaro.

Lascia che i morti seppelliscano i morti.

Requiescant in Pachamama.

Ah, no: Requiescant in pace. Amen.

Passo e chiudo.