“Si fa sera e il giorno ormai volge al declino”. Occhio agli entusiasmi: diagnosi carente, terapia pericolosa?

No, non ci siamo Eminenza. Andiamo malino malino.

Premessa: il tempo è poco e le cose utili da fare sono altre per cui non abbiamo visto dall’inizio alla fine il video di presentazione e non abbiamo letto il libro come si dovrebbe, limitandoci a qualche occhiata. Ma per sapere se un paziente è malato non è necessario fare tutti gli esami medici a disposizione: se il termometro segna la febbre a 40°, vuol dire che c’è da allarmarsi. E qui la febbre, anche nelle poche misurazioni fatte, è a 42°C, tendente ai 43.

Il libro di Sarah contiene una frase che dice molto. Citando Ratzinger ci informa che la difesa della vera tradizione della Chiesa singnifica la difesa del Concilio.

Certo: si riconosce che l’epoca del Concilio e del post-concilio ha segnato un periodo difficile, che l’ermeneutica della rottura non va bene, ecc ecc. Ma poi si indica come cura della malattia… la malattia. E dire che oggi persino vescovi cresciuti nella “chiesa conciliare” iniziano a riconoscere più apertamente qualche problema (si pensi a Viganò e Schneider)

Se già queste prime righe sarebbero sufficienti a chiudere il libro, va detto che c’è di peggio, di molto peggio. Si parla – in relazione a Humanae Vitae e al Credo del popolo di Dio – del pontificato “profetico” di “San” Paolo VI. Offriamo dunque a beneficio dei lettori (e di Sarah) una sintesi, tratta dai quaderni dei Triarii (Le tenebre della Nuova Pentecoste), del regno di Paolo VI:

[…]

Governo della Chiesa:

– Abbandonò la lotta (necessaria) promossa dai suoi predecessori con le encicliche che avevano condannato il Comunismo, il Modernismo, la Massoneria (al punto che la federazione romana del Partito Comunista alla sua morte tappezzò i muri della città con manifesti di cordoglio per il “vescovo di Roma” ricordandone “l’appassionato impegno e l’alta umanità);

– Fu l’uomo dell’apertura alle logge massoniche, al punto che alla morte di Paolo VI, Giordano Gamberini, scrisse sulla “Rivista Massonica” un elogio funebre in qualità di ex Gran Maestro: «Per noi è la morte di chi ha fatto cadere la condanna di Clemente XII e dei suoi successori. Ossia, è la prima volta – nella storia della Massoneria moderna – che muore il Capo della più grande religione occidentale non in stato di ostilità coi massoni … per la prima volta, nella storia, i Massoni possono rendere omaggio al tumulo di un Papa, senza ambiguità né contraddizione»;

– Ebbe una scandalosa passività di fronte allo “catechismo olandese” (eretico);

– Fece nomine episcopali e cardinalizie disastrose, riempiendo di ultramodernisti l’intera gerarchia. Una parte non trascurabile dei prelati posti sotto accusa nel famoso dossier Viganò (più altri non menzionati) fecero carriera sotto Paolo VI (e Giovanni Paolo II);

–  Soppresse la “Congregazione del Sant’Uffizio”, cambiando il nome in “Congregazione per la Dottrina della Fede”;

– Soppresse l’Indice dei libri proibiti;

– Soppresse il Giuramento antimodernista;

– Col suo regno iniziarono a svuotarsi i Seminari e i Noviziati e si impennarono gli abbandoni religiosi;

– Contribuì alla distruzione giuridica degli Stati Cattolici (Italia e Spagna in testa), ma ricevette con tutti gli onori i peggiori gerarchi e criminali comunisti (Kadar, Tito, Podgorny, Gromiko, Ceauşescu), persecutori della Chiesa cattolica.

– Fu l’inauguratore della cosiddetta “apertura ad Est”, l’Ost-Politik;

– Tenne, nel 1965, un discorso scandaloso all’ONU, in cui di fatto annunciò l’abdicazione dal suo ruolo in favore dell’organizzazione internazionale, dicendo tra l’altro: Qui si instaura un sistema di solidarietà, per cui finalità civili altissime ottengono l’appoggio concorde e ordinato di tutta la famiglia dei Popoli per il bene comune, e per il bene dei singoli. Questo aspetto dell’Organizzazione delle Nazioni Unite è il più bello: è il suo volto umano più autentico; è l’ideale dell’umanità pellegrina nel tempo; è la speranza migliore del mondo; è il riflesso, osiamo dire, del disegno trascendente e amoroso di Dio circa il progresso del consorzio umano sulla terra; un riflesso, dove scorgiamo il messaggio evangelico da celeste farsi terrestre;

Vale la pena leggere integralmente il discorso, che è agghiacciante e illuminante al medesimo tempo. In quella occasione pregò di fronte ad un quadro astratto nella “camera della meditazione” (meditation room), una stanza d’ispirazione massonica, priva di qualsiasi segno cristiano.

Dottrina (in particolare ecumenismo e libertà religiosa):

– Diede un’accelerazione decisiva agli errori di stampo ecumenista;

– Inviò il cardinale Willebrandt, come suo legato, all’Assemblea luterana di Evian, non senza blandizie per la figura di Lutero;

– Visitò il Consiglio Ecumenico delle chiese, aprendo la strada, con un discorso ambiguo, a ciò che sarebbe stato Assisi 1986;

– Sospese a divinis Mons. Lefebvre ma accolse e riverì rabbini, eretici e scismatici al punto che baciò i piedi a Melitone di Calcedonia;

– Incontrò da pari a pari, lo abbiamo accennato, il patriarca scismatico Atenagora e non rinnovò la nomina del patriarca latino di Costantinopoli;

– Fece benedire i fedeli dall’ “arcivescovo” Ramsey (in realtà un laico e scismatico). Va ricordato che Papa Leone XIII aveva definito irreversibilmente la nullità degli ordini anglicani;

Liturgia:

– Realizzò una riforma liturgica che ha trasformato l’altare in una tavola adatta per la Cena protestante, con la celebrazione rivolta al popolo (invito a rileggere le 60 ragioni per evitare la nuova messa);

– Incaricò 6 membri non cattolici di prendere parte al “Consiglio” che doveva comporre la nuova messa;

–  Come abbiamo visto, abbandonò la Tiara, inaugurando la moda dei copricapi eccentrici (valga per tutti quello da capo tribù indiano). Dopo di lui, sul suo esempio, Giovanni Paolo II, abbandonò anche la sedia gestatoria;

– Ha permesso nei fatti l’abbandono della veste talare;

– Ha di fatto eliminato gli Ordini Minori per come erano conosciuti;

– Ha sostanzialmente cancellato il latino dalla Liturgia;

– Sotto il suo regno si è avviata in maniera dirompente la demolizione pratica della musica sacra anche con l’uso del rock in chiesa;

– Molto altro che per brevità non si può riportare.

Questo il “profetico”, “san” Paolo VI.

Ma c’è di più. Parlando della crisi nella Chiesa, Sarah ci dice che lui vuole essere solo “l’umile eco e l’estensione” dell’analisi di personaggi come il “card.” von Balthasar (dei cui delirii teolgici ci siamo già occupati qui, qui e qui), il card. de Lubac (tra gli altri qui e qui) e ovviamente Bouyer e Ratzinger. Insomma, per cambiare metafora: ci propone di sistemare la crisi di un’azienda in base alle analisi di chi l’ha portata sull’orlo del fallimento.

Ma Sarah decide di tagliare la testa al toro. Verso la fine del libro si legge:

Mi appello ai preti con tutto il cuore di mettere in pratica la riconciliazione liturgica di Papa Benedetto, nello spirito pastorale di Papa Francesco.

Good night, and good luck!

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