Circa 20 scuole in Francia, nessuna invece in Italia: Il perché del ritardo scolastico nel nostro paese

In ambito tradizionalista in Francia esistono una ventina di scuole secondarie per ragazze (oltre le numerose scuole elementari miste e oltre le scuole maschili). In Italia invece non esiste neanche una sola possibilità per le figlie di famiglie cattoliche di poter frequentare una scuola cattolica dove viene celebrata la messa tridentina e insegnata e vissuta la fede cattolica senza compromessi con il modernismo teologico.

Come mai questo divario tra Italia e Francia? Certamente non si può ridurre il fenomeno a una sola causa. Tuttavia pare più che evidente che un motivo centrale della piccola fioritura delle scuole femminili in Francia consista nel fatto che negli anni ’70 del secolo scorso delle piccole cellule di suore domenicane (soprattutto provenienti da una congregazione tolosana fondata nel 1800) siano rimaste fedeli alla dottrina e alla liturgia preconciliare. Partendo da Brignoles (vicino Marsiglia) e da Fanjeaux (vicino Carcassone) hanno rifondato numerose scuole autenticamente cattoliche in Francia, in Germania, negli Stati-Uniti e in Argentina; è prevista inoltre una nuova scuola anche in Svizzera. Probabilmente è vero che le domenicane di Fanjeaux siano diventate negli ultimi anni l’ordine insegnante femminile con più vocazioni in Europa in assoluto (prima di tutte le altre congregazioni moderniste)!

La forza (o la debolezza) della scuola cattolica era sempre profondamente legata alla presenza di ordini insegnanti. Un gesuita disse prima dell’ultimo concilio addirittura che il cattolicesimo negli Stati-Uniti si basava sulle suore insegnanti. Citiamo qui alcuni numeri o nomi per illustrare l’importanza delle congregazioni per la scuola cristiana:

  1. Nell’anno 1749, i gesuiti dirigevano quasi 700 collegi in tutta Europa e oltremare istruendo così una buona parte dell’élite cattolica dell’epoca.
  2. Nell’800 (fino al 1861) si contano solo in Italia oltre 140 fondazioni di nuove congregazioni (per lo più al servizio della gioventù), di cui 120 comunità femminili. Gli esempi più famosi sono i Salesiani, le Figlie di Maria Ausiliatrice, l’istituto Cavanis e le suore di S. Dorotea.
  3. Prima dell’invasione comunista, più della metà dei religiosi in Ungheria lavorava nelle scuole (ossia 5047 religiosi).
  4. Il crollo delle vocazioni insegnanti coincide per la grande maggioranza delle congregazioni insegnanti con gli anni del concilio Vaticano 2. In Francia per esempio insegnavano nell’anno 1959 30.260 sacerdoti, fratelli e suore nelle scuole cattoliche. Circa 20 anni dopo ne rimasero meno di 10.000 professori chierici o religiosi. Oggi la stragrande maggioranza dei noviziati delle congregazioni insegnanti in Europa sono vuoti.
  5. Nell’anno 2019 ci sono soltanto 2 giovani suore insegnanti italiane e nessun fratello insegnante italiano nelle comunità di rito tridentino (contro qualche centinaio di suore insegnanti di nazionalità francese). I numeri parlano da soli e devono darci una scossa.

I vantaggi di buoni religiosi nell’insegnamento sono palesi. Essendo consacrati a Dio (spesso con i tre voti di religione), seguono Cristo in modo più marcato rispetto ai laici. Nel noviziato possono ricevere una formazione specificamente cristiana al loro futuro servizio presso i bambini. La loro vita comunitaria assicura che il lavoro quotidiano con i bambini è sempre accompagnato dalla preghiera. Visto che non ricevono uno stipendio, abbassano notevolmente i costi per la manutenzione della scuola e facilitano l’accesso all’insegnamento anche alle famiglie povere. Sono inoltre sempre disponibili perché non hanno una famiglia da mantenere il che è un punto forte specialmente nelle scuole con convitto.

Chi ha uno sguardo lucido sulla storia della Chiesa non potrà negare l’importanza fondamentale di pregare e lavorare per ottenere le grazia di numerose vocazioni religiose insegnanti. La creazione della pagina RINASCITA DELLE SCUOLE CATTOLICHE (https://www.facebook.com/RinascitaScuoleCattoliche/), che vuole non solo favorire lo sviluppo dell’apostolato scolastico in Italia in generale, ma anche aiutare le persone disposte a consacrarsi a Dio attraverso il servizio alla gioventù a trovare una congregazione insegnante valida, è un piccolo passo nella direzione giusta.