Avvenire: date la comunione al compagno Sala

di Scottonius

Il Sindaco Sala con i calzini arcobaleno a sostegno della Pride Week di Milano il 19 giugno 2019. Foto da huffingtonpost.it

Il 24 dicembre scorso il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, noto Beppe, ha scritto una lettera a La Repubblica per parlare del suo rapporto con la religione cattolica – religione di cui amare parlare ma aborrisce ostentare – e per palesare il suo “disagio” perché in quanto “essendo divorziato e in uno stato che non [gli] consente di accostarmi al Sacramento” non può fare la Comunione.
A tal grido di dolore del noto politico di area PD ha risposto Avvenire (che alle idee del PD fa più o meno riferimento) con un articolo apparso sul suo sito il 28.
Il giornale della CEI avrà ricordato al primo cittadino di Milano la Parola di Dio cui egli nella lettera a Repubblica fa più volte riferimento? Quella Parola cioè che proibisce il divorzio e proibisce a coloro che non sono nella grazia di accedere alla Comunione Eucaristica?
Ovviamente no! Ci mancherebbe altro! Misericordia ci vuole: è Francesco che lo chiede!
Lodi alla lettera come “atto di coraggio e di chiarezza”, salamelecchi all’autore ” persona seria e preparata” (doti che si presumono, come disse la buonanima di Andreotti), richiami al Cardinale Martini (che con Sala ha in comune la simpatia per i Gay Pride) ed ad Amoris Laetitia.
Ma quello che è il succo, velenoso, della risposta è un altro: Sala col il suo disagio, tipo di un disagio e di una esigenza sorta nel popolo cristiano, deve spingere la Chiesa a cambiare la sua dottrina sui divorziati che attentano matrimonio o vivono in concubinato, e a portare avanti una misericordiosa svolta pastorale.
E questa svolta, che consiste nel dare la comunione a coloro che oggettivamente stanno in peccato mortale e vogliono rimanervi, deve basarsi sul documento che ha “canonizzato” le suddette esigenze: Amoris Laetitia, in particolare il capitolo VIII e la nota 351.
E qui Avvenire si premunisce dalle obiezioni di coloro che ancora attendono (come se i modernisti li considerassero altro se non mezzi per conservare il disordine) risposte a dubia e altre inanità e si baloccano in petizioni e raccolte di firme:

Non è un’opinione. È quanto emerso da un cammino sinodale proseguito per oltre tre anni che il Papa ha sancito con la sua parola. Poi, di fronte alle critiche e ai distinguo, Francesco ha voluto che l’interpretazione da lui considerata più efficace, quella dei vescovi della regione di Buenos Aires, fosse inserita nei cosiddetti Acta apostolica sedis – gli atti ufficiali della Santa Sede – a ribadire che indietro non si torna e che tutte le diocesi del mondo devono incamminarsi lungo quella strada.

Come giudicare tale risposta?
Se si volessero usare aggettivi si scaderebbe nel triviale, ergo non lo faremo. Tuttavia si deve notare:
1. che vi soggiace la dottrina modernista quale esposta, confutata ed infallibilimente condannata in Pascendi da San Pio X: per questa infatta la Rivelazione di Dio, la sua dottrina non è stata data una volta e per sempre, ma continuamente si evolve a seconda dei tempi, delle situazioni e delle esigenze della gente;
2. che sembra fatta per compiacere un potente rappresentate dell’ideologia cui si fa riferimento, quasi fosse stata scritta dal più accondiscendente chierico di corte. Il tutto, per semicitare il Sale, non aborrendo di ostentare la più libera libertà di pensiero.
A tal proposito qualcuno ha fatto notare che si potrebbe accusare l’estensore di essere epigono di Lutero approvante la bigamia di Filippo d’Assia e di Cranmer benedicente i libertinaggi di Enrico VIII, ma che parimenti non sarebbe giusto: non sarebbe giusto offendere Lutero, Filippo d’Assia, Cranmer ed Enrico VIII con siffatto paragone.

4 Commenti a "Avvenire: date la comunione al compagno Sala"

  1. #angela   31 Dicembre 2019 at 8:25 pm

    E quindi facciamo quello che vuole Satana per farlo contento, ops facciamo contento Sala, e pure i poligami e pure i pedofili e gli zoofili ed i necrofili ed avanti, è la richiesta che fa la legge…peccato che il Vangelo dica il contrario” non ripudiare” ” la MIA PAROLA non passerà” “sarà Mosè stesso (10 comandamenti) a condannarvi”. Nerone non voleva sposare il suo cavallo? e se c’era Bergoglio e questo vaticano lo sposavano subito, vista la richiesta.

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  2. #bbruno   31 Dicembre 2019 at 9:00 pm

    E chissenrfrega della comunione a Sala o al suo cane o ad entrambi….. Comunione con che cosa???

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    • #angela angela   1 Gennaio 2020 at 12:59 pm

      Dubbio amletico. Ma sempre dubbio solamente…. può non essere e può essere…. facciamo come faceva s.Caterina da Siena nel dubbio, questo reale…. e non della fede nella Religione. Dio lo sa e mi vede.

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  3. #bbruno   2 Gennaio 2020 at 11:16 am

    una cosa è certa, fuori di dubbio: quella è la comunione al corpo di…Bergoglio: che orrore! E ci tengono tanto….Il cattolicesimo finito in un grande ‘qui pro quo’, cioè in un grande imbroglio! Cattolici che scambiano il suo braccio, quello di chi gestisce il grande Imbroglio, per la reliquia d’un santo, da portare in Asia e tenerlo vicino, per conforto….!

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