Il vero problema è la nuova messa non le nuove traduzioni!

A gennaio 2020 entrerà in uso la terza edizione italiana del “Messale Romano” di Paolo VI con le modifiche di cui tanto si sta parlando in questi giorni; tra chi, i più esagitati, ne fanno la base per sostenere l’invalidità di questo novissimus ordo cattivo rispetto ad un novus ordo buono, e chi invece rassicura con il solito fare “conservatore” sulla validità del tutto come se il solo rigirare e rivoltare le parole di un rito sacro come un sarto fa con un vecchio abito sia la cosa più normale del mondo. Del resto “l’attività dei conservatori è quella di evitare che gli errori siano corretti” diceva Chesterton.
Noi ci distanziamo da entrambe le posizioni. Lungi da ogni isterismo e al contempo da ogni normalismo, teniamo una posizione che, crediamo più fondata.
Con gli Eminentissimi Cardinali Ottaviani e Bacci di santa memoria crediamo che “il Novus Ordo Missæ, considerati gli elementi nuovi, suscettibili di pur diversa valutazione, che vi appaiono sottesi ed implicati, rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella Sessione XXII del Concilio Tridentino” e che preghiamo e lottiamo per la “abrogazione” di un rito para-protestantico e dalla validità quantomeno dubbia (vedi Breve esame critico del Novus Ordo Missae e Considerazioni sull’Ordo Missae di Paolo VI).
Se qualcuno ci accuserà di estremismo per definire la messa nuova rito para-protestantico rimandiamo alle dichiarazioni in tal senso di non-tradizionalisti del calibro del padre Bugnini: “[bisogna] scartare ogni pietra che potrebbe costituire anche l’ombra di un rischio di inciampo o di dispiacere per i nostri fratelli separati” (vedi La messa di Paolo VI. Un rito ecumenico già condannato da Pio XII); di Max Thurian: “Uno dei suoi frutti sarà che forse le comunità non-cattoliche potranno celebrare la Santa Cena con le stesse preghiere che usa la Chiesa cattolica” (La Croix, del 30 maggio 1969, p. 10); di Jean Guitton: “L’intenzione di Paolo VI a riguardo della liturgia, a riguardo della volgarizzazione della messa, era di riformare la liturgia cattolica così che coincidesse pressappoco con la liturgia protestante … con la Cena protestante” (Jean Guitton e la messa ecumenica … di Paolo VI).
Quindi, consigliando ai nostri lettori di formare le proprie coscienze con un approfondito studio a partire dai testi indicati”, li invitiamo ad astenersi dal frequentare la messa nuova – in quanto tale non in virtù di traduzioni rugiadose e affini – perché nociva alla fede cattolica (vedi È peccato non andare al Novus Ordo Missae?).
Nociva e da rifiutare in blocco e senza esitazioni non a motivo – lo ripetiamo – di modifiche di traduzione, più o meno occidentali, ma perché nata nel 1969 – non oggi, ma cinquant’anni fa! – fuori dalla fede e tradizione cattolica romana e sulla scia degli errori e degli orrori di Lutero, Calvino e Cranmer, acerrimi nemici della Messa Romana e padri spirituali del Novus Ordo Missae.
Quindi: o si pone la scure alla radice affrontando e rifiutando il rito montiniano oppure si continuerà ora a eccedere in catastrofismi ora a baloccarsi tra ermeneutiche e pizzi, contrapponendo alla mortale marcia del modernismo inanità e solo inanità!


6 Commenti a "Il vero problema è la nuova messa non le nuove traduzioni!"

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  2. #bbruno   9 Dicembre 2019 at 5:58 pm

    e noi, una parte di noi, per salvare capra e cavolo tradizione e autorità, tiriamo fuori la storia della messa nova non così buona come prima ma pur sempre buona, della messa che presenta sì una dimunutio della verità cattolica, ma sempre messa valida è, e chiediamo al papa, quello che l’ha così ‘diminuita’, di reintegrarla ( Castro Mayer ). Pensa un po’, una ‘diminutio’ della verità, 2+2 che fa , che so, 3.99….3,98… Concetto fantastico; come dire di una donna, che è pur sempre incinta, pur avendo avuto una diminutio nel suo essere incinta….
    Ora tiriamo fuori, appunto, il fatto delle traduzioni..Perché arrabbiarsi? Un’altra piccola diminutio, ma sempre messa è, voilà! Strabilianti davvero!

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  3. #angela   9 Dicembre 2019 at 8:43 pm

    Ma perché Ottaviani e Bacci non hanno scritto :non è valida? Vuol dire che valida lo era secondo chi celebrava. Perché non hanno fatto unione con Lefebvre? Non hanno fatto atti di rottura. Perché Lefebvre non ha firmato l’esame critico del NO? Perché non ha scritto: non è valida? Era valida allora ed ora? Colpi di demolizione rapida: chi li ferma?

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    • #bbruno   10 Dicembre 2019 at 11:09 am

      veramente, Angela, l’avevano anche capito, se dicevano che la nova messa è una ‘nuova’ religione. Quindi una diversa, non più come la prima, l’unica vera.. Hanno sbagliato a rivolgersi a ‘quello’ come a “Beatissimo Padre”, come se il Beatissimo Padre potesse buttare a mare la religione cattolica per farne una diversa e migliore. Hanno sbagliato a sedere in quel consesso di imbroglioni e schernitori, vera “cathedra pestilentiae”, chiamato conciliocvaticanosecondo, quando sotto gli occhi loro vedevano bene lo scempio che si stava facendo della fede cattolica, e con un bel gesto e doveroso non hanno gettato la loro porpora in faccia all’ Infelicissimo Impostore, papa en travesti.. Ma hanno continuato, come se nulla fosse, il loro servizio, e penso anche ‘presiedendo’ , essi stessi, a quell’ orrore di messa…

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      • #angela   10 Dicembre 2019 at 2:03 pm

        Carissimo Bruno io non voglio pensare per non peccare che abbiano usato termini falsi per vigliaccheria, quindi sono obbligata a considerare valido il NO, d’altra parte se Ottaviani ci teneva a morire cattolico ci teneva anche all’anima per cui non può aver mentito nello scritto. Concordo su quel beatissimo padre che forse non era beatissimo se non dal lato nemico, concordo che hanno sbagliato, ma di qui a scrivere il falso non può essere stato. Piuttosto : se Lefebvre (il fatto che fosse di fianco a Lienart al CVII, che sia stato ordinato prete e consacrato vescovo sempre dallo stesso, non mi piace molto) non avesse disubbidito a colui che lui riteneva papa, il che è inaccettabile (nessuno può giudicare la prima sede) facendosi scismatico e consacrando senza giurisdizione ricevuta, e quindi neppure data ai 4 (peraltro senza nullo cambiare revocata una scomunica ipso facto? Impossibile è se non in una nuova religione umana e non più Divina, come i 2 papi), se Lefebvre dunque avesse combattuto la buona battaglia senza separarsi, se in seguito altri non lo avessero seguito nel suo cattivo esempio con scelte proprie sempre contro la Chiesa UNA, se Benedetto XVI non avesse concesso egli stesso un nuovo sbocco ai resistenti col SP, costringendoli a restare nel recinto della Una, oggi la resistenza locale sarebbe stata alta, ed al vertice/i sarebbero stati costretti a fare marcia indietro. Invece la resistenza è stata tacitata con l’arma Lefebvre e con l’arma SP: sono maligna se penso che quei 2 di fianco al CVII abbiano fatto lo stesso gioco, tesi antitesi sintesi? … uno chiedendo modernismo e l’altro facendo tradizione senza Papa, di fatto entrambi hanno demolito e collaborato alla distruzione attuale,nonchè controllato la resistenza. Sinistra e destra per andare avanti in sintesi con lo spauracchio scisma agitato su ogni contestatore in difesa del vero. Oggi dobbiamo fare i conti con la realtà di avere Ratzinger- Bergoglio- papi, io li considero nulli e quindi li giudico entrambi eretici, il primo fosse solo per l’invenzione del doppio papa. Ma per chi li considera papi: non deve giudicarli, la prima sede è, e non si giudica il vicario di Dio, tragico da dire nel caso.Ubbidire e basta in fede e morale nuova. Oppure sono antipapi ed allora si giudicano perché portano alla dannazione le anime in fede e morale, come mai avvenuto prima:MAI. Ma allora si deve verificare la storia ecclesiale dei conclavi negli ultimi 70 anni. Nessuno sembra intenzionato a farlo, dovrà armarsi il popolo, pacificamente costringendolia fare ciò che devono davanti a Dio.

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  4. #bbruno   11 Dicembre 2019 at 3:23 pm

    Io mi chiedo e non riesco a rispondermì, e quindi chiedo a chiunque possa rispondere : come è possibile che la Santa Messa – la preghiera che costituisce ed esprime al più alto grado la fede secondo la dottrina cattolica – possa, per intervento del papa, che, in quanto tale, è custode della fede, e ha il compito affidatogli da Cristo di “confermare nella fede” i fratelli…. , possa uscire in tal modo riformata da costituire. Dopo la riforma, l’aggiustamento il miglioramento… una “diminuzione della Fede nelle verità centrali della vita cattolica”, possa creare addirittura “ turbamento e confusione”, d secondo come si esprime, dalla sponda ‘tradizionalista’, il Mons. De Castro Mayer… .

    Gli inteventi del papa su di essa dovendo se mai portare a una maggiore chiarificazione di dette verità, al loro maggiore risplendere, secondo quanto è detto: non si mette una lampada accesa sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce”. No, noi oggi siamo giunti, con ‘questa’ chiesa e ‘questi’ papi, a tal punto di delicatezza, di riguardo, che ci preoccupiamo (vedi Bugnini eil suo Mentor papale) di smorzare la luce della verità per non infastidire gli occhi altrui…

    Tanto vale allora spegnerla del tutto, questa luce, e così gli occhi altrui, tanto cari, saranno più contenti. Come infatti è avvenuto. Felici sono, non dell’attenuazione, ma della scomparsa della luce. E la chiamiano ancora chiesa ‘cattolica’, questa, e lo chiamiamo ancora Beatussimo e Santissimo Padre e Vicario di Cristo questo nuovo conio di papa… e ancora bona et valida questa messa, seppure un po’ ‘diminuita’….

    Sempre che qualcuno non mi risponda, adeguatamente, per ravverdermi dalla mia ottusità, sulla domanda fatta qui sopra…

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