[MEDITAZIONI ALFONSIANE] Di Gesù in fasce.

dalle “Meditazioni per l’ottava di Natale e per gli altri giorni sino all’Epifania” di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

Figurati di veder Maria, che avendo già partorito il Figlio, lo prende con riverenza tra le braccia, prima l’adora come suo Dio e poi lo stringe tra le fasce: Pannis eum involvit (Luc. II, 7). Lo stesso dice la S. Chiesa: Membra pannis involuta Virgo mater alligat [1]. Ecco Gesù bambino che ubbidiente offerisce le sue manine, offerisce i piedi e si lascia fasciare. – Pondera come ogni volta che il santo Infante lasciava fasciarsi, pensava alle funi con cui doveva un giorno esser catturato nell’orto ed a quelle ch’indi dovevano legarlo alla colonna, e ai chiodi che dovevano unirlo alla croce; e così pensando, volentieri si lasciava fasciare, affin di scioglier le anime nostre dalle catene dell’inferno. Stretto così Gesù da quelle fasce, rivolto a noi c’invita a stringerci con esso coi dolci legami dell’amore. E rivolto all’Eterno Padre gli dice: Padre mio, gli uomini si sono abusati della lor libertà, e ribellandosi da voi si son fatti schiavi del peccato; io per pagare la loro disubbidienza, voglio esser ligato e stretto a queste fasce. Da queste legato io vi offerisco la mia libertà, acciocché sia liberato l’uomo dalla schiavitù del demonio. Accetto queste fasce, elle mi son care; e mi son più care perché son simbolo delle funi colle quali da ora mi offerisco ad esser un giorno legato e condotto alla morte per la salute degli uomini. Vincula illius alligatura salutaris (Eccli. VI, 31) [2]. I legami di Gesù furono le fasce salutevoli per sanare le piaghe delle anime nostre.- Dunque, o Gesù mio, voi avete voluto essere stretto tra le fasce per mio amore. O caritas, quam magnum est vinculum tuum, quo Deus ligari potuit! (S. Laur. Iust.): O amore divino, tu solo hai potuto render tuo prigioniero il mio Dio [2]. Ed io, Signore, ricuserò di farmi legare dal vostro santo amore? Avrò io per l’avvenire più animo di sciogliermi dalle vostre amabili e dolci catene? perché? per farmi schiavo dell’inferno? Signore, voi state legato su questa mangiatoia per amor mio; io voglio star legato sempre con voi. – Diceva S. Maria Maddalena de’ Pazzi che la fascia che noi dobbiamo prendere è una ferma risoluzione di stringerci con Dio per mezzo dell’amore, sciogliendoci nello stesso tempo dall’affetto d’ogni cosa che non è Dio [3]. A questo fine ancora par che il nostro amante Gesù abbia voluto lasciarsi, per così dire, legato e prigioniero nel SS. Sacramento dell’altare sotto le specie sacramentali, per vedere l’anime sue dilette fatte anche prigioniere del suo amore.

Affetti e preghiere
E qual timore posso io più avere de’ vostri castighi, o amato mio Bambino, or che vi vedo stretto tra le fasce, privandovi, per così dire, di poter alzar la mano a punirmi? Voi con queste fasce mi date ad intendere che non volete castigarmi, se io voglio sciogliermi dalle catene de’ miei vizi e legarmi con voi. Sì, Gesù mio, che voglio sciogliermi. Io mi pento con tutta l’anima d’essermi separato da voi con servirmi male di quella libertà che mi avete donata. Voi altra libertà più bella mi offrite, libertà che mi scioglie dalle catene del demonio e mi mette tra’ figliuoli di Dio. Voi vi siete fatto imprigionare da queste fasce per amor mio; io voglio esser prigioniero del vostro grande amore. O beate catene, o belle insegne di salute, che legati l’anime con Dio, deh stringete ancora il mio povero cuore; ma stringetelo tanto che non possa per l’avvenire sciogliersi più dall’amore di questo sommo bene. Gesù mio, io vi amo, a voi mi lego, a voi dono tutto il mio cuore, tutta la mia volontà. No che non voglio più lasciarvi, amato mio Signore.
Deh mio Salvatore, voi che per pagare i miei debiti voleste non solo farvi stringere da Maria tra le fasce, ma anche farvi legare qual reo da’ manigoldi e così legato andar per le strade di Gerusalemme, per esser condotto alla morte qual agnello innocente che va al macello; voi che voleste esser inchiodato alla croce e non la lasciaste se non dopo avervi lasciata la vita; deh non permettete ch’io mai abbia a dividermi più da voi, sicch’io abbia a vedermi un’altra volta privo della vostra grazia e del vostro amore.
O Maria, voi che legasti un giorno tra le fasce questo Figlio innocente, deh legati ancora me peccatore: legatimi a Gesù, affinché non mi parta più da’ piedi suoi; a lui viva sempre legato e legato muoia, acciocché un giorno abbia la sorte poi di entrare in quella patria beata, dove più non potrò e non avrò più timore di sciogliermi dal suo santo amore.


[1] Ex hymno Pange, lingua, gloriosi Lauream certaminis, tempore Passionis, ad Matutinum.
[2] “Caritas ligat Deum et hominem, quia vinculum est. O caritas! Quam magnum est vinculum tuum quo Deus ligari potuit!” S. LAURENTIUS IUSTINIANUS, Lignum vitae, De caritate, cap. 6. Opera, Lugduni, 1628, pag. 27, col. 1.
[3] “Dal vincolo col quale unisce eternamente e annoda, per perfettissima unione ed identità di carità e dilezione, lo Spirito Santo le divine Persone, Padre e Figliuolo, attrae un aspiramento d’un vincolo e d’un nodo col quale l’anima, a sembianza di quell’unione, s’unisce a Dio, e a Dio unisce con perfettissima relassazione le sue potenze, unite anco in se stesse, memoria, intelletto e volontà, onde non voglia, e in certa maniera non possa, mercé della grazia che la tiene così stretta ed unita al suo Dio, ricordarsi d’altro, intender altro, volere altro che il suo unico e perfettissimo amore, e la fontana d’ogni bene, che è la divina Carità di esso… O chi non potesse, come i beati in cielo, sciorsi giammai di così beato e così stretto nodo!” PUCCINI, Vita, Firenze, 1611, parte 3, Terzo giorno (a principio). – Cf. parte 5, Terza notte (a principio). – Insegnando in estasi alle sue novizie come prepararsi al S. Natale, ad una di loro dice la Santa Maestra: “E voi, Suor Maria Margherita, che avete a scaldar i panni per rinvolgere il pargolino, come farete a far quello? Sapete con che si rinvolge Gesù? con la conformità col voler di Dio; dovete credere e tener per certo, che il voler de’ vostri superiori sta il voler di Dio, e rimettervi in tutto e per tutto nella santa ubbidienza, con la quale rinvolgerete e stringerete Gesù, perché i pargolini, non essendo rinvolti, se potessero, si fuggirebbero, e a Dio non manca potere; ed essendo voi ubbidiente, sarete sempre quieta nell’anima e nel corpo”. Vita ed estasi di S. Maria Maddalena de’ Pazzi, parte 1, cap. 63, pag. 267, 268. Firenze, 1893.

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