Riforme e affini: «Altro che rugiada dello spirito. Qui siamo alla nebbia dell’intelletto»

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Chiacchierata col Guelfo Rosa

RS: Sentita la “rugiada dello spirito” nella riforma della riforma della messa montiniana?

GR: Sì, quindi?

RS: Quindi vorremmo sentire il suo parere.

GR: Oggi avete tempo da perdere, vero ragazzi?

RS: A dir il vero no…

GR: Qui mi sembra, ancora una volta, di essere tornato ai tempi di don Camillo. Quando – voci, eh – si dice che nei film si stesse attenti ad evitare scene che riprendessero insieme colpi d’arma da fuoco e immagini sacre. E nel frattempo Lercaro era arcivescovo a Bologna, Montini a Milano e Roncalli patriarca a Venezia. Si pensa a evitare le punture di zanzara mentre c’è un tir che ci è già arrivato addosso.

RS: Anche noi sospettiamo che “cambi poco”.

GR: Il discorso è un altro e su RS si è trattato (Il vero problema è la nuova messa non le nuove traduzioni!): l’uragano è stato la messa nuova di Montini, varata 50 anni fa, non un aggiustamento della traduzione 50 anni dopo. All’epoca si girarono gli altari, si soppressero pezzi della liturgia, si aprirono le porte a tutte le degenerazioni successive e oggi? Ci agitiamo tanto perché si mette la parola rugiada. Siamo alla farsa?

RS: Sì.

GR: Ribadisco: è come, dopo 50 anni di tsunami quotidiano, preoccuparsi che il deumidificatore in casa abbia in regola i bolli della revisione. Siamo sott’acqua, gente. Altro che rugiada dello spirito. Qui siamo alla nebbia dell’intelletto.

RS: In giro la gente è allarmata.

GR: Eh già, qualcuno, con strampalato zelo ha messo loro la pulce nell’orecchio che in “parrocchia non si possa più andare” perché “cambiano le preghiere”. Vuoi mettere? La tombolata, la sagra dei tortelli, l’asilo tenuto dalle suore, il prete “che siamo anche un po’ parenti”, la nonna che ci tiene tanto e la moglie che ha il gruppo WhatsApp con le mamme del catechismo. E se quel tale che sbraita su Facebook contro la rugiada dello spirito avesse ragione? Come faccio a schiodarmi da tutto questo? Il dramma è che “da tutto questo” ci si doveva schiodare 50 anni fa dopo una riforma disastrosa che, per citare i cardinali Bacci e Ottaviani, rappresentava, “sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa”. E adesso ti preoccupi della rugiada? Dovevi cercare altrove la Messa da tempo.

RS: Già.

GR: I frutti dell’orto conciliare sono lì da vedere, da tempo. Solo che oggi la gente ha capito che qualcosa non va e associa il principio delle cose che non vanno con il principio della loro consapevolezza delle cose che non vanno. Insomma è come quel tale che si accorge che fuori fa freddo solo perché ha aperto la finestra. Ma il freddo c’era già, mica l’ha creato il fatto che lui abbia aperto la finestra.

RS: C’è bisogno di formazione, oltre che di informazione.

GR: Drammaticamente, sì.

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