Nel passato e, sebbene meno palesemente, anche nel presente il mondo protestante ha spesse volte tramato coll’Infedele ai danni della Civiltà Cristiana (quella vera, cattolico-romana, non i surrogati da presunto scontro di presunte civiltà). Questo breve saggio dell’abbè Rohrbacker può illuminarci a riguardo di vicinanze ad un occhio superficiali quasi inimmaginabili fra la religione di Maometto e quella (o meglio quelle) scaturite dall’apostasia di Martin Lutero.

Solimano aveva in Europa un altro alleato, l’eresiarca di Vittemberga. Perciò un giorno disse ad un ambasciatore di Alemagna: Io bramerei che Lutero fosse più giovane; egli avrebbe in me un padrone molto compiacente. Egli testimoniava tanta benevolenza a tutta ragione. Lutero insegnava che il combattere contro il turco era un combattere contro Dio. Perciò egli aveva pregato istantemente i cristiani a non contribuire alla guerra contro i turchi né colle persone, né col danaro, ma di astenersene , infino a che il nome del papa avesse ancora qualche credilo sotto il cielo. E come mai i nostri principi imbecilli più pii e più savi di loro potrebbero, diceva egli, vincerla contro i turchi, se i turchi sono le dieci volte loro?
Inoltre v’è una fratellanza intima fra il luteranismo e il maomettismo, e basta il paragonarli per vedere che sono figliuoli del medesimo padre.
Secondo il falso profeta della Mecca, ogni cosa avviene per una necessità inevitabile, non vi è libero arbitrio nell’uomo: Dio opera in noi tutte le azioni, così le cattive come le buone; a tal che punisce nei cattivi le colpe ch’egli stesso ha operate in essi. A coloro che gridavano contro una tanta bestemmia, Maometto dava per sola ed unica risposta:Questo è un mistero, un segreto. Si, il mistero di satana, autore di ogni male, che vuol far ricadere tulle le colpe sopra Dio medesimo, autore d’ogni bene. Ora, lo stesso mistero di empietà si rivela nel luteranismo. Secondo il falso profeta di Vittemberga, come secondo il falso profeta della Mecca, ogni cosa avviene all’uomo per una necessità inevitabile, e non vi è in noi libero arbitrio. Dio opera in noi così il male come il bene; ed egli ci punirà non solo del male che noi non avremo potuto evitare, ma anche del bene che avremo fallo il meglio che avremo potuto. Nel che Lutero la vince d’assai in empietà sopra Maometto, il quale non ha mai detto che Dio ci punirebbe dello stesso bene, e che le buone opere fossero altrettanti peccati.
Il maomettismo consiste in dire che Maometto è il profeta di Dio per riformare la religion di Dio e di Gesù Cristo; noi abbiam veduto qual profeta è stato e quale riforma. Il luteranismo consiste in dire che Lutero è il profeta di Dio per riformare la religion di Dio e di Gesù Cristo; noi abbiam veduto e verremo vedendo sempre più qual profeta è stato e quale fu la sua riforma.
Tutte le teologie, tutte le storie dei protestanti, a ridurle alla loro più semplice espressione, non dicono che questo: «Dio ha creato il mondo con una ammirabil sapienza: nondimeno, appena fu creato questo mondo, ogni cosa vi si è scompigliala per la ribellion dell’angelo e dell’uomo. Un Salvatore è annunziato che ristorerà ogni cosa: questo Salvatore è il Figliuol di Dio; egli viene dopo quattromila anni; egli insegna ed opera con una sapienza veramente divina. Egli fonda la sua Chiesa sulla pietra, assicura che le porte dell’inferno non prevarranno mai contro di lei, promettendo ai suoi pastori di esser con loro lutti i giorni sino alla fine del mondo, e che le manderebbe inoltre lo Spirito Santo, lo spirito della verità, per rimaner sempre con essa. Tuttavia, partito appena lui, l’opera sua si guasta, la sua religione si va corrompendo dall’un secolo all’altro, l’inferno prevale contro la sua Chiesa, l’anticristo se ne stabilisce il capo, v’introduce il dogma del libero arbitrio dell’uomo, la necessità delle opere buone: infino a che giunge finalmente un frate sfratato di Alemagna, il quale aggiusta per sempre il capolavoro di Dio e del Figliuol suo , insegnando a tutti che ciascuno non ha altra regola che sè medesimo». Ecco, secondo le teologie e le storie protestanti, ciò che è di Dio e della sua provvidenza, di Gesù Cristo e della sua redenzione. Rimane da conchiudere in un coll’empio che Gesù Cristo non è Dio, e che Dio medesimo non esiste.
Il maomettismo è di sua natura una guerra irreconciliabile alla Chiesa del Cristo, è una porla dell’inferno che adopera senza posa a prevalere contro dì lei. La forza della Chiesa è la sua santa gerarchia, avente per capo s. Pietro e il suo successore: il maomettismo distrugge ovunque può questa gerarchia. La forza della Chiesa è il santo sacrifizio della messa e gli altri sacramenti. Il maomettismo li chiama vane superstizioni e li calpesta. La forza della chiesa è la castità dei suoi sacerdoti, è l’attaccamento dei suoi religiosi e delle sue vergini al servizio di Dio e del prossimo coi voti di povertà, castità ed obbedienza; il maomettismo rapisce le vergini cristiane per prostituirle alla lussuria dei suoi capi.
Ora, ciò che il maomettismo fece prima d’ogni altro, il luteranismo lo ripete. Esso è di sua natura una guerra irreconciliabile alla Chiesa Cattolica ed al suo capo; tutto ciò che forma la forza di questa Chiesa egli lo assale, lo nega, lo calpesta; la gerarchicia, il sacrifizio, i sacramenti, la castità sacerdotale, i voli religiosi; esso distrugge i monasteri e moltiplica i luoghi di prostituzione.
Come il maomettano, e sulle orme di questo il luterano, spezza le immagini dei santi , di Gesù Cristo e della sua santa Madre; come il maomettano, e ad imitazione di lui il luterano, sputa sulla croce del Salvatore, la calpesta, la trascina nel fango.
Non è fratello che somigli maggiormente al suo fratello, quanto il luteranismo al maomettismo.

(Storia Universale della Chiesa Cattolica dal principio del mondo sino ai dì nostri dell’abate Rohrbacher, vol. XII, Torino, 1861, pp. 331-332)