Christian Day, Ave Maria “stoppata” e il giudizio della Chiesa: ripassino veloce per cattolici distratti

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato l’articolo [Video] Attenzione: al Christian Day (per l’identità “cristiana”) si vieta l’Ave Maria.

Un testo semplicissimo che spiegava l’ovvio su questo evento di matrice protestante, nello specifico:

1. perché Radio Spada si è tenuta a chilometri da questa iniziativa;

2. il fatto che i cosiddetti “evangelici” non amino l’Ave Maria;

3. il fatto che la Chiesa non ami l’ecumenismo confusionario.

Moltissimi hanno capito velocemente questi concetti, per altri – che non hanno mancato di sgomitare su altri siti – offiramo un ripassino veloce, che va ben oltre il penoso (ma comprensibilissimo) episodio dello stop all’Ave Maria sul palco.

A prescindere dai fatti accaduti, ecco uno sguardo ad alcuni esempi di Dottrina della Chiesa, per orientarsi meglio in situazioni future (sovapponibili o meno con quella del Christian Day):

  1. Sillabo (Pio IX): anatema sulla proposizione “XVIII. Il protestantismo non è altro che una forma diversa della medesima vera religione cristiana, nella quale egualmente che nella Chiesa cattolica si può piacere a Dio.”
  2. Enc. Mortalium Animos (Pio XI): “Perciò sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani, e persino coloro che miseramente apostatarono da Cristo o che con ostinata pertinacia negano la divinità della sua Persona e della sua missione. Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici tali tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni, in quanto tutte, sebbene in maniera diversa, manifestano e significano egualmente quel sentimento a tutti congenito per il quale ci sentiamo portati a Dio e all’ossequente riconoscimento del suo dominio. Orbene, i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto e svoltano passo passo verso il naturalismo e l’ateismo; donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio“. Ancora: “anziché restringersi in piccoli e rari gruppi, sono invece cresciuti, per così dire, a schiere compatte, riunendosi in società largamente diffuse, per lo più sotto la direzione di uomini acattolici, pur fra di loro dissenzienti in materia di fede. E intanto si promuove l’impresa con tale operosità, da conciliarsi qua e là numerose adesioni e da cattivarsi perfino l’animo di molti cattolici con l’allettante speranza di riuscire ad un’unione che sembra rispondere ai desideri di Santa Madre Chiesa, alla quale certo nulla sta maggiormente a cuore che il richiamo e il ritorno dei figli erranti al suo grembo. Ma sotto queste insinuanti blandizie di parole si nasconde un errore assai grave che varrebbe a scalzare totalmente i fondamenti della fede cattolica
  3. Enc. Orientalis Ecclesiae di Pio XII (1944, riferita agli scimatici ma adattabile al caso): Non conduce al desideratissimo ritorno dei figli erranti alla sincera e giusta unità in Cristo, quella teoria, che ponga a fondamento del concorde consenso dei fedeli solo quei capi di dottrina, sui quali o tutte o almeno la maggior parte delle comunità, che si gloriano del nome cristiano, si trovino d’accordo, ma bensì l’altra che, senza eccettuarne né sminuirne alcuna, integralmente accoglie qualsiasi verità da Dio rivelata”.

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