[IL GERANIO] In morte di un generale iraniano

Nota di Radio Spada: continua questa rubrica tenuta da un cattolico integrale veneto e dedicata a temi di dottrina ed attualità, affrontati con piglio fortemente polemico. Avrà cadenza (quando possibile) periodica e verrà pubblicata sempre durante il fine settimana. Buona lettura! (Piergiorgio Seveso, Presidente SQE di Radio Spada)

In morte di un generale iraniano

Ho appreso stamane dell’assassinio del generale Qasem Soleimani, comandante della Forza Al Quds, il dipartimento dei Pasdaran iraniani incaricato delle operazioni internazionali, da parte di forze statunitensi su decisione dello stesso Donald Trump a quanto pare.

Subito mi sono reso conto di quanto quest’atto sia una schifezza, l’ennesima da parte degli Stati Uniti in ambito internazionale.

Lo è per vari motivi, non ultimo il fatto che è stato eliminato un protagonista ed eccellente stratega della guerra contro il terrorismo, quella vera, quella che ha contribuito e contribuisce a salvare le vite dei cristiani in Siria, non quella farlocca degli yankees e dei loro tirapiedi dell’Unione Europea.

Perché diciamolo pure, Qasem Soleimani, combattendo contro il jihadismo foraggiato da Stati Uniti, Francia ed altri paesi UE ha combattuto pure per noi, ha combattuto contro il caos della dissoluzione massonica che promuove aborto e perversioni, scatena guerre che originano ondate di “migranti e rifugiati” seminando odio e discordie tra i popoli e finanzia terroristi assassini che lucrano sul traffico di tanti esseri umani che ciondolano nelle città di mezza Europa.

L’assassinio del generale è un folle e dissennato atto di vigliaccheria: si tratta dell’ennesima provocazione orchestrata da Stati Uniti e da Israele contro l’Iran, un’azione che mette alle strette gli Ayatollah che difficilmente incasseranno il colpo senza reagire, con il rischio di un conflitto che potrebbe infiammare buona parte dell’”Oriente”, dal Libano all’Afghanistan.

Ricordo, quando mi trovavo al confine tra Giordania e Siria, di come Qasem Soleimani fosse considerato una sorta di leggenda tanto dai suoi appassionati sostenitori che dai suoi detrattori, un uomo che ora appariva su un fronte per risollevare il morale delle truppe antijihadiste ora su un altro, imprendibile da parte dei suoi nemici.

Mi piace pensare a lui mentre visita il combattente cristiano Simon Al Wakeel1, difensore di Mahardeh città cristiana assediata dai jihadisti addestrati dagli americani, come riportano alcune fonti.

Ho pertanto ritenuto opportuno dedicargli un “Geranio”.

1 http://www.ilgiornale.it/news/muro-cristiano-mahardeh-che-ha-fermato-assalti-jihadisti-1517377.html

3 Commenti a "[IL GERANIO] In morte di un generale iraniano"

  1. #Leo   6 Gennaio 2020 at 9:17 am

    Credo che il generale stesse lavorando, non per difendere i cristiani, ma piuttosto ad espandere l’influenza militare dell’Iran
    Se ad alcuni piace l’idea di un nuovo Impero persiano, il consiglio è di documentarsi meglio a livello storico.

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  2. #Il Geranio   9 Gennaio 2020 at 10:07 am

    Temo che lei non abbia assolutamente capito il senso dell’articolo, l’Iran lottando seriamente contro il terrorismo e sostenendo Bashar el Assad ha contribuito a salvare molti cristiani che invece USA e UE addestrando ed armando tagliagole salafisti hanno invece contribuito ad ammazzare. Consiglio pertanto a lei non solo di documentarsi a livello storico ma pure politico e geopolitico.

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  3. #lister   10 Gennaio 2020 at 12:40 pm

    Logico che l’Iran, col Generale Soleimani, ha combattuto contro l’ISIS (creatura USA-israelosaudita) in aiuto alla Siria, anche per motivi di carattere geopolitico “pro domo sua” e non per puro altruismo. Ma da qui ad affermare che lo ha fatto per “espandere [la propria] influenza militare” ce ne corre.
    Assad e Putin stanno lì a guardare, secondo Leo?

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