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di Massimo Viglione

Come ebbi già modo di dire, un vescovo ha concesso la Messa in Rito Romano Antico facendola celebrare a un prete tipico simil-conservatore modernista e bergogliano doc, le cui omelie – che quando parlano di fede potrebbero anche essere accettabili – finiscono sempre con l’esaltazione di Francesco e degli immigrati.
Io evito di andarci, e quando sono costretto per mancanza di alternativa, esco dalla chiesa durante l’omelia e rientro al Credo.

Ieri non l’ho fatto. E cosa mi sono sentito dire, al termine di un’omelia per il resto accettabile? Che dobbiamo pervenire a una “conversione ecologica”.
Ora, che questo accada in tutte o quasi le messe moderniste, è scontato. Ma che accada anche in quella tradizionale, non è accettabile.

Ne ho parlato con un sacerdote molto stimato del nostro mondo, e ne ha convenuto: il rito non giustifica l’eresia, la bestemmia, la cialtroneria.
La chiesa dove si celebra questa messa – peraltro molto bella – sta per essere venduta per mancanza di preti (tutti convertiti alla nuova religione). So che questo dispiace ai fedeli tradizionali di quella città. Ma io dico loro di stare sereni, che questa è una grazia di Dio. Se andare a Messa diviene lo strumento per iniettare il veleno mortale, non bisogna andare, nemmeno al Rito Romano Antico.

“Conversione ecologica” è apostasia. Non v’è rito che tenga. Si fanno cento chilometri in più, ma si va alla Messa antica celebrata da un sacerdote realmente fedele a Dio e alla Fede di sempre.
Gli inglesi eliminarono Napoleone dandogli un poco di veleno al giorno, in modo che nessuno se ne accorgesse. Il tutto mentre lo trattavano con gentilezza e rispetto.
Ricordatevi che i figli delle tenebre sono più scaltri dei figli della luce. Una Messa infettata dall’eresia è il più grande e infame dei veleni. Abitua poco a poco, a piccole ma costanti gocce, sotto la copertura del sacro, all’accettazione dell’apostasia. Soprattutto i più giovani.